Le misure in CdM
Stretta sulla sicurezza, governo Meloni verso il decreto dopo gli scontri di Torino con scudo penale e fermi preventivi
Erano già in cantiere, ampiamente annunciati in particolare dal vicepremier Matteo Salvini, che della quesitone ne fa una priorità politica ed elettorale, ma dopo i fatti di Torino si va verso una decisa accelerata.
Il governo Meloni ha in cantiere un duplice provvedimento sulla “Sicurezza”, un decreto con misure urgenti e un disegno di legge che avrà dunque un iter parlamentare più lungo e complesso. Già oggi la premier Giorgia Meloni riunirà i vice Antonio Tajani e Matteo Salvini, oltre ai ministri Matteo Piantedosi (Interno), Guido Crosetto (Difesa), Carlo Nordio (Giustizia) assieme ai sottosegretari Giovanbattista Fazzolari e Alfredo Mantovano.
L’obiettivo è quello di portare già nel Consiglio dei ministri che dovrebbe tenersi mercoledì 4 febbraio un decreto Sicurezza tale da non “scontentare” il Quirinale, a prova di richiamo del Colle sulla costituzionalità delle norme al suo interno e sulle loro ragioni di urgenza tali da richiedere lo strumento del decreto.
Secondo quanto anticipa il Corriere della Sera, il decreto dovrebbe essere composto da 25 norme: in ballo ci sono in particolare lo stop alla vendita di coltelli ai minori, lo scudo penale per poliziotti e altre categorie, il fermo preventivo di 12 ore per chi ha precedenti specifici e va a manifestare.
In particolare quest’ultima norma è sotto l’occhio vigile degli uffici del Quirinale, mentre al contrario il vicepremier Matteo Salvini vorrebbe aumentare il fermo preventivo, senza alcun vaglio dell’autorità giudiziaria, fino a 48 ore.
Quanto allo scudo penale, da tempo cavallo di battaglia della destra, l’orientamento sarebbe quello di prevedere nel decreto il blocco dell’automatismo dell’iscrizione nel registro degli indagati di esponenti non solo delle forze dell’ordine ma di qualsiasi altro cittadino, per superare così l’obiezione di incostituzionalità, quando il fatto viene compiuto con “evidente causa di giustificazione” in adempimento di un dovere o per legittima difesa.
Non dovrebbe entrare, né nel decreto né nel ddl, la proposta cara a Salvini di prevedere inserire l’obbligatorietà di una cauzione per gli organizzatori delle manifestazioni a copertura di eventuali danni: le critiche arrivano proprio dal Viminale, per il Ministero una norma simile aumenterebbe il rischio di iniziative a sorpresa invece che servire da deterrente.