Allarma dall'Africa CDC

Ebola, nuovo focolaio nel Congo dilaniato dalla guerra civile: 246 casi sospetti e 65 morti

Esteri - di Redazione

15 Maggio 2026 alle 11:19

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Ebola, nuovo focolaio nel Congo dilaniato dalla guerra civile: 246 casi sospetti e 65 morti

Il Congo torna a fare i conti con l’ebola. Un nuovo focolaio del virus è stato “ufficializzato” dall’Africa Centres for Disease Control and Prevention, il principale ente pubblico di sanità del continente africano, localizzandolo nella provincia di Ituri.

Ad oggi sono 246 i casi sospetti e 65 i decessi registrati principalmente nelle zone sanitarie di Mongwalu e Rwampara. Secondo l’ACDC “fra i casi confermati in laboratorio sono stati segnalati 4 decessi” e che sono anche stati “segnalati casi sospetti a Bunia, in attesa di conferma”.

Come detto l’ebola non è una novità in Congo. L’ultima epidemia nel Paese si è conclusa nel dicembre 2025 nella provincia del Kasai. In quattro mesi il Paese aveva registrato 64 casi e 45 decessi causati dal ceppo Zaire del virus, principalmente nella zona sanitaria di Bulape. Una precedente epidemia che aveva colpito Guinea, Liberia, Sierra Leone e Nigeria, nel 2014, aveva provocato oltre 10mila morti

L’Ebola, altamente contagioso, può essere contratto attraverso fluidi corporei come vomito, sangue o sperma: la malattia che provoca è sì rara, ma spesso fatale. Gli individui infetti diventano contagiosi solo dopo la comparsa dei sintomi, a seguito di un periodo di incubazione che va dai due ai 21 giorni.

L’Africa CDC ha espresso preoccupazione “per il rischio di un’ulteriore diffusione a causa del contesto urbano di Bunia e Rwampara, dell’intenso movimento della popolazione, della mobilità legata all’estrazione mineraria a Mongwalu, dell’insicurezza nelle aree colpite, delle lacune nell’elenco dei contatti, delle sfide di prevenzione e controllo delle infezioni e della vicinanza delle aree colpite all’Uganda e al Sud Sudan”.

Per il suo direttore generale Jean Kaseya “dato l’elevato movimento della popolazione tra le aree colpite e i paesi vicini, un rapido coordinamento regionale è essenziale. Stiamo lavorando con la Repubblica Democratica del Congo, l’Uganda, il Sud Sudan e i partner per rafforzare la sorveglianza, la preparazione e la risposta e per aiutare a contenere l’epidemia il più rapidamente possibile”.

La zona in cui è scoppiato il nuovo focolaio, l’Ituri, si trova in una zona remota della Repubblica Democratica del Congo: al confine con Uganda e Sud Sudan e scarsamente collegata, dista oltre mille chilometri dalla capitale Kinshasa. Uno sviluppo sanitario imprevisto che arriva mentre il Congo è già alle prese con le tensioni interne, col gruppo ribelle M23 supportato dal Ruanda che combatte contro le forze armate congolesi (FARDC) per il controllo delle zone minerarie del Nord Kivu e che nei mesi scorsi ha occupato diverse città del Paese.

di: Redazione - 15 Maggio 2026

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