Il conflitto in Medio Oriente

Iran-Israele, gli attacchi reciproci si fermano dopo il pressing di Trump su Netanyahu: il Libano resta un rebus

Esteri - di Redazione

8 Giugno 2026 alle 10:32

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People inspect the wreckage of an Iranian missile that landed near the West Bank city of Jericho Monday, June 8, 2026. (AP Photo/Mahmoud Illean)
People inspect the wreckage of an Iranian missile that landed near the West Bank city of Jericho Monday, June 8, 2026. (AP Photo/Mahmoud Illean)

Una nuova fragilissima intesa per smettere di attaccarsi reciprocamente, dopo che la tensione era esplosa oltre i livelli di guardia. Da domenica sera Israele e Iran sono infatti tornati ad attaccarsi direttamente, per la prima volta dal cessate il fuoco dello scorso aprile. L’offensiva della Repubblica Islamica ha colpito domenica lo stato ebraico, con i Pasdaran che hanno motivato l’attacco come una reazione ai continui raid israeliani in Libano, col sud del “paese dei Cedri” già parzialmente occupato dall’IDF con l’obiettivo ufficiale di eliminare le postazioni di Hezbollah, che per il regime di Teheran sono una violazione del cessate il fuoco, legando quello tra Iran e Stati Uniti a quello libanese tra Beirut e Israele. I Guardiani della rivoluzione hanno descritto gli attacchi di domenica come un “avvertimento”, minacciando di continuare per tutta la prossima settimana.

La reazione del governo di Benjamin Netanyahu non si è fatta attendere. Nonostante i chiari avvertimenti di Donald Trump, alleato di ferro che dalla Casa Bianca aveva chiaramente sottolineato di non volere una risposta di Israele contro Teheran, “chiamerò Netanyahu adesso e gli dirò di non attaccare l’Iran in risposta” erano state le sue parole ai media israeliani e statunitensi, nella notte l’IDF ha attaccato l’Iran colpendo “obiettivi militari del regime terroristico iraniano nell’Iran occidentale e centrale”, ha fatto sapere l’esercito, in particolare un impianto petrolchimico a Mahshahr, uno dei più importanti porti del paese vicino alla costa settentrionale del Golfo Persico. Ma altre esplosioni sono state registrare in importanti città della Repubblica Islamica, dalla capitale Teheran passando per Tabriz e Isfahan. “Decine di caccia dell’Aeronautica militare israeliana, guidati dalla direzione dell’intelligence dell’IDF, hanno portato a termine un attacco su vasta scala contro sistemi di difesa strategici appartenenti al regime terroristico iraniano”, fanno sapere le forze di difesa di Israele.

Lunedì mattina l’Iran ha nuovamente colpito Israele, con i sistemi di difesa aerea israeliani hanno intercettato la maggior parte dei missili lanciati dal regime dell’Ayatollah Khamenei. I Pasdaran hanno detto che fra gli obiettivi degli attacchi c’erano due basi dell’aviazione israeliana ma secondo il Magen David Adom, l’equivalente israeliano della Croce Rossa, gli attacchi iraniani non hanno causato né morti né feriti. L’Iran ha anche sostenuto di avere colpito alcuni “gruppi terroristici” nel Kurdistan iracheno, territorio autonomo dell’Iraq che ospita campi e basi di appoggio di gruppi ribelli di curdi iraniani che il regime considera organizzazioni terroristiche al soldo di Israele e Stati Uniti.

Proprio contro gli Stati Uniti punta il dito il regime islamico di Teheran. Secondo il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Esmail Baghaei è di Washington la responsabilità diretta di qualsiasi violazione dell’accordo di cessate il fuoco dell’8 aprile. “Nessuno crede che il regime sionista agisca senza coordinamento con gli Stati Uniti”, ha affermato Baghaei, aggiungendo che il Comando Centrale degli Stati Uniti sostiene Israele sia nelle operazioni offensive che difensive e che Washington sarebbe responsabile delle conseguenze di qualsiasi escalation nella regione. Per ora dalla Casa Bianca Trump prova a stemperare la tensione su quanto accaduto in Medio Oriente. Per il presidente Usa gli attacchi tra Iran e Israele “non avranno alcun impatto sull’accordo” ancora in fase di negoziazione per porre fine al conflitto.

Nel pomeriggio di lunedì sia Iran che Israele hanno comunicato la fine delle ostilità, almeno per il momento. In particolare il comando interforze che coordina le forze militari iraniane ha detto che l’Iran smetterà di attaccare Israele, minacciando però una risposta “ancora più intensa e decisa” qualora Israele non sospenda a sua volta gli attacchi rivolti sia contro l’Iran sia contro il sud del Libano, che è la motivazione che ha spinto la Repubblica Islamica ad attaccare domenica lo stato ebraico.

Secondo media statunitensi e israeliani, lunedì il presidente Usa Donald Trump ha parlato al telefono con il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu chiedendo ad entrambi le parti di smettere “immediatamente” di attaccarsi. In realtà Israele intende continuare le sue offensive nel Libano meridionale.

di: Redazione - 8 Giugno 2026

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