La rubrica Sottosopra

Perché la NATO può dichiarare la propria fine: la lezione di Einstein sulle armi e il sogno di una Nuova Europa mediatrice

L’unico modo per evitare le guerre è ridurre le armi. Lo diceva Einstein. Ora c’è una grande occasione: sciogliere la Nato

Editoriali - di Mario Capanna

17 Maggio 2026 alle 08:30

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President Donald Trump greets Russia’s President Vladimir Putin Friday, Aug. 15, 2025, at Joint Base Elmendorf-Richardson, Alaska. (AP Photo/Julia Demaree Nikhinson)
President Donald Trump greets Russia’s President Vladimir Putin Friday, Aug. 15, 2025, at Joint Base Elmendorf-Richardson, Alaska. (AP Photo/Julia Demaree Nikhinson)

Odio la guerra come solo un soldato che l’ha vissuta sa odiarla, come uno che ne ha visto la brutalità, la futilità, la stupidità. (D. Eisenhower) 

L’Alleanza Atlantica ha dinanzi a sé un’occasione storica: dichiarare e realizzare la propria fine. I popoli europei e quello americano (l’Occidente nel suo complesso) se ne avvantaggerebbero in modo straordinario. Insieme a tutto il mondo. La storia, in breve. La Nato sorge nel 1949, come alleanza “difensiva” per contrastare il presunto espansionismo dell’Urss. Solo nel 1955 si costituisce in risposta, con il Patto di Varsavia, l’alleanza militare dei Paesi dell’Est. Dopo il 1989, con la caduta del Muro di Berlino e l’implosione dell’Urss, il blocco militare dell’Est si scioglie (1991). A quel punto la Nato non aveva più motivo di esistere, essendo venuta meno la propria “ragione sociale”. Non c’era più la “minaccia” proveniente dai Paesi situati oltre la “cortina di ferro” (per usare l’espressione in voga durante la guerra fredda).

Quella prima occasione di disarmo fu del tutto vanificata dall’Occidente, che vide nel crollo dell’Urss la possibilità di estendere il proprio dominio unipolare anche all’Est. Dopo la riunificazione della Germania fu ovvio – e ritenuto molto intelligente – estendere la Nato ai Paesi dell’ex Urss, nel tentativo di isolare e fiaccare la Russia. Tentativo che è andato avanti fino ad arrivare ai giorni nostri, con la guerra Ucraina-Russia-Nato-USA, il cui scopo ultimo, in seguito alla violazione ucraino-occidentale degli accordi di Minsk, era di ridurre Mosca, tramite interposte vittime ucraine, a periferia insignificante rispetto all’Occidente. Illusione, pari a quella delle guerra intraprese dai Paesi NATO per “esportare la democrazia” in Iraq, Afghanista, Libia, eccetera.

Arriviamo così all’occasione storica attuale. Le contraddizioni interne al tecnocapitalismo neofeudale euro-americano stanno sempre più portando a una divaricazione tra gli interessi degli USA e quelli dell’UE. Il MAGA (Make America Great Again) fa traballare il sodalizio fra Washington e Bruxelles. Quando Trump afferma che la NATO, senza gli USA, “è una tigre di carta”, coglie in una certa misura un dato di realtà. Che va aldilà dell’irritazione per il mancato sostegno della NATO all’aggressione, totalmente illegale, israelo-americana all’Iran, con lo sconquasso planetario che ha determinato. Ed è chiaro che nell’irritazione trumpiana traspare il permanere di una visione della NATO come alleanza aggressiva, e non difensiva. L’orientamento dell’ineffabile narcisista maligno occupante la Casa Bianca, volto a ritirare soldati e abbandonare le basi militari in Europa, sconcerta l’Ue. L’arrocco del riarmo diventa così la sua ossessione.

Come se la storia non insegnasse nulla. Non insegnasse in particolare che se una parte riarma lo farà anche l’altra, in misura uguale se non maggiore, in una spirale al cui culmine la guerra tende a diventare inevitabile. Valgano in proposito le parole di Albert Einstein: “La corsa agli armamenti è il peggior metodo per impedire un aperto conflitto. Al contrario, una vera pace non può essere raggiunta se non attraverso un sistematico disarmo su scala internazionale. Gli armamenti non ci proteggono dalla guerra ma portano inevitabilmente alla guerra”.

L’occasione storica dell’Europa consiste nell’aiutare gli USA non a fare perdurare la NATO ma a scioglierla definitivamente. E, superando la russofobia come propria malattia infantile, avviare contatti diretti con Mosca per il cessate il fuoco in Ucraina e iniziare i negoziati per un diramo bilanciato reciproco. Questo significherebbe anche riconoscere alla Russia il suo ruolo storico di essere parte costitutiva dell’Europa, riallacciando rapporti culturali e di libero scambio economico-commerciale. Occorre smetterla con l’ubriacatura della Russia vogliosa di aggredire l’Europa. Perché mai dovrebbe farlo, avendo il territorio più vasto del mondo, risorse energetiche copiose e una tecnologia avanzata?

Tolta di mezzo la NATO e stabilendo rapporti di buon vicinato con la Russia, l’Europa verrebbe a svolgere una funzione insostituibile e preziosa di equilibrio tra Washington e Mosca, e pure Pechino. In questo modo la Nuova Europa, mostrando che la convivenza solidale tra i popoli è necessaria e possibile, diverrebbe l’esempio che costruire un mondo diverso non è un’utopia ma l’unico realismo costruttivo.

P.S. Usa e Israele devono riconoscere lo Stato palestinese. 

17 Maggio 2026

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