La denuncia dell'ex premier

“Fermiamo il terrorismo ebraico contro i palestinesi”, la lettera di Olmert al capo dell’Idf

L’ex premier israeliano aveva denunciato all’Unità: in Cisgiordania opera il terrorismo ebraico col sostegno dell’esercito e la protezione del governo. Ora in una lettera al capo dell’Idf annuncia: solleciterò la Corte penale internazionale ad adottare misure

Esteri - di Umberto De Giovannangeli

21 Aprile 2026 alle 13:30

Condividi l'articolo

Photo credits. Paola Onofri/Imagoeconmica
Photo credits. Paola Onofri/Imagoeconmica

Lo aveva denunciato in una intervista esclusiva a l’Unità: in Cisgiordania opera il terrorismo ebraico, spesso tollerato se non addirittura sostenuto dall’esercito oltreché protetto dal governo Netanyahu. Così Ehud Olmert, ex primo ministro israeliano. Olmert ha deciso di essere conseguente a quella argomentata denuncia. L’’ha fatto con una lettera indirizzata al capo delle forze armate israeliane, nella quale l’ex premier ha dichiarato che solleciterà la Corte penale internazionale ad adottare misure per proteggere i palestinesi dall’escalation di violenze perpetrate dai coloni con il sostegno dello Stato in Cisgiordania. Da un’analisi condotta dal quotidiano britannico è emerso che dal 2020 Israele non ha perseguito penalmente alcun cittadino israeliano per l’uccisione di civili palestinesi.

La lettera, visionata dal Guardian, chiedeva un intervento immediato per fermare il “terrorismo ebraico” che si verifica “quasi quotidianamente” contro i palestinesi. Era firmata anche da un ex ministro della difesa che ha ricoperto anche la carica di capo di stato maggiore dell’Idf, oltre che da cinque capi dei servizi di sicurezza del Mossad e dello Shin Bet e da quattro ex commissari di polizia. “Non stiamo più parlando di una manciata di teppisti che violano la legge. Si tratta di un’attività organizzata, che a volte coinvolge persone in divisa, che sparano a persone innocenti e bruciano proprietà e case di civili”, si legge nella lettera.

In un commento al Guardian, Olmert ha dichiarato di aver “deciso non solo di non rimanere in silenzio, ma di richiamare l’attenzione della Corte penale internazionale dell’Aia affinché possa adottare misure coercitive ed emettere mandati di arresto”. “Se le autorità di polizia in Israele non adempiono al loro dovere”, ha detto Olmert al giornale, “forse le autorità legali internazionali faranno ciò che è necessario per salvare i palestinesi e noi dagli atti criminali commessi dai terroristi ebrei proprio davanti ai nostri occhi”. Secondo il Guardian, Olmert ha descritto gli attacchi contro i palestinesi come simili ai pogrom «un tempo diretti contro gli ebrei in Europa». “È in corso una violenta e criminale operazione di pulizia etnica nei territori della Cisgiordania. Bande di coloni armati perseguitano, feriscono e uccidono i palestinesi che vivono lì. Le violenze includono l’incendio di uliveti, case e automobili, irruzioni nelle abitazioni e aggressioni fisiche alle persone. Danneggiano, disperdono e cercano di rubare anche greggi di pecore. I rivoltosi, i terroristi ebrei, assalgono i palestinesi con odio e violenza con un unico obiettivo: costringerli a fuggire dalle loro case. Tutto questo nella speranza che la terra sia poi pronta per l’insediamento ebraico, sulla strada verso la realizzazione del sogno di annettere tutti i territori. Con un a ulteriore aggravante: Gli agenti di polizia e i soldati chiudono gli occhi su tutto questo. Gli agenti di polizia e i soldati chiudono gli occhi su tutto questo. Coloro che cercano di difendere i rivoltosi sostengono che si tratta di una piccola minoranza, poche decine di teppisti adolescenti che non rappresentano la popolazione che vive nei territori, che apparentemente si oppone agli atti di violenza. Ma stiamo parlando di centinaia di giovani violenti che non potrebbero rivoltarsi senza essere stati armati su iniziativa e sotto l’ispirazione del ministro della Sicurezza nazionale Itamar Ben-Gvir. In altre parole, una milizia opera in Cisgiordania con il sostegno, l’appoggio e l’aiuto – diretto e indiretto – dei funzionari del governo israeliano. Anche la polizia israeliana è fonte di ispirazione per i terroristi ebrei. Ogni giorno vengono commessi atti di teppismo contro i palestinesi e, incredibilmente, la polizia non è in grado di identificare i rivoltosi, prevenire le loro azioni o arrestarne alcuno dopo i fatti. Le vittime degli atti criminali sono spesso bersaglio dell’azione di polizia. Vengono arrestati i palestinesi, non i terroristi ebrei”. Così Olmert nell’intervista a l’Unità.

I dati analizzati dal quotidiano londinese mostrano che i coloni e i soldati israeliani hanno ucciso almeno 1.100 palestinesi dal 2020. Nessuno è stato incriminato in relazione a nessuna di queste uccisioni, ha riferito The Guardian. Secondo Yesh Din, l’Ong israeliana per i diritti umani, solo il due per cento delle indagini di polizia sulla violenza dei coloni condotte tra il 2020 e il 2025 si è concluso con una condanna. Oltre il 96% delle indagini di polizia condotte nello stesso periodo sono state archiviate senza accuse, secondo il rapporto. L’ultima volta che sono state presentate accuse contro un civile israeliano coinvolto in un attacco mortale contro palestinesi risale al 2018, osserva il rapporto. L’ultima incriminazione contro le forze israeliane coinvolte nell’uccisione di un palestinese risale al 2019. Yesh Din ha dichiarato al Guardian che su 1.746 denunce presentate dai palestinesi contro le forze israeliane, solo l’1% si è concluso con un’incriminazione. Più di 600 di queste denunce riguardavano incidenti mortali.

21 Aprile 2026

Condividi l'articolo