La via d'uscita

Netanyahu infiamma il Medio Oriente, la guerra allargata all’Iran: Israele si liberi del premier

Quante volte si è scritto che l’unica democrazia, in quella parte del mondo, è la democrazia israeliana? Bene, è ora che i meccanismi della democrazia si facciano sentire. Che l’opposizione a Netanyahu esca allo scoperto.

Editoriali - di Piero Sansonetti - 4 Gennaio 2024

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Netanyahu infiamma il Medio Oriente, la guerra allargata all’Iran: Israele si liberi del premier

Forse non sapremo mai con certezza chi sono gli autori e chi i mandanti di questo terribile attentato in Iran, che ha prodotto quasi cento morti. Innocenti. Il pensiero immediato è che i killer siano stati mandati dai servizi segreti israeliani.

E siccome probabilmente resterà un mistero, forse per anni, ora possiamo solo prendere atto del fatto che gli effetti dell’attentato deriveranno comunque dalla convinzione che siano stati gli israeliani. Israele dal 7 ottobre ad oggi ha iniziato una guerra feroce ai palestinesi.

20 mila morti in Palestina tra i quali 8000 bambini e ragazzi, la Striscia di Gaza rasa al suolo, e l’altra sera l’attacco in Libano, con l’uccisione, a Beirut, di uno dei massimi capi di Hamas: sono fatti che, messi in relazione con le dichiarazioni molto aggressive di Netanyahu e con la sua ostinazione nel respingere qualsiasi appello alla trattativa e alla pace – comprese le pressioni americane – accreditano l’ipotesi che l’attentato in Iran sia stato deciso dai capi di Israele, o forse da una fazione super bellicista che vuole evitare qualunque ritorno indietro del premier su posizioni più ragionevoli.

Tutto questo ci dice che l’allargamento della guerra – come diceva ieri il titolo del New York Times – è sempre più probabile. E fa pensare addirittura all’ipotesi che il governo israeliano sia favorevole a questo scenario, perché sa di non potere mai vincere una guerra contro una guerriglia spietata ma anche popolare, e che l’unica possibilità di vittoria sia l’estensione della guerra ad altri Stati.

Finora l’Iran si è mostrato molto prudente. Ora comincia a diventare complicato per il suo gruppo dirigente sottrarsi alla prova di forza.

C’è una via d’uscita? Beh, quante volte si è scritto che l’unica democrazia, in quella parte del mondo, è la democrazia israeliana? Bene, è ora che i meccanismi della democrazia si facciano sentire. Che l’opposizione a Netanyahu esca allo scoperto.

Israele si trova di fronte alla più difficile (e forse definitiva) sfida della sua storia. Deve dimostrare di essere all’altezza della situazione, di sapere non solo usare lo strumento militare ma anche quello politico. Solo Israele può avviare delle effettive azioni di diplomazia e di pace.

Naturalmente c’è una conditio sine qua non. Il rovesciamento di Netanyahu, che sta portando il mondo sull’orlo del disastro e della tragedia nucleare. Il popolo e la politica israeliani saranno capaci di questo passo?

4 Gennaio 2024

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