Centinaia di morti

Chi ha commesso l’attentato in Iran, i sospetti sul Mossad e l’ipotesi sunnita: la pista che porta ad Al-Qaeda. Gli Usa: “Noi non c’entriamo”

Due le esplosioni che hanno causato la morte di almeno 180 persone e il ferimento di altre 140. I fatti durante le commemorazioni per il generale Qassem Soleimani. Teheran ha accusato Israele e Stati Uniti. Arrivata la smentita di Washington. Alcune fonti dalla Repubblica Islamica hanno chiamato in causa l'organizzazione Jaish ul-Adl. Ma è verosimile anche un altro scenario: che ad aver pianificato la strage sia stato un gruppo armato legato all'Isis

Esteri - di Andrea Aversa - 3 Gennaio 2024

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Chi ha commesso l’attentato in Iran, i sospetti sul Mossad e l’ipotesi sunnita: la pista che porta ad al – Quaeda. Gli Usa: “Noi non c’entriamo”

Un attentato che potrebbe far esplodere definitivamente il Medio Oriente e causare lo scontro diretto tra le potenze regionali da sempre in conflitto tra loro. Stiamo parlando della strage avvenuta oggi in Iran. I sospetti sono subito piombati sui servizi segreti israeliani, il Mossad, che avrebbe favorito l’attacco terroristico che ha ucciso circa 180 persone e ferite altre 140. Ma la Repubblica Islamica ha anche altri nemici, oltre i movimenti di protesta popolari degli ultimi mesi (e anni), non vanno dimenticati gli avversari islamici e sunniti. Secondo quanto riportato dal corrispondente di Radio Radicale Mariano Giustino, mandante ed esecutrice dell’attentato potrebbe essere stata l’organizzazione Jaish ul-Adl, affiliata ad Al-Qaeda. Non è stata esclusa la pista che porterebbe a gruppi armati legati all’Isis, lo Stato Islamico.

Gli Usa e il Mossad: la smentita di Washington

Intanto è arrivata la smentita da Washingotn: “Gli Usa non sono coinvolti in alcun modo nelle esplosioni in Iran e non hanno alcuna indicazione di un coinvolgimento di Israele“. Lo ha affermato il portavoce del consiglio per la sicurezza nazionale Usa John Kirby, ribadendo quanto già affermato dal dipartimento di Stato americano. Due le esplosioni avvenute vicino al cimitero nella città di Kerman, nell’Iran sud-orientale, durante una cerimonia per commemorare il quarto anniversario della morte del generale iraniano Qassem Soleimani, comandante della Forza Quds dei Guardiani della rivoluzione islamica, ucciso in un bombardamento statunitense all’aeroporto di Baghdad il 3 gennaio 2020. Migliaia di persone – riferisce l’agenzia di stampa Irna – si stavano recando alla tomba di Soleimani.

L’attacco durante la commemorazione di Soleimani

La prima esplosione sarebbe avvenuta a 700 metri dalla tomba dell’ex capo dei pasdaran, mentre la seconda a un chilometro di distanza. Le due esplosioni, attivate a distanza con dei telecomandi, secondo i media locali, sarebbero avvenute a dieci minuti di distanza l’una dall’altra. Le autorità locali parlano di attacco terroristico e le indagini sono in corso. Il bilancio dei feriti, trasportati negli ospedali, è in continuo aggiornamento, ma ha gia’ superato quota 211.

Chi ha commesso l’attentato in Iran

I video trasmessi dai media iraniani hanno mostrato decine di corpi sparsi sul terreno mentre alcuni passanti cercavano di assistere i sopravvissuti e altri si affrettavano a lasciare l’area dell’esplosione. La televisione di Stato iraniana ha detto che le esplosioni sono state causate da due valigie contenenti esplosivi attivati a distanza. Il governo dell’Iran ha dichiarato ufficialmente per domani, 4 gennaio, una giornata di lutto nazionale, mentre a Kerman i giorni di lutto nazionale saranno tre. Le esplosioni in un luogo altamente simbolico per la resistenza iraniana avvengono in un momento contraddistinto da tensione elevata in tutto il Medio Oriente, dopo l’attacco del movimento islamista palestinese Hamas in Israele il 7 ottobre 2023 e la conseguente operazione israeliana nella Striscia di Gaza.

Medio Oriente in fiamme

Sin dai primi minuti dopo l’attacco i media statali hanno parlato di “un attacco terroristico“. E il presidente iraniano, Ebrahim Raisi, ha affermato: “Indubbiamente gli autori di questo atto vigliacco saranno presto identificati e puniti per il loro atto atroce dalle capaci forze dell’ordine e di sicurezza”. Più dirette le dichiarazioni del deputato iraniano Hossein Jalali che ha puntato il dito contro Israele. “Israele è sicuramente uno dei responsabili“, ha affermato Jalali. Da parte sua, il ministro dell’Interno, Ahmad Vahidi, ha affermato che “la risposta dell’Iran sarà forte e distruttiva e nel più breve tempo possibile” e che “i colpevoli riceveranno un duro schiaffo in faccia“. Il capo della magistratura iraniana, Gholamhossein Ejei, ha definito gli autori “mercenari di potenze arroganti“, riferendosi agli Stati Uniti e ai suoi alleati.

Attentato in Iran: le indagini e le accuse del regime

Al momento le indagini sono in corso e solo dopo si conosceranno i responsabili individuati dalle autorità. Va notato che in Iran, soprattutto nella provincia sud-orientale del Sistan Balucistan sono avvenuti in passato attacchi contro gli agenti della sicurezza, in segno di protesta contro l’apparato della Repubblica islamica, perpetrati sia da estremisti della minoranza sunnita che da combattenti affiliati allo Stato islamico. Inoltre, sebbene Israele abbia effettuato attacchi in Iran per colpire i responsabili del programma nucleare, l’intelligence ha condotto omicidi mirati, non attentati di massa, come quello avvenuto oggi.

Attentato in Iran: il tweet di Mariano Giustino

3 Gennaio 2024

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