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Trump, altro attacco a Meloni alla vigilia del vertice Nato in Turchia: “Serve ordine restrittivo”

Esteri - di Redazione

6 Luglio 2026 alle 09:39

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La politica dei meme. È con una foto “ironica” pubblicata sul proprio social Truth che Donald Trump ribadisce ancora una volta che i rapporti sull’asse Washington-Roma sono ormai compromessi. Addio ruolo da presunta “pontiera” per Giorgia Meloni, ormai diventato un obiettivo di Trump dopo quanto accaduto al vertice del G7 francese di Evian, quando il presidente Usa aveva sostenuto che Meloni l’aveva implorato per una foto assieme.

Il tycoon torna nuovamente su quelle accuse e con una foto in cui, mentre è di spalle, si vede una Giorgia Meloni che lo osserva con un fare quasi “adorante”, scrive al riguardo: “Ordine restrittivo necessario”.

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Una mossa che certamente non sembra di buon auspicio per l’imminente vertice della Nato in Turchia, con l’atteso summit atteso a partire da martedì pomeriggio ad Ankara. È qui che, ospiti di Erdogan, capi di Stato e di governo dei Paesi aderenti all’Alleanza Atlantica dovranno trovare una intesa per non far naufragare la Nato, che da tempo scricchiola tra le mattante trumpiane e la ritrosia dei Paesi membri a impegnarsi a destinare il 5% del proprio Pil in spese per la difesa, esaudendo il desiderio di Trump di acquistare in particolare sistemi e armi “made in Usa”.

Da Palazzo Chigi si mostrava ottimismo in vista del vertice turco, almeno fino all’ennesima sparata di Trump. Un summit “costruito per andare bene”, aveva spiegato il ministro della Difesa Guido Crosetto, con gli impegni che “saranno rispettati e ogni Paese si presenta avendo fatto un pezzo del percorso che aveva detto di voler fare”.

Ad Ankara Meloni dovrebbe ribadire l’impegno italiano nei confronti dell’Alleanza Atlantica e Trump, ovvero l’aumento degli investimenti degli ultimi due anni dall’1,6 per cento al 2,8 del Pil, con la disponibilità a sostenere tanto l’Ucraina quanto il rafforzamento industriale e militare europeo. Italia che sta lavorando di sponda con gli altri partner europei per arriva in Turchia senza offrire sponde alle recriminazioni americane, eventualità che appare in ogni caso difficile visto il comportamento del “Commander in chief” della Casa Bianca.

di: Redazione - 6 Luglio 2026

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