Dopo il caso Sollicciano
Le carceri toscane scoppiano, la soluzione del Dap: “I detenuti dormano per terra”
I detenuti reclusi nelle carcere toscane potranno essere obbligati a dormire per terra di fronte a istituti di reclusione strapieni. Lo ha scritto il Dap, Dipartimento di amministrazione penitenziaria che dipende dal ministero della Giustizia, in una comunicazione inviata ai direttori delle carceri regionali e al provveditorato della Toscana.
Una situazione già storicamente critica che è letteralmente esplosa a Sollicciano, il ben noto carcere di Firenze quando con un provvedimento senza precedenti la magistratura ha sottoposto a sequestro 7 sezioni dell’istituto poiché ritenute degradanti e umanamente inaccettabili, col risultato di dover trasferire 240 detenuti. Settanta circa sono già stati spostati, ma in questo modo la già complicata situazione degli altri istituti toscani si è ulteriormente aggravata. Al 30 giugno scorso si contavano 540 persone recluse a Sollicciano con 502 posti disponibili, a Massa 303 con 177, a Pisa 300 con 195.
Di fronte all’emergenza, ormai sistemica, il Dap ha indicato ai direttori delle carceri toscane di usare tutti gli spazi disponibili delle strutture per accogliere i nuovi detenuti: in casi estremi e in via provvisoria, potranno anche mettere materassi per terra nelle celle o usare delle brande. Secondo il testo della direttiva del Dap pubblicato dall’Ansa, l’indicazione di usare materassi deriva dal fatto che alcuni direttori degli istituti penitenziari sempre più spesso stanno rifiutando di accettare nuovi detenuti perché non ci sono posti disponibili a causa del cronico sovraffollamento delle carceri.
Il segretario regionale della Uil-Fp della polizia penitenziaria, Eleuterio Grieco, ha definito la proposta una “pura follia”, sottolineando che lede i diritti dei detenuti e rischia di compromettere ulteriormente la gestione degli istituti penitenziari, già gravati da molte difficoltà. Grieco aggiunge inoltre che il trasferimento dei detenuti di Sollicciano è bloccato: a suo dire ne sono stati spostati 66, ma i 44 che avrebbero dovuto essere trasferiti a giugno sono ancora nel carcere fiorentino perché gli altri istituti non hanno posto. Il sindacato ha scritto al ministro della Giustizia Carlo Nordio affinché intervenga e apra “con urgenza un tavolo”.