Gli studi e i costi

Sigarette, ancora un aumento sui pacchetti e la proposta +5 euro: “Uso combinato quadruplica rischio cancro”

Le nuove tariffe riguardano 202 marche di prodotti del tabacco lavorati. Raccolte 40mila firme nella campagna. L’uso della sigaretta elettronica e di prodotti a tabacco riscaldato non bruciato è passato dal 3,9% del 2021 al 7,4% del 2025

Economia - di Redazione Web

6 Maggio 2026 alle 15:41

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FOTO DA PIXABAY
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Scatta un nuovo aumento dei prezzi per sigarette e sigari, un altro step in linea con gli aumenti “progressivi” stabiliti dalla legge di bilancio che ha fissato un nuovo calendario fiscale per le accise sui prodotti con incrementi annuali dei prezzi da una media di 15 centesimi nel 2026 fino a 40 centesimi dal 2028. Contestualmente scatta l’allarme sulle sigarette elettroniche e sulle conseguenze sulla salute, alla luce dei dati che vedono quasi un raddoppiamento nell’uso con un’incidenza molto larga soprattutto sui più giovani.

Gli ultimi rincari erano scattati meno di un mese fa, lo scorso 15 aprile. L’Agenzia delle Dogane e Monopoli aveva comunicato ieri che “con decorrenza 6 maggio 2026” sarebbe variato il prezzo di alcune marche di tabacchi lavorati, le nuove tariffe riguardano 202 marche di prodotti del tabacco lavorati: 9 prodotti di due di due marchi, Corset e The King, 20 centesimi di aumento, tra 5,30 e 5,70 euro a pacchetto di sigarette. Più lunga la lista di sigari interessati dai rincari. Continua intanto la mobilitazione per una proposta di legge che porti ad aumentare di cinque euro il costo di tutti i prodotti da fumo e inalazione di nicotina, non soltanto quello delle sigarette tradizionali. 40mila le firme raccolte nella campagna “5 euro contro il fumo” promossa da AIOM, Fondazione AIRC, Fondazione Umberto Veronesi e Fondazione AIOM che vorrebbero destinare le maggiori entrate a finanziare il Servizio Sanitario Nazionale.

“Siamo orgogliosi del risultato raggiunto finora, serve un ultimo sforzo per raggiungere quanto prima l’obiettivo delle 50mila firme – affermano Aiom, Fondazione Airc per la ricerca sul cancro, Fondazione Umberto Veronesi e Fondazione Aiom – La campagna, che può portare a una sostanziale riduzione del numero di fumatori in Italia e del costo umano e sociale legato al tabagismo, ha ottenuto il supporto di 52 società scientifiche e Istituzioni e di 30 associazioni e fondazioni. Si tratta di una battaglia di civiltà, fondamentale per proteggere la salute dei cittadini e salvare migliaia di vite. Secondo le stime, un aumento di cinque euro del prezzo di tutti i prodotti da fumo può determinare nel medio periodo una riduzione del consumo complessivo del 37%, con un conseguente calo dell’incidenza di malattie legate al tabagismo”.

Sono circa dieci milioni i fumatori in Italia, circa 93mila le morti ogni anno a causa della dipendenza che rappresenta ancora oggi il principale fattore di rischio oncologico correlato a malattie cardiovascolari e respiratorie. Sempre meno un’incognita il mito del “fumo alternativo” che tanto è cresciuto negli ultimi anni nei consumi e sul mercato. L’uso della sigaretta elettronica e di prodotti a tabacco riscaldato non bruciato è passato dal 3,9% del 2021 al 7,4% del 2025, un consumo che riguarda soprattutto la fascia di età tra i 18 e i 34 anni, al 16,5% e che va via scemando fino all’1,4% dei fumatori over 65. “I dispositivi elettronici – spiegano AIOM e Fondazione AIRC – non rappresentano una scelta verso l’abbandono, ma piuttosto l’occasione per un uso congiunto dei diversi prodotti”.

Anzi, secondo un report della Commissione Europea, un giovane su cinque inizia a fumare con i nuovi prodotti a base di tabacco e nicotina. “I dispositivi elettronici – spiegano Aiom, Fondazione Airc per la ricerca sul cancro, Fondazione Umberto Veronesi e Fondazione Aiom – non solo attirano nuove quote di mercato tra i non fumatori e offrono una porta d’accesso al fumo, in particolare fra i più giovani e le donne, ma la maggior parte di chi fa uso di sigaretta elettronica o di prodotti a tabacco riscaldato è anche un fumatore tradizionale. L’adozione di dispositivi elettronici non rappresenta quindi una scelta verso l’abbandono della sigaretta tradizionale o per smettere di fumare, ma piuttosto l’occasione per mantenere questa cattiva abitudine e fare un uso congiunto dei diversi prodotti”.

Secondo uno studio pubblicato su Carcinogenesis di ricercatori dell’Università del Nuovo Galles del Sud, citato sempre dai promotori, che hanno analizzato letteratura inerente diffusa tra il 2017 e il 2025, l’uso combinato di sigarette tradizionali ed elettroniche quadruplica il rischio di cancro ai polmoni rispetto alle sole sigarette tradizionali. “Il dato si conferma anche tra i pazienti più giovani, al di sotto di 50 anni, dimostrando come l’uso composito dei prodotti da fumo rappresenta una delle sfide più complesse per la salute pubblica”.

6 Maggio 2026

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