Una generazione "no smoke"

Sigarette (anche elettroniche) vietate ai nati dopo il 2009: il Regno Unito va “all in” contro il fumo tra i giovani

Esteri - di Redazione

23 Aprile 2026 alle 11:55

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Sigarette (anche elettroniche) vietate ai nati dopo il 2009: il Regno Unito va “all in” contro il fumo tra i giovani

A Londra si è deciso di andare “all in”, con quella che è senza ombra di dubbio una delle riforme più radicali in tema di contrasto al fumo.

Il Regno Unito ha deciso infatti di impedire ai nati dopo il 2009 di acquistare qualsiasi prodotto contenente nicotina con l’obiettivo di creare una “generazione smoke free”: non siamo più semplicemente alla “stretta”, da imporre con divieti o con aumenti dei prezzi tali da scoraggiare il cittadino all’acquisto della sigarette, ma ad un vero e proprio bando della nicotina per una generazione con l’obiettivo di far letteralmente scomparire il fumo con l’invecchiamento e la morte dei consumatori attuali.

A promuovere una riforma che non ha precedenti è stato il Segretario di Stato per la salute e l’assistenza sociale Wes Streeting. Il provvedimento è stato approvato martedì 21 aprile dal Parlamento britannico ed entrerà in vigore dopo aver ricevuto l’assenso reale, cioè l’atto formale con cui il re approva un disegno di legge.

Alla base c’è ovviamente una questione basilare di salute, gli effetti nefasti per l’organismo umano del fumo e della nicotina, ma anche in parte economico: il tentativo da parte del governo laburista di Keir Starmer, che ha trovato una situazione dei conti disastrosa in eredità dal lungo regno conservatore a Downing Street, di salvare un servizio sanitario nazionale che di questo passo rischia il collasso.

Solo in Inghilterra, il fumo provoca 400.000 ricoveri ospedalieri e 64mila morti all’anno (in Italia sono più di 90mila, ndr), e costa al servizio sanitario nazionale 3 miliardi di sterline in trattamenti per malattie correlate al tabacco, come il cancro e le malattie cardiache. I costi sociali complessivi sfiorano i 27 miliardi di sterline all’anno solo in termini di perdita di produttività

Il provvedimento del governo Starmer vieta inoltre alle aziende del settore di pubblicizzare sigarette elettroniche e prodotti contenenti nicotina ai minori ed estende il divieto di fumo nei luoghi pubblici, in particolare nei parchi giochi per bambini e nelle aree esterne di scuole e ospedali.

Una legge che, ovviamente, non è stata colta con favore dalle aziende del settore. In particolare i produttori di sigarette elettroniche, una vera e propria “moda” tra i più giovani, tanto che il loro smaltimento come rifiuto è diventato un problema, hanno protesta ed evocato il rischio di un “boomerang”. L’ipotesi è che la legge possa spingere ex fumatori o futuri fumatori a rivolgersi al mercato nero, al contrabbando di sigarette.

di: Redazione - 23 Aprile 2026

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