Il vertice Nato in Turchia

Vertice Nato di Ankara, l’Ue è pronta a blandire Trump per evitare il “deragliamento” del tycoon

“Un’Europa più forte in una Nato più forte”: il motto delle feluche alleate serve a rabbonire il tycoon. Che annuncia: “Putin vuol finire la guerra”

Esteri - di Umberto De Giovannangeli

7 Luglio 2026 alle 12:00

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AP Photo/Mark Schiefelbein



Associated Press / LaPresse
AP Photo/Mark Schiefelbein Associated Press / LaPresse

Il motto è stato coniato. Ed è molto suggestivo e ambizioso. La sua traduzione operativa, beh, questo è tutt’altro discorso. Molto, molto complicato. “Un’Europa più forte in una Nato più forte”. È il motto contenuto nella dichiarazione finale approvata dai 32 ambasciatori alleati e, a ben vedere, il senso del vertice di Ankara sta tutto qui. Tener fede alle promesse dell’anno scorso, far vedere agli Usa e a Donald Trump che il vecchio mondo sta davvero aprendo i cordoni della borsa, tracciando percorsi “credibili” verso il famoso 5% di Pil in difesa.

Il segretario generale Mark Rutte (e gli sherpa) hanno fatto il possibile per costruire un summit (l’ennesimo) a prova di Trump. Ma l’apprensione è palpabile perché se il tycoon deraglierà si potrà entrare in una fase che alcuni, alla Nato, non esitano a definire “pericolosa”. Oggi in una Ankara super blindata – centinaia i manifestanti anti-vertice arrestati – prima dell’arrivo dei leader, si terrà un gigantesco forum dell’industria della difesa transatlantica in cui verranno annunciati contratti, intese e cooperazioni per miliardi e miliardi: è uno degli spettacoli pirotecnici organizzati per stuzzicare l’immaginazione di Trump. Poi c’è la cena al palazzo presidenziale del Sultano, Recep Tayyip Erdoğan. Lì i 32 capi di Stato e di Governo alleati saranno soli – senza ambasciatori o consiglieri – con mogli (o mariti) e gli ospiti, tra cui ad esempio Volodymyr Zelensky.

In parallelo, le cene dei ministri degli Esteri e della Difesa, dove sono stati invitati, rispettivamente, i Paesi del Golfo e i partner asiatici (Giappone, Corea, Australia e Nuova Zelanda). Mercoledì sarà la volta del vertice vero e proprio: un giro di tavolo del Consiglio Atlantico da 2-3 ore massimo, proprio per limitare il più possibile i rischi. Ecco, si capirà allora perché c’è chi vorrebbe abolire la ricorrenza annuale (gli Usa in primis ma non solo) e dunque l’edizione del 2027 prevista a Tirana è in bilico anche perché l’Albania è tra i Paesi che non è ancora al 2%. Il Paese candidato a egemone del nuovo corso della Nato 2.0 è senz’altro la Germania, che intende arrivare al 3,5% della difesa ‘core’ già nel 2029, con uno sforzo di bilancio mostruoso: nessuno, in Europa, ha una potenza di fuoco economica simile. Varsavia, pur con le debite proporzioni, è l’altro astro nascente della sicurezza continentale, che affianca i leader tradizionali, Francia e Gran Bretagna.

In questo quadro, l’incognita resta The Donald. «Putin vuole finire la guerra in Ucraina, lo vuole fortemente», proclama Trump nello Studio Ovale, nel giorno dell’ennesima strage di civili uccisi nei bombardamenti russi. «Anche Zelensky lo vuole, ne parleremo al vertice della Nato», ha aggiunto. “Tre settimane fa ho detto al presidente Xi che gli Stati Uniti hanno l’esercito più potente del mondo e non ha avuto nulla da obiettare”, ha fatto sapere il tycoon, riferendo del colloquio con il presidente cinese. A prendere la parola è anche il “cameriere” del tycoon a Bruxelles, al secolo Mark Rutte, segretario generale della Nato. Gli Usa non stanno «spaccando» la Nato, assicura Rutte nel corso della conferenza stampa prevertice, rispondendo ad una domanda sull’attacco di Hegseth alla scorsa ministeriale difesa. «Avere una revisione della postura e delle forze è una mossa saggia, sarà in consultazione con gli alleati, non c’è da preoccuparsi», ha aggiunto. Se lo dice lui…

Ad Ankara si disserta, in Ucraina si continua a morire. È di almeno 20 morti il bilancio degli attacchi russi della scorsa notte sull’Ucraina, che hanno preso di mira la capitale Kiev e la sua regione. Lo riferiscono le autorità locali, precisando che 14 persone sono morte a Kiev e altre 6 nella sua regione. L’aeronautica militare ucraina ha riferito che la Russia ha lanciato durante la notte 351 droni e 68 missili, prendendo di mira principalmente Kiev, e ha precisato che tutti i 29 missili balistici hanno colpito i loro obiettivi, sottolineando l’urgente necessità di un maggiore sostegno in materia di difesa. «Per intercettare i missili balistici, abbiamo bisogno dei mezzi per l’intercettazione», ha affermato il portavoce dell’aeronautica militare, Yurii Ihnat, parlando alla tv nazionale. «I russi stanno certamente sfruttando il fatto che ora vi sia una grave carenza di missili intercettori, sia in Ucraina che nel mondo», ha aggiunto.

In questo scenario devastato, Volodymyr Zelensky ha esortato i suoi alleati a prendere «decisioni forti» al vertice Nato «È di fondamentale importanza che il mondo, in primis gli Stati Uniti e i nostri partner europei, escano dal vertice Nato di Ankara con decisioni forti a sostegno della nostra difesa aerea», ha dichiarato il presidente ucraino sui suoi canali social. «Finché i missili Patriot rimarranno nelle scorte dei nostri alleati, la Russia è solo incoraggiata a continuare a `squarciare´ gli edifici residenziali. Stati Uniti e Europa hanno abbastanza forza per fermare questo terrore». La forza ce l’hanno. Quello che scarseggia è la volontà politica di esercitarla. E non solo a Washington. È il 1.594° giorno di guerra in Ucraina, ma Trump assicura: la fine della guerra è più vicina di quanto si crede. Sullo sfondo, il clamore dei missili che piovono su Kiev.

7 Luglio 2026

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