Verso il "governo tecnico"

Hamas scioglie il governo amministrativo a Gaza: la mossa per la transizione politica nella Striscia

Esteri - di Redazione

6 Luglio 2026 alle 14:28

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Palestinians walk amid buildings destroyed by Israeli air and ground operations in Gaza City, Tuesday, Jan. 6, 2026. (AP Photo/Jehad Alshrafi)
Palestinians walk amid buildings destroyed by Israeli air and ground operations in Gaza City, Tuesday, Jan. 6, 2026. (AP Photo/Jehad Alshrafi)

Hamas ha sciolto l’amministrazione della Striscia di Gaza, in cui governa dal 2007. Il gruppo radicale islamico ha compiuto quel passo indietro fondamentale per consentire l’insediamento dell’organismo tecnico creato dall’accordo per il cessate il fuoco con Israele, chiamato Comitato nazionale per l’amministrazione di Gaza, che dovrebbe consentire la nuova fase di governance dell’enclave palestinese coordinata dal “Board of Peace” creato da Donald Trump ma che ad oggi è di fatto un carrozzone vuoto, senza poteri e soldi.

Il Comitato nazionale per l’amministrazione di Gaza, voluto dal “Board of Peace”, è già stato creato formalmente e sarà guidato dal palestinese Ali Shaath: come però la “Onu privata trumpiana”, al momento è una organizzazione che lascia il tempo che trova. I suoi membri non hanno ancora potuto entrare nella Striscia di Gaza per l’opposizione di Israele, che occupa circa il 60% del territorio e continua a bombardare l’enclave palestinese (oggi sono stati almeno sei i morti palestinesi in alcuni raid dell’IDF).

Quanto alla mossa di Hamas di sciogliere l’amministrazione della Striscia, al momento la decisione avrà effetti limitati nell’immediato: il personale amministrativo continuerà a svolgere il proprio lavoro anche per la nuova amministrazione, anche se la decisione del gruppo radicale palestinese è un chiaro messaggio politico. Hamas ha detto anche di aver comunicato la sua decisione alle altre fazioni palestinesi che sono riunite al Cairo, in Egitto, per negoziare fra di loro il modo in cui governare in futuro la Striscia.

“Chiediamo ai mediatori e al presidente Trump di fare pressione per l’apertura dei valichi e l’ingresso degli aiuti. Ci impegneremo per garantire il successo del lavoro del comitato tecnico e tutti i ministeri attendono il suo ingresso nella Striscia”, ha spiegato un portavoce di Hamas in una conferenza.

Resta ora l’altro nodo degli accordi di pace, ovvero il disarmo della stessa Hamas, che è una delle condizioni più discusse dagli accordi firmati con Israele. Ma da Tel Aviv la reazione è sostanzialmente negativa anche di fronte all’apertura politica che arriva da Gaza. Fonti governative hanno sottolineato a Channel 11 che “l’apparente dimissione del governo di Hamas, in cui tutti i membri rimangono nel loro ruolo, è uno spin mediatico priva di significato. Hamas teme di essere dichiarato come chi sta violando l’accordo e pertanto sta continuando a prendere tempo”.

di: Redazione - 6 Luglio 2026

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