Terremoto a Kiev

Ucraina, arrestato l’ex braccio destro di Zelensky: detenzione per Yermak per l’inchiesta su corruzione e riciclaggio

Esteri - di Carmine Di Niro

14 Maggio 2026 alle 11:01

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Ucraina, arrestato l’ex braccio destro di Zelensky: detenzione per Yermak per l’inchiesta su corruzione e riciclaggio

Per Andriy Yermak la situazione sembra precipitare col passare dei giorni. L’ex capo di gabinetto del presidente ucraino Volodymyr Zelensky, a lungo il secondo uomo più potente del Paese, è stato arrestato nell’ambito delle indagini per corruzione e riciclaggio di denaro che lo aveva visto protagonista martedì.

L’Alta Corte anti-corruzione di Kiev ha infatti accolto parzialmente la richiesta della Sapo, la la Procura specializzata anticorruzione, optando per l’ex braccio destro di Zelensky una detenzione cautelare di 60 giorni, con la possibilità di essere rilasciato dietro il pagamento di una cauzione da 140 milioni di grivne (oltre 2,7 milioni di euro), cifra inferiore ai 180 milioni di grivne richieste dalla Sapo.

Yermak dovrà osservare una serie di obblighi tra cui non lasciare Kiev, indossare un braccialetto elettronico, consegnare i passaporti stranieri e diplomatici e astenersi dal comunicare con altri indagati e testimoni.

Nei confronti dell’ex capo di gabinetto di Zelensky l’accusa è di riciclaggio di denaro in relazione alla costruzione di un complesso residenziale di lusso alla periferia di Kiev. In particolare la Procura anticorruzione sostiene che oltre 460 milioni di grivne (8,89 milioni di euro) siano stati riciclati attraverso il progetto noto come “Dynasty” nel corso di diversi anni, utilizzando una rete di società di comodo, transazioni in contanti e documenti finanziari fittizi.

Yermak, assieme ad altre persone, aveva pianificato la costruzione di quattro ville private, ciascuna di circa 1.000 metri quadrati, insieme a un complesso benessere condiviso con spa e piscina. Un progetto immobiliare in cui erano coinvolti anche Oleksiy Chernishov, personaggio molto vicino a Zelensky, ex vice primo ministro che nelle intercettazioni dell’inchiesta Midas compariva col nickname di “Che Guevara, e Timur Mindich, ex socio di Zelensky ai tempi della sua carriera televisiva considerato una delle “menti” dietro il sistema di tangenti legato ad Energoatom, l’azienda statale dell’energia nucleare “protagonista” di un presunto sistema corruttivo da 100 milioni di dollari e che ha già portato alle dimissioni dei ministri della Giustizia Herman Halushchenko e dell’Energia Svitlana Hrynchuk.

14 Maggio 2026

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