L'operazione militare
Flotilla attaccata dall’IDF al largo di Cipro: persi i contatti con 23 barche dirette a Gaza, fermati almeno 7 italiani
La Global Sumud Flotilla è stata nuovamente fermata dall’IDF, le forze di difesa israeliani, al largo di Cipro. Il viaggio degli attivisti per Gaza, diretti nella Striscia per consegnare aiuti umanitari, è stato interrotto dall’assalto dei militari israeliani che hanno bloccato le imbarcazioni: le persone a bordo sono state trattenute e trasferite a bordo di una nave dell’IDF in direzione del porto israeliano di Ashdod.
Un quadro confermato da Maria Elena Delia, portavoce per l’Italia di Global Sumud Flotilla. Per Delia questa mattina “si sono avvicinate quattro navi militari dell’esercito della Marina israeliana con almeno sei mezzi veloci e hanno iniziato a circondare le barche. Di sicuro sono state già intercettate due delle otto barche che battono bandiera italiana e sono già stati presi alcuni dei 35 italiani che sono a bordo, almeno sette o otto”.
Flotilla che ha anche denunciato di aver perso il contatto con 23 delle 54 imbarcazioni partite la scorsa settimana dal porto di Marmaris, località costiera della Turchia meridionale, con a bordo circa 500 attivisti.
“Questo scontro navale è la diretta continuazione dell’assalto militare israeliano illegale lanciato solo due settimane fa, al largo della costa di Creta – continua il comunicato – Durante la precedente intercettazione a oltre 650 miglia nautiche da Gaza, all’interno della zona di ricerca e soccorso (Sar) greca, le forze militari israeliane hanno illegalmente abbordato, sabotato e rapito 181 pacifici difensori dei diritti umani a bordo di 21 imbarcazioni civili, sottoponendoli a detenzioni documentate nonché a violenze fisiche e sessuali”. “Intercettando oggi la flottiglia a un perimetro di 250 miglia nautiche e nella zona di occupazione speciale di Cipro, – si afferma quindi nel comunicato – il regime israeliano continua a dimostrare un sistematico disprezzo per il diritto marittimo internazionale, la libertà di navigazione in alto mare e la Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare”.
RED ALERT!
Military vessels are currently intercepting our fleet and IOF forces are boarding the first of our boats in broad daylight.
We demand safe passage for our legal, non-violent humanitarian mission. Governments must act now to stop these illegal acts or piracy meant to… pic.twitter.com/4RmPuswZNo
— Global Sumud Flotilla (@gbsumudflotilla) May 18, 2026
Su quanto accaduto al largo di Cipro è intervenuto il ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani, che ha comunicato di aver chiesto “rassicurazioni” al governo israeliano in merito alle condizioni di trattamento degli attivisti italiani che potrebbero essere fermati dall’IDF”. Tajani ha chiesto all’Unità di Crisi, alle ambasciate d’Italia a Tel Aviv, Ankara e Nicosia di effettuare tutti i passi necessari per tutelare l’incolumità degli italiani e assisterli in caso di sbarco. “Abbiamo mandato un messaggio chiaro a Israele: devono fare in modo di rispettare le regole e il diritto internazionale. Anche qualora dovessero essere fermati cittadini italiani, devono essere sempre trattati nel massimo rispetto della dignità della persona”, le parole del vicepremier e ministro degli Esteri.