Le testimonianza degli attivisti italiani
La Flotilla inchioda Israele: “Botte, stupri e torture”
Il deputato M5s Carotenuto: “Pestati anche donne ed anziani, alcuni violentati”. E il giornalista Mantovani: “Ci hanno sparato e presi a pugni”
Politica - di Umberto De Giovannangeli
Di ritorno dall’Israele di Itamar Ben-Gvir. L’Israele dei pestaggi, di vessazioni di ogni sorta, dove persone picchiate, bendate, umiliate, dileggiate, vengono esposte in video scioccanti come trofei di guerra. «A noi è andata anche bene perché altri sono stati torturati, anche le donne e le persone anziane. Qualcuno ha riportato fratture, altri erano bendati per i colpi ricevuti in faccia. Altri ancora hanno subito violenze sessuali. Sono molto provato è stata un’esperienza terribile». Così ieri mattina il deputato pentastellato Dario Caratenuto al suo arrivo all’aeroporto di Fiumicino dopo essere stato rilasciato dalle autorità israeliane che hanno bloccato la seconda spedizione della Global Sumud Flotilla. Con il parlamentare anche l’inviato de Il Fatto Alessandro Mantovani.
«Quando ci hanno portato sul container – racconta ancora il deputato – gli israeliani ci hanno detto ‘Welcome to Israel’ e almeno a me niente altro, ci hanno solo picchiato. A me hanno dato un pugno in un occhio e per un po’ non ci ho nemmeno visto. Molte persone sono state portate in infermeria dove la coordinatrice era la sorella della presidente irlandese, c’erano persone messe male. Ci hanno messo un braccialetto, io avevo il numero 147 mentre Mantovani il 167. A un certo punto ci hanno chiamato, ci hanno fatto avanzare, ci hanno fatto voltare. Avevano i mitra spianati. Sono stati i venti secondi più lunghi della mia vita, non sapevo cosa potesse succedere, ho pensato a mio figlio con la paura di non rivederlo” “A noi è andata bene”, continua a ripetere. E racconta di attivisti con braccia e costole rotte, quattro portati in ospedale, “un ragazzo tedesco che era stato colpito ripetutamente con la canna del fucile e sulla schiena aveva questa rosa di segni circolari tutti uguali e a cui poi avevano sparato un proiettile di gomma su un piede”, anziani con ampie fasciature, “un ragazzo indonesiano magrissimo e bagnato fradicio che tremava senza riuscire a fermarsi”, alcuni attivisti hanno denunciato molestie e abusi sessuali. “Ci trovavamo sulla barca, a un certo punto ci hanno sparato addosso non so con quale tipo di proiettili per farci mettere tutti nella parte anteriore. Quindi hanno fatto sbarcare: abbiamo dovuto ammanettati e con le caviglie incatenate. Io sono stato anche spogliato, sono rimasto in costume», ha aggiunto invece Mantovani, liberato nelle ultime ore insieme con il parlamentare. «Ci hanno anche preso a calci. Eravamo circa 180. A me hanno tolto gli occhiali. Durante la deposizione mi hanno tolto i pantaloni col portafoglio e non me li hanno ridati. E poi abbiamo preso botte, ho visto anche donne colpite. Questo succede perché Israele è protetto dai governi di mezza Europa, compreso il nostro”. Durante l’abbordaggio, racconta ancora il giornalista, “hanno sparato due volte con dei proiettili di non so che tipo sulla barca e non solo a noi”. “Siamo stati portati all’aeroporto Ben Gurion con le manette e le catene alle caviglie e poi ci hanno imbarcato su un aereo per Atene, dove ci siamo sentiti bene”, aggiunge Mantovani. Il giornalista sintetizza con efficacia cosa sia stata la nave prigione dove sono stati ammassati gli attivisti della Freedom: “Il posto del terrore”.
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“Meloni deve essere conseguente e questo significa sanzioni, e lo può fare, nei confronti dei ministri fascisti del governo Netanyahu e, allo stesso tempo, una presa di posizione molto più netta che porti l’Italia a unirsi ai 19 Paesi che chiedono la sospensione dell’accordo di cooperazione”, dice il deputato dem Arturo Scotto, che ha partecipato alla precedente missione e come Carotenuto è stato catturato in acque internazionali e deportato ad Ashdod, per questo oggi (ieri,ndr) ha voluto essere a Fiumicino. Insieme a lui anche Tony La Piccirella, veterano delle Flotille, i parlamentari Arnaldo Lomuti, Francesco Silvestri, Andrea Quartini, Alessandra Maiorino e Valentina Dorso del M5s, oltre ad amici e familiari del cronista e del deputato. Nel pomeriggio, la Farnesina ha fatto sapere che tutti i partecipanti alla Flotilla, inclusi tutti i cittadini italiani, sono decollati dall’aeroporto di Eilat con tre voli charter Turkish. La conferma è arrivata anche dal ministero degli Esteri israeliano in una nota diffusa dal Times of Israel. «Israele – si legge – non consentirà alcuna violazione del blocco navale legittimo davanti a Gaza».
Finirà agli atti dell’indagine della Procura di Roma sulla vicenda Flotilla il video diffuso sui propri canali social dal ministro della Sicurezza nazionale israeliano Itamar Ben-Gvir. Il filmato finirà nel procedimento in cui i magistrati allegheranno anche le audizioni dei 29 attivisti già rientrati in Italia, che verranno ascoltati dalle forze dell’ordine. A piazzale Clodio l’esposto è stato trasmesso da parte del team legale della Global Sumud Flottilla, in cui si ipotizza il reato di sequestro di persona. I legali annunciano però un’integrazione che verrà inviata nei prossimi giorni dopo avere raccolto la testimonianza delle persone che erano a bordo delle imbarcazioni quando sono state abbordate, anche con spari di arma da fuoco, dalle autorità israeliane. Non è escluso che nel nuovo incartamento che verrà messo a disposizione dei Pm capitolini si possano ipotizzare altre fattispecie come il tentato omicidio e la violenza sessuale.