Automotive
Stellantis, le promesse nel nuovo piano di Filosa: “Nessuno stabilimento chiuderà in Italia, 60 miliardi e 60 modelli entro il 2030”
Il piano "Fastlane 20230" dell'amministratore delegato. Per FIM-CISL un passo avanti, per FIOM insufficiente. Il futuro degli stabilimenti in Italia
News - di Redazione Web
“Non chiuderemo impianti in Italia e in Europa. Siamo in grado di ridurre la capacità produttiva di 800.000 unità senza chiusure perché siamo in grado di condividere la capacità produttiva con i nostri partner”, ha dichiarato Filosa. “Abbiamo rilanciato la produzione di auto di massa a Mirafiori, a Melfi produrremo l’Alfa Romeo e le e-car a Pomigliano. Abbiamo rilanciato la produzione su larga scala a Mirafiori con la Fiat 500 ibrida, che è in fase di aumento dei volumi, e previsto un miglioramento produttivo a Melfi con più lanci: Jeep Compass, la prossima Lancia Gamma e un modello Ds. Investiremo ad Atessa. Il Piano Italia (presentato dal presidente John Elkann quando era ceo del gruppo, ndr) è sulla buona strada”.
Filosa ha sostituito Carlo Tavares a metà del 2025, è napoletano. Stellantis è il gruppo nato nel 2021 dalla fusione del gruppo italo-americano FCA, che metteva insieme FIAT e Chrysler, con il groppo francese dei marchi Peugeot e Citroen, PSA. Si attendeva l’annuncio del primo piano che ha l’obiettivo di invertire la tendenza negativa degli ultimi anni: nel 2025 i ricavi sono stati di 154 miliardi di euro, l’obiettivo è arrivare a 190 miliardi nel 2030. Secondo quanto annunciato 36 miliardi di investimenti andranno a marchi e prodotti, 24 miliardi tra piattaforme per motori e altre tecnologie. Circa il 60% dei 36 miliardi andranno in Nord America, considerato il mercato più fruttuoso: negli USA ci si aspetta una crescita del 25%, appena del 15% in Europa.
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Gli investimenti riguarderanno soprattutto i marchi Jeep, Ram, Peugeot e Fiat. Ds passerà sotto il coordinamento Citroen, Lancia sotto quello FIAT che proporrà cinque modelli: Topolino, Tris, Quattrolino, Next Gen 500 e Pandina. Sette modelli Peugeot, qattro Operl, tre Citroen, due Alfa Romeo. I 60 nuovi modelli e i 50 aggiornamenti previsti combineranno motori elettrici, ibridi e termici. Addio dunque alla strategia che puntava principalmente sull’auto elettrica. “Valuteremo altre partnership dopo quelle con Leampotor e Dongfeng, ma prima dobbiamo sviluppare quelle attuali”, ha aggiunto Filosa nell’Investor Day. “I costruttori cinesi per Stellantis sono partner più che concorrenti, ma gli accordi dovranno essere gestiti evitando sovrapposizioni commerciali e cannibalizzazioni”. Con la cinese Leapmotor potrebbero essere prodotte le e-car, piccole auto elettriche che dovrebbero essere vendute con FIAT e Citroen a prezzi intorno ai 15mila euro.
Per quanto riguarda gli stabilimenti: a Mirafiori è in corso un aumento della produzione della FIAT 500 ibrida; a Pomigliano d’Arco, provincia di Napoli, saranno prodotte le e-car; a Melfi si aggiungerà una delle due nuove Alfa Romeo; ad Atessa, in provincia di Chieti, resta assegnato il furgone nuovo Ducato. Da chiarire la situazione dello stabilimento di Termoli, in Molise. Delicata anche la situazione Maserati, per la quale sono previsti due modelli. “Cassino ha un futuro. Si vedrà con il piano Maserati che presenteremo a dicembre. Maserati è un elemento di successo industriale anche per Cassino. Parleremo a Modena a dicembre della strategia complessiva di Maserati, della creazione di valore, dei clienti che Maserati vuole servire e di cosa faremo su Cassino. Stiamo lavorando duramente per essere pronti a dicembre su Maserati e, di conseguenza, su Cassino”.