La strategia dell'ex generale
Vannacci costruisce il suo Futuro Nazionale: l’ascesa nei sondaggi, la “campagna acquisti” e le regole da “monarca assoluto”
Politica - di Carmine Di Niro
Un partito a sua immagine e somiglianza, dove avrà il ruolo di sovrano assoluto. Sarà così che verrà strutturato Futuro Nazionale, il movimento fondato dall’europarlamentare Roberto Vannacci, l’ex generale dell’esercito fuoriuscito dalla Lega dopo aver portato al Carroccio oltre mezzo milione di preferenze alle scorse elezioni europee.
Risultato che Vannacci intende capitalizzare, almeno per il momento, come opposizione da destra al governo Meloni. I sondaggi d’altra parte stimano Futuro Nazionale vicino alla soglia del 4%, necessaria per entrare in Parlamento se, come appare probabile, Vannacci correrà da solo fuori dallo schieramento dell’attuale maggioranza Meloni.
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Al voto Vannacci intende arrivarci sulla scia non solo di sondaggi positivi che lo danno fino al 5-6 per cento, ma anche con un partito che a livello parlamentare si presenterà più numeroso: l’ultimo ingresso è stato quello dell’ormai ex responsabile della Lega per le pari opportunità Laura Ravetto, ma nelle prossime settimane e mesi non è improbabile pensare a nuovi innesti di deputati o senatori in uscita proprio dal Carroccio, il partito più colpito dalla concorrenza a destra di Vannacci, ma forse anche tra qualche scontento tra le fila di Fratelli d’Italia.
L’ex generale farà il punto su Futuro Nazionale in quello è che l’atteso “battesimo ufficiale” del suo partito, previsto con l’assemblea costitutiva del 13 e 14 giugno convocata all’Audiorium della Conciliazione di Roma.
In attesa dell’assemblea, emergono già prime indiscrezioni su come verrà strutturato il partito. Secondo l’AdnKronos, che ha potuto visionare il regolamento di FN preparato per l’assemblea, il partito sarà strutturato sostanzialmente come una “monarchia” in cui al leader spetta un potere quasi assoluto.
Il tutto si traduce in “organi di garanzia nominati dall’alto, delegati scelti dal vertice, interventi preventivamente sottoposti al vaglio dei dirigenti e un Comitato esecutivo che, nella maggioranza dei componenti, deve la propria presenza alla volontà del presidente”, rivela l’AdnKronos.
Un uomo solo al comando dunque, come d’altra parte sottolinea lo stesso Vannacci. Intervistato da La Stampa, l’eurodeputato spiega che “chi entra deve aderire totalmente a quello che siamo” e che il suo partito ideale è quello in cui un leader decide e gli altri si conformano alle sue scelte “perché altrimenti si implode” e perché “quando nei partiti decidono tutti, spesso non decide nessuno”.