La Difesa: "Voli tecnici"
Rutte inguaia Meloni e la sua “schiena dritta” con Trump, almeno 500 aerei Usa decollati dalle basi in Italia contro l’Iran
Parole che sbugiardano o quantomeno mettono in difficoltà una narrazione recente in cui Giorgia Meloni, per prendere le distanze da un leader ormai “tossico” per il proprio consenso interno, aveva proclamato “urbi et orbi” della “schiena dritta” del suo governo nei confronti delle richieste di Donald Trump, negando l’autorizzazione all’uso delle basi americane sul suolo italiano, in particolare quella siciliana di Sigonella, per colpire l’Iran. Una tesi ribadita anche in questi giorni di violenti attacchi reciproci sulle due sponde dell’Atlantico, frutto delle parole al veleno di Donald Trump contro la ex pontiera “Gigiorgia”, come l’ha chiamata il presidente degli Stati Uniti sul suo social Truth.
Eppure questa narrazione sembra cedere di fronte alle parole del segretario generale della Nato Mark Rutte, vicinissimo a Trump e che in passato arrivò anche a chiamarlo “daddy”, ovvero “paparino”. L’ex primo ministro olandese e oggi leader dell’Alleanza Atlantica in un’intervista a Fox News ha sottolineato il sostegno europeo all’azione militare Usa contro l’Iran, rilevando che migliaia di voli sono partiti da basi europee per supportare la missione. “Comprendo perfettamente la delusione (di Trump, ndr), ma se prendiamo ad esempio l’Italia, 500 aerei statunitensi sono decollati dalle basi americane in Italia per supportare l’operazione. Quindi si tratta di un numero enorme”, le parole di Rutte che sembrano così smentire Meloni.
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“Se si guarda a tutta l’Europa, si parla di un numero compreso tra 4.000 e 5.000 missioni di volo”, ha aggiunto poi Rutte che poi ha tirato in ballo un secondo stato Ue: “Un Paese come la Romania, nella sua capitale Bucarest, ha dovuto ridurre il traffico aereo commerciale perché l’aeroporto veniva utilizzato come deposito per le aerocisterne. Quindi tutto questo sta accadendo”.
Parole che scatenano un caso politico in Italia. Giuseppe Conte, leader del Movimento 5 Stelle, ha chiesto alla premier Meloni di riferire in Parlamento denunciando le “favolette del Governo e dei suoi trombettieri”. Sulla stessa linea Nicola Fratoianni, co-portavoce di Alleanza Verdi-Sinistra: “Esigiamo chiarezza dal governo Meloni: o hanno mentito al Parlamento o Rutte ha preso un colpo di calore. Si tratta di una vicenda gravissima qualunque sia la versione veritiera”, le sue parole. Dal Partito Democratico è Giuseppe Provenzano, responsabile Esteri della segreteria Schlein, a chiedere “un immediato chiarimento dal Governo” sulle parole di Rutte.
Alle opposizioni ma anche allo stesso segretario generale della Nato ha risposto in una nota il ministero della Difesa in cui sostanzialmente smentisce e circoscrive quanto riferito dal numero uno dell’Alleanza Atlantica. Per il ministero guidato da Guido Crosetto il governo “ha sempre operato nel pieno rispetto della Costituzione, dei trattati internazionali, degli indirizzi Parlamentari e degli accordi che regolano la presenza e l’utilizzo delle basi alleate sul territorio nazionale, senza autorizzare né consentire attività al di fuori delle previsioni vigenti”. La nota fa dunque riferimento all’informativa al Parlamento dello stesso Crosetto, ribadendo che il governo ha “autorizzato esclusivamente attività di natura tecnica e logistica, non cinetiche, nell’ambito delle procedure previste dagli accordi esistenti. Le volte in cui si è prospettata una richiesta che esulava da questo perimetro, come è noto, l’Italia non ha concesso l’autorizzazione”. Quindi la polemica con Rutte: “Sorprende che il Segretario della Nato, che nulla ha a che fare con l’operazione Epic Fury, faccia una ricostruzione che trasmette un messaggio totalmente fallace confondendo la tipologia dei voli autorizzati. Sarebbe bastato un approfondimento alla fonte per poter avere la reale rappresentazione di ciò che è avvenuto (ed avviene ogni giorno): l’Italia autorizza esclusivamente i voli che sono previsti dai trattati e che escludono totalmente le attività cinetiche. Come sempre ha fatto e come continuerà a fare in vigenza degli attuali accordi”.