Alta tensione alla Liberazione
Liliana Segre: “Ancora mi scrivono: perché non muori? A 96 anni non me lo aspettavo”
Dopo le tensioni della Brigata Ebraica con ANPI al corteo del 25 aprile, il figlio Luciano Belli Paci: "Non so se ci sono le condizioni per tenere la tessera"
News - di Redazione Web
Già era intervenuto il figlio, Luciano Belli Paci, che all’ANSA aveva confessato: “Non so se ci sono le condizioni per tenere la tessera dell’Anpi”. La madre Liliana Segre, senatrice a vita, deportata nel campo di concentramento nazista di Auschwitz che era soltanto una bambina, è intervenuta al convegno “Le vittime dell’Odio” organizzato dall’Osservatorio per la Sicurezza Contro gli Atti Discriminatori (Oscad) della Direzione centrale per la Polizia criminale al Memoriale della Shoah a Milano.
“L’odio è talmente vasto che questa valanga trascina le persone. Io ho quasi 96 anni, sono vicina alla morte, eppure ci sono persone che mi scrivono: ‘Perché non muori?'”, ha raccontato la senatrice. “Non posso e non vorrei andare avanti più di tanto” ma “non mi aspettavo che dopo tutto quello che è successo ancora a 96 anni qualcuno mi scrivesse così”. E sulle tensioni al corteo del 25 aprile ha detto di essere “molto preoccupata. Lo sono stata da madre e da figlia”.
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Gli episodi di tensione sono stati diversi, due attivisti dell’ANPI sono stati feriti a Roma da una pistola ad aria compressa. “Ho pensato di morire – ha raccontato all’ANSA Rossana Gabrieli – Non è sceso dalla moto: si è fermato, ha puntato con il braccio teso e ha esploso almeno quattro colpi, con un suono sordo. Poi ha fatto uno scatto veloce, ha accelerato ed è sparito andando verso viale Ostiense. Per questo gesto e questa prontezza, per questo scatto, ho avuto la sensazione che fosse giovane”.
A Milano lo strappo tra gli attivisti per la presenza della Brigata Ebraica: contestata e fatta uscire dal corteo dalla polizia. Avevano bandiere di Israele, secondo alcune ricostruzioni erano state messe in apertura del corteo. La Brigata Ebraica era una milizia indipendente di circa cinquemila ebrei interna all’esercito britannico che nacque nel 1944 e che in Italia prese parte alle fasi finali della Seconda Guerra Mondiale, combatté in particolare sull’Appennino tosco-romagnolo. Partecipò alla migrazione di ebrei in Palestina e alla costruzione dello Stato di Israele.
Belli Paci si è detto in disaccordo con le accuse rivolte all’ANPI dal presidente della Comunità Ebraica di Milano Walker Maghnagi anche se “i commenti del presidente Pagliarulo sono inaccettabili. È inaccettabile dare la colpa di quanto è successo a chi l’ha subito. Questa non è l’ANPI a cui sono iscritto e di cui sarei dirigente”. Il gruppo Laboratorio Ebraico Antirazzista, sempre della comunità milanese, ha fatto sapere di aver partecipato senza alcuna pressione o tensione alla manifestazione.