A Teheran

Perché i funerali di Khamenei si celebrano solo oggi, milioni di persone per la Guida Suprema dell’Iran: “Uccideremo Trump”

La prova di forza della Repubblica Islamica. Sei giorni di lutto, due Paesi coinvolti, la bara andrà anche in Iraq, a Qom e a Mashhad. Nessuna traccia del successore, il figlio Mojtaba

Esteri - di Redazione Web

6 Luglio 2026 alle 10:47

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The truck carrying the coffins of the slain Iranian Supreme Leader Ayatollah Ali Khamenei and members of his family makes its way through mourners during the funeral procession toward Azadi Tower in Tehran, Iran, Monday, July 6, 2026. (AP Photo/Vahid Salemi) Associate Press/ LaPresse Only Italy and Spain
The truck carrying the coffins of the slain Iranian Supreme Leader Ayatollah Ali Khamenei and members of his family makes its way through mourners during the funeral procession toward Azadi Tower in Tehran, Iran, Monday, July 6, 2026. (AP Photo/Vahid Salemi) Associate Press/ LaPresse Only Italy and Spain

Al terzo giorno di funerali sarebbero già stati milioni di persone, secondo il regime di Teheran, ad aver salutato la Guida Suprema Ali Khamenei. È una grande opportunità per le autorità dell’Iran per dare una dimostrazione di forza al mondo mentre vanno avanti i negoziati con gli Stati Uniti per raggiungere un accordo sulla fine della guerra lanciata proprio da USA e Israele a fine febbraio. Non si è ancora visto Mojtaba Khamenei, il figlio dell’ayatollah che era stato scelto a inizio marzo succedere al padre nel ruolo di Guida Suprema. Le celebrazioni sono cominciate sabato e andranno avanti per sei giorni e coinvolgeranno due Paesi, oltre all’Iran anche l’Iraq dove si trovano diverse città sante del culto sciita dell’islam.

Ali Khamenei era stato ucciso lo scorso 28 febbraio, nel primo giorno di attacchi di USA e Israele contro l’Iran, in un bombardamento in cui erano morti altri quattro familiari della Guida Suprema. Guidava l’Iran dal 1989, dalla morte dell’ayatollah leader della Rivoluzione del 1979 Ruhollah Khomeini. I funerali erano stati programmati per marzo, le operazioni militari li avevano fatti saltare e posticipare. La bara è stata esposta in una teca di vetro nella Grande Moschea di Teheran. Questa mattina è cominciato il corteo: verrà stata spostata con un camion ornato di simboli religiosi, che per 12 ore attraverserà tutta la Capitale, e arriverà all’aeroporto internazionale della città. Chiuse molte strade, chiuso anche lo spazio aereo in tutta la città, ai voli sia civili che militari. La bara sarà portata prima nella città santa dell’islam sciita di Qom – dove Khamenei aveva studiato – e successivamente in Iraq, nelle città sante dello sciismo di Najaf e Kerbala. Giovedì sarà riportata a Mashhad, città natale dell’ayatollah, dove sarà sepolto nel santuario dell’imam Reza.

I funerali di Khamenei sono un’opportunità per il regime sciita di sfoggiare forza, sicurezza, solidità nell’organizzare un funerale oceanico, partecipato da milioni di persone. Le autorità di Teheran si aspettano fino a 15 milioni di persone, vogliono apparire come rappresentanti di una potenza mondiale, capace di mettere alle strette la superpotenza mondiale egemone per eccellenza e di aver anche ottenuto condizioni migliori – si veda la questione dello Stretto di Hormuz – rispetto a prima della guerra. Per l’evento moschee, palestre e scuole sono state allestite per ospitare tutti i visitatori. La metropolitana resterà aperta 24 ore su 24 gratuitamente. Nelle strade sono state predisposte ambulanze e chioschi per distribuire cibo e acqua, i camion dei pompieri spruzzano acqua per refrigerare la folla. Il corteo partirà da Piazza Imam Hossein e arriverà a Piazza Azadi. Le trattative con Washington sono state sospese per i giorni del lutto.

La folla nel corteo ha gridato frasi come “morte agli Stati Uniti” e “morte a Israele” e “l’America è il Grande Satana”. Su uno striscione lungo diversi metri si legge la scritta “Uccideremo Trump”, riporta l’agenzia di stampa iraniana Tasnim. Altre immagini mostrano alcuni partecipanti tirare pietre contro un’immagine del Presidente degli Stati Uniti. “L’appello alla vendetta degli iraniani mira a impedire il ripetersi di tali azioni criminali da parte del nemico e ad agire contro un criminale (gli USA, ndr), affinché nessuno osi più commettere simili crimini di guerra”, ha dichiarato alla tv di Stato il capo della magistratura Gholamhossein Ejei, reintegrato oggi nel suo incarico dal leader Mojtaba Khamenei.

Alle celebrazioni sono stati visti il presidente iraniano Masoud Pezeshkian, il Capo dei Guardiani della Rivoluzione Ahmad Vahidi e il Presidente del Parlamento Mohammad Ghalibaf e tre figli di Khamenei. Masoud, Meysam, Mostafa. Non si hanno notizie certe e verificate sulle condizioni di Mojtaba Khamenei, che secondo diverse fonti sarebbe stato gravemente ferito nello stesso attacco che aveva ucciso il padre. Non è stato mai visto in pubblico dall’inizio delle operazioni di USA e Israele. Anche per lo spostamento di oggi, la processione che porterà la bara per tutta Teheran, si attendono milioni di persone.

6 Luglio 2026

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