Dalla nostra inviata

Storia di O., “io viaggio da solo”: imbarcato a 8 anni in Libia e salvato da Ocean Viking: l’Italia saprà accoglierlo?

È partito dal Mali, è stato in prigione in Libia. Chi lo ha incontrato dice di averlo sempre visto da solo. È stato salvato il 14 marzo, era su un gommone alla deriva in mezzo al mare da tre giorni. Sbarcherà ad Ancona

News - di Angela Nocioni - 18 Marzo 2024

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Storia di O., “io viaggio da solo”: imbarcato a 8 anni in Libia e salvato da Ocean Viking: l’Italia saprà accoglierlo?

Dov’è la tua mamma? “In Mali”. Il tuo papà? “In Mali”. E in Libia come ci sei arrivato? “Da solo”.

Ha 8 anni. Lo abbiamo trovato in mezzo al mare il 14 marzo su un gommone alla deriva da tre giorni in acque internazionali al largo di Tripoli. Stipato insieme ad altre 87 persone, tra cui 24 minori, salvate dall’equipaggio della nave di soccorso Ocean Viking della ong Sos Mediterranée. È un bambino molto intelligente, si chiama O.

Dice di essere partito dal Mali con un amico. Come ha fatto ad arrivare in Libia non si capisce. Lui dice di aver lavorato cammin facendo per procurarsi un po’ di soldi. Dice di aver lavorato in Libia come saldatore e come imbianchino. E di aver dormito per strada. Alla domanda: era difficile vivere in Libia? risponde tranquillo: “Sì, perché sono nero”.

Dice di aver sentito a Tripoli di questi gommoni che portano di là dal mare e di essersi imbarcato già una volta. Dice che quella volta è arrivata una motovedetta della Guardia libica, li ha riportati indietro e li ha messi tutti in prigione. Dice il nome della prigione Ain Zara, che esiste ed è un inferno. Dice di essere scappato da lì insieme a due adulti che un giorno l’hanno fatto uscire con loro insieme alla spazzatura. Non si capisce se e come abbia pagato il passaggio per l’Europa. Un ragazzo imbarcato nello stesso gommone dice di aver pagato il viaggio per sé 1000 dollari.

Tutto quel che il bambino racconta di come è arrivato in Libia sembra incredibile, ma gli adulti che abbiamo tirato fuori dal suo stesso gommone confermano che l’hanno visto arrivare da solo e che viaggiava da solo. Uno di loro, che ha tentato la traversata sette volte e tutte le altre volte è stato intercettato dai libici e riportato a terra, dice di aver visto O. in galera. Di ricordarselo benissimo proprio perché è un bambino, di ricordare che c’è stato poco e di averlo subito riconosciuto poi quando l’ha rivisto fuori. Conferma che era da solo, di averlo visto sempre da solo.

O. parla un po’ di francese e una lingua del Mali. A scuola c’è stato perché la disegna piena di bambini, sa scrivere. Dice che in Italia vuole fare il saldatore. Quando in mezzo al mare abbiamo fatto il trasbordo dei naufraghi dal loro gommone verde a quello di salvataggio della Ocean Viking, lui è stato il più veloce di tutti. Ha capito subito cosa doveva fare, mi ha aiutato a far stare altri tre bambini seduti e afferrati alle cime. Quel salvataggio è stata un’operazione drammatica, dal ponte di comando della Ocean Viking la radio avvisava che i miliziani stavano arrivando. “Visitors are coming in three minuts”. “Visitors are coming in two minuts”.  C’era pochissimo tempo per fare il trasbordo. Quando la motovedetta libica è comparsa, ha puntato la prua verso il gommone di salvataggio e un miliziano è uscito, i naufraghi erano terrorizzati.

Lui ha abbassato la testa, muto e non s’è mosso. Tremava. Ha continuato a tremare fino alla nave.

Quelle motovedette ai libici gliel’ha date il governo italiano. Servono a deportare i profughi, non a far salvataggi. E una di queste motovedette, date dal governo italiano, ha preso O. in mezzo al mare e l’ha fatto finire in galera, a 8 anni. Possiamo garantire la accoglienza che si merita a questo bambino che sbarcherà stasera dopo le cinque del pomeriggio ad Ancona, a 1400 chilometri da dove è stato salvato dalla Ocean Viking che che con 336 naufraghi sul ponte di coperta, tra cui una donna incinta e 32 minori, è stata costretta a tre giorni in più di navigazione perché il Centro di comando delle capitanerie di porto di Roma ha rifiutato di darle un porto più vicino? Possiamo occuparci in modo esemplare di accogliere questo bambino come merita? Siamo l’Italia.

Il piccolo O. è arrivato in Italia: il video dello sbarco ad Ancona

FOTO DI ANGELA NOCIONI

18 Marzo 2024

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