La variante Andes
Com’è esploso il virus dei topi sulla nave da crociera: il birdwatching nella discarica dell’ornitologo Leo Schilperoord
Con la moglie in viaggio da cinque mesi in Sudamerica, aveva visitato una discarica a cielo aperto popolata da rare specie di uccelli. È morto a bordo l'11 aprile. L'ipotesi
Ambiente - di Redazione Web
Si chiamava Leo Schilperoord l’uomo morto a 70 anni a causa del contagio dell’hantavirus, il cosiddetto virus dei topi che sta allarmando mezzo mondo anche se le autorità, Organizzazione Mondiale della Sanità e ministero della Salute italiano, garantiscono un “rischio basso”. Proseguono intanto le operazioni di evacuazione dalla nave MV Hondius e di trasferimento verso gli Stati di provenienza dei passeggeri a bordo della nave da crociera attraccata al largo di Tenerife.
Schilperoord è considerato al momento il paziente zero, il primo a morire alcuni giorni prima della moglie, Mirjam, che aveva 69 anni, dopo che avevano intrapreso un viaggio di cinque mesi in Sud America. E dopo aver visitato tra le altre cose una grande discarica a cielo aperto popolata tra gli altri animali di uccelli cosiddetti necrofagi o spazzini che si nutrono tra le altre cose anche dei cadaveri di altri animali.
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Schilperoord era ornitologo: in Sud America aveva cercato, osservato, documentato la fauna selvatica tra Cile, Uruguay e Argentina, dove la coppia era atterrata lo scorso 27 novembre. Una passione che condivideva con la moglie: erano piuttosto noti nell’ambiente, avevano partecipato a spedizioni in tutto il mondo e pubblicato su riviste. A fine marzo però erano tornati in Argentina, dove avevano partecipato a un’escursione di birdwatching nei pressi di Ushuaia. E si erano spinti nella discarica evitata dagli autoctoni ma spesso battuta dagli appassionati di questa attività per la presenza di diversi uccelli rari come il caracara gola bianca, chiamato anche caracara di Darwin.
È proprio in questa discarica che Schilperoord e la moglie avrebbero inalato particelle disperse nell’aria contaminate dagli escrementi dei topi dalla coda lunga, i roditori portatori della variante Andes del ceppo di Hantavirus, che secondo gli studi potrebbe essere anche l’unica trasmissibile tra esseri umani. A preoccupare anche il tasso di mortalità elevatissima, superiore al 40%. L’ultimo focolaio in Argentina risale al 2019: quando a una festa a Epuyen un uomo contagiò cinque persone, 11 morirono e altre 34 risultarono contagiate.
La coppia si è imbarcata il primo aprile sulla nave da crociera di lusso: prezzi dai 16mila ai 25mila euro. Il viaggio avrebbe portato i passeggeri “dall’estremità meridionale del Sud America ad alcune delle isole più remote della Terra e alle acque tropicali di Capo Verde”. Cinque giorni dopo i primi sintomi: febbre, mal di testa, diarrea. La morte a bordo l’11 aprile. La moglie è sbarcata con la salma del marito sull’Isola di Sant’Elena, nel mezzo dell’Atlantico, soltanto il 24 aprile, è morta il giorno dopo in ospedale a Johannesburg, non prima di aver provato a imbarcarsi su un volo diretto ad Amsterdam. Le hostess l’hanno fatta scendere una volta accortisi delle sue gravi condizioni.