Le guerre del premier israeliano

Sabotare la pace con le bombe: l’ordine di Netanyahu a Gaza e in Libano

Il duro editoriale di Haaretz contro Netanayahu: “Sta combattendo due guerre futili e inutili in spregio alle trattative tra Iran e Stati Uniti. Folle”

Esteri - di Umberto De Giovannangeli

9 Giugno 2026 alle 10:00

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Ilia Yefimovich/Pool Photo via AP, File





Associate Press/ LaPresse
Ilia Yefimovich/Pool Photo via AP, File Associate Press/ LaPresse

Ha sfidato il tycoon. Ha deciso di trasformare l’intero Medio Oriente in una polveriera che può far saltare l’intera sicurezza globale, oltreché affossare le economie di mezzo mondo, a cominciare dall’Europa. Benjamin Netanyahu, il piromane di Tel Aviv. L’uomo delle guerre dell’inganno.

Così declinate in un editoriale di Haaretz, il quotidiano progressista di Tel Aviv: “Centinaia di migliaia di residenti del Libano meridionale sono stati costretti a lasciare le loro case giovedì scorso, il giorno dopo che l’Idf aveva ordinato loro di farlo, annunciando l’intenzione di intervenire con la forza contro Hezbollah a sud del fiume Zahrani (a nord del Litani). L’esercito ha dichiarato l’intera area zona di combattimento, comprese Tiro e i campi profughi della città. Questi annunci, insieme alla situazione sul campo, segnalano una grave escalation della guerra in Libano. Tale escalation include i recenti omicidi a Beirut, che sembrano volti a trascinare Hezbollah in una guerra totale contro Israele. Nel frattempo, sempre giovedì, il primo ministro Benjamin Netanyahu ha dichiarato di aver ordinato alle forze armate di espandere la zona di occupazione israeliana a Gaza dal 60% al 70% del territorio dell’enclave. In altre parole, il primo ministro sta riaccendendo due guerre sulla scia del fallimento della guerra con l’Iran[…] Con il pretesto dei cessate il fuoco in Libano e a Gaza, a cui non ha obbedito nemmeno per un istante, l’esercito sta espandendo l’area di entrambe le zone di combattimento. Il pretesto in Libano è fermare gli attacchi dei droni, mentre a Gaza l’obiettivo è minare il crescente consolidamento del potere di Hamas. Invece di riconoscere finalmente i limiti della forza, il governo ordina alle forze armate di intensificare gli attacchi e approfondire l’occupazione, esemplificando la massima israeliana: ‘Ciò che non funziona con la forza, funziona con ancora più forza’. La guerra in Libano è futile e inutile. Nessuno sa quali siano i suoi obiettivi, al di là di garantire la sicurezza dei soldati. Nessuno sa dove porterà o quanto durerà. Una guerra del genere deve finire immediatamente. Ogni giorno in più è un altro giorno di uccisioni inutili. I soldati che muoiono lo fanno invano. Invece di espandere la zona di combattimento, dovremmo ridurla; invece di aumentare il numero delle truppe, dovremmo iniziare a ritirarle dal pantano libanese. E invece di continuare a uccidere e a essere uccisi, dobbiamo sederci al tavolo con il governo libanese, che più di una volta ha espresso il desiderio di avviare negoziati diretti con Israele. Anche la ripresa della guerra a Gaza non promette nulla di buono. Ciò che Israele non è riuscito a ottenere durante una guerra durata oltre due anni, con uccisioni di massa indiscriminate e la distruzione sistematica di intere città, villaggi, quartieri e campi profughi, non sarà ottenuto in un altro ciclo di distruzione e uccisioni. È impossibile non sospettare che lo spargimento di sangue sia finalizzato a servire gli obiettivi politici e personali del primo ministro. Una guerra che non ha obiettivi al di là del conteggio dei cadaveri della parte avversa è una guerra che non avrà mai fine. Prima finirà, a Gaza e in Libano, meno danni causerà”, conclude l’editoriale.

Netanyahu ha risposto rilanciando la guerra contro l’Iran, per poi frenare quando la rottura con Trump era alle porte. Ma “Bibi” si è fermato, per ora, in Iran in cambio delle mani libere in Libano e a Gaza. L’esercito israeliano ha impiegato fosforo bianco, una sostanza incendiaria potenzialmente molto pericolosa, su aree popolate del Libano nel corso del conflitto contro Hezbollah. Lo ha rivelato nei giorni scorsi il New York Times pubblicando anche delle foto e dei video che lo dimostrano. Ad esempio, il 30 maggio scorso, a Nabatieh, sono state osservate le caratteristiche scie di fumo prodotte da questo tipo di munizione in filmati diffusi sui social media e verificati dal Times’ mentre le forze israeliane conquistavano il castello di Beaufort, un importante roccaforte della zona. Altri video mostrano l’uso di fosforo bianco – sanzionato dal diritto internazionale -nei pressi della città costiera di Tiro e vicino a tre centri abitati — Qlayaa, Khiam e Yohmor — nei mesi successivi alla ripresa degli scontri tra Israele ed Hezbollah. Ma le guerre dell’inganno di Netanyahu, Ben-Gvir, Smotrich non conoscono né limiti né confini. E così anche un neonato di 7 mesi può diventare un bersaglio da colpire ed eliminare. È accaduto venerdì scorso, quando una sparatoria da parte di una pattuglia dell’Idf contro l’auto della famiglia Abu Haikal a Hebron si è conclusa con l’uccisione del piccolo Sam Abu Haikal, di 7 mesi, e il ferimento dei suoi genitori da parte dell’”esercito più morale al mondo”.

9 Giugno 2026

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