Gli attacchi brutali
Ucraina, le 30 ore di fuoco sotto i missili e droni russi: così Putin si fa beffe degli sforzi di pace
Trenta ore, oltre 1600 tra droni e missili sganciati soprattutto su Kiev, Odessa e Kharkiv, e un bilancio finale che parla di oltre cento feriti e almeno 24 morti, in larga parte nella capitale.
È l’attacco massiccio, tra i più violenti dallo scoppio della guerra nell’ormai lontano febbraio 2022, che l’esercito russo ha compiuto dalla notte tra il 13 e 14 maggio in poi.
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Offensiva che è anche uno schiaffo all’ipotesi di pace da parte di Vladimir Putin, che interrompe una fragile tregua di 3 giorni imposta dalla Casa Bianca in occasione della “Giornata della Vittoria” e che sembra anche un messaggio nei confronti di Donald Trump.
Come sempre Mosca ha scelto di colpire in maniera indiscriminata, con raid contro infrastrutture e obiettivi civili nella strategia di “terrore” che da anni il Cremlino porta avanti in Ucraina per spingere la popolazione a “cedere” di fronte all’aggressione.
Da Kiev, dove il sindaco Vitaly Klitschko proclama un giorno di lutto nazionale, il presidente Volodymyr Zelensky tira dritto. Il leader ucraino sottolinea che “queste non sono per nulla azioni di chi crede che la guerra stia finendo”, facendo appello ai partner internazionali dell’Ucraina a “non restare in silenzio su questo attacco”. “È allo stesso modo importante continuare a sostenere la difesa dei nostri cieli. L’iniziativa Purl è necessaria in modo che l’Ucraina possa difendersi contro attacchi balistici come questi. E, nell’interesse di tutti coloro che vogliono la pace, la pressione sulla Russia deve continuare”, le parole di Zelensky.
I honored the memory of those killed at the site of the residential building destroyed by a Russian missile strike. Here, Russia took the lives of 24 people, including three children. My sincere condolences to everyone who lost their families and loved ones because of this savage… pic.twitter.com/amDQGLdfZ3
— Volodymyr Zelenskyy / Володимир Зеленський (@ZelenskyyUa) May 15, 2026
E a proposito di reazione internazionale agli attacchi russi, il governo di Kiev ha chiesto la convocazione di una riunione urgente del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite tramite il ministro degli Esteri Andrii Sybiha, che ha anche chiesto di “usare anche altre piattaforme internazionali per rispondere all’uccisione, da parte russa, di civili ucraini e degli attacchi contro personale umanitario”.
E se da Bruxelles la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen accusa il Cremlino di farsi beffe degli sforzi diplomatici, annunciando l’ennesimo pacchetto di sostegno a Kiev per i droni da 6 miliardi di euro, da Washington è imbarazzante il silenzio di Trump e della Casa Bianca.