Le celebrazioni

Solida e al fianco degli italiani, 150 anni di Banche Popolari

L’obiettivo di una maggiore efficienza e redditività, auspicato anche dal Governatore della Banca d’Italia Fabio Panetta, è, dunque, anche l’obiettivo dell’azione delle Popolari.

News - di Giuseppe De Lucia Lumeno

8 Febbraio 2026 alle 15:00

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Photo credits: Cristiano Minichiello/Imagoeconomica
Photo credits: Cristiano Minichiello/Imagoeconomica

In questi giorni, l’Associazione Nazionale fra le Banche Popolari e del Territorio ha avviato un biennio di celebrazioni: 2026, i 150 anni di vita associativa e 162 anni dalla nascita della prima Banca popolare; 2027, 100 anni dalla morte del suo fondatore, Luigi Luzzatti. Anniversari che rappresentano un’utile occasione per ricordare e sottolineare alcuni aspetti importanti della Cooperazione bancaria. Il primo. Il suo profondo radicamento nella storia del nostro Paese. Un radicamento che ha origine con la fondazione della prima Banca popolare, a Lodi nel 1864, appena tre anni dopo l’Unità d’Italia, e che ha portato all’espansione dell’intera categoria, accompagnando e sostenendo la crescita economica nazionale, da allora fino ad oggi.

Il secondo. La sua diffusione è una realtà non solo in Italia ma in tutto in mondo, a conferma di come la Cooperazione bancaria svolga un ruolo che va ben oltre la semplice quantificazione di indicatori economici standard. Le Banche popolari, restando coerenti con la loro storia ed il loro ruolo di supporto alle economie locali e, allo stesso tempo, attente alle prospettive future, hanno raccolto ed affrontato la sfida derivante dall’eccezionalità dei tempi attuali. Una eccezionalità che è indiscutibile ed è frutto della globalizzazione e di una interdipendenza sempre più pronunciata, ma anche di una serie di crisi geopolitiche che hanno segnato l’economia negli ultimi decenni rendendo necessarie innovazioni regolamentari per rendere più stabile e sicuro il sistema finanziario, insieme ad un sempre più alto grado di integrazione del mercato europeo. Alcuni dati rendono tutto ciò evidente.

Negli ultimi anni la quota di mercato degli impieghi totali delle Banche popolari è aumentata interessando sia i prestiti alle famiglie, sia quelli alle imprese e quelli alle aziende di dimensioni più contenute. Le Banche popolari hanno quindi accentuato, in una fase economicamente difficile, il loro ruolo in favore dei sistemi economici reali e locali rispetto ad altre realtà del sistema bancario, a conferma della loro capacità di prossimità e di integrazione con il territorio. Tutto ciò è stato possibile grazie alla conoscenza della clientela, al radicamento nelle economie locali e all’identificazione con la comunità di riferimento e con il suo territorio che sono parte integrante della sua azione di intermediazione creditizia. Ma c’è di più. Le Popolari hanno saputo coniugare questi risultati rispettando anche i vincoli normativi derivanti dalla disciplina prudenziale e dalla vigilanza unica europea, evidenziando requisiti patrimoniali pari al doppio di quanto richiesto. Inoltre, hanno accentuato il proprio impegno nell’offerta di strumenti e servizi sempre più avanzati e rispondenti alle esigenze di una clientela in costante espansione, con un processo di innovazione tecnologica che però pone sempre al centro il rapporto con il cliente e la sua fidelizzazione.

L’obiettivo di una maggiore efficienza e redditività, auspicato anche dal Governatore della Banca d’Italia Fabio Panetta, è, dunque, anche l’obiettivo dell’azione delle Popolari. Prova ne sono i 4,1 milioni di famiglie clienti che utilizzano quotidianamente il canale internet a fini informativi e dispositivi. Un dato che si aggiunge alle 500.000 imprese clienti che già operano con una Banca popolare attraverso canali telematici. Le Popolari dimostrano, quindi, di essere in prima linea verso un modello di banca digitale che, comunque, considera come elemento imprescindibile la salvaguardia del rapporto personale con il cliente e con tutti gli stakeholder del territorio. Una mission, quella delle Banche popolari, in un contesto nel quale, soprattutto nell’ultimo periodo, si avverte tanta incertezza frutto di una grande e perdurante instabilità geopolitica che forse, mai come oggi, spaventa il mondo intero.

In un mondo in continua evoluzione che naviga in mari burrascosi e non sempre verso la direzione più idonea per uno sviluppo sostenibile, le Banche popolari dimostrano di essere ancora un presidio per il territorio e le comunità. Dalla loro storia e dalle loro radici, all’interno di un contesto in continua trasformazione, non sempre favorevole, dimostrano la loro forza, l’attualità del loro modello e la capacità di sapersi rinnovare per continuare ad affrontare quelle che saranno le complesse sfide future.

(*) Segretario Generale Associazione Nazionale fra le Banche Popolari e del Territorio

8 Febbraio 2026

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