Aveva 86 anni

Lutto nel giornalismo sportivo, è morto Franco Esposito: decano, firma e inviato speciale tra boxe, calcio e Olimpiadi

Cinque Olimpiadi estive, cinque Mondiali di calcio, mondiali di ciclismo, atletica leggera, nuoto e pallanuoto. Decine di pubblicazioni

News - di Redazione Web

14 Aprile 2026 alle 12:37

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FOTO DA FACEBOOK (FPI)
FOTO DA FACEBOOK (FPI)

Addio al “decano del giornalismo sportivo napoletano”, alla “Bibbia della boxe” per altri. Stanno salutando così in queste ore Franco Esposito, giornalista, per anni firma dei quotidiani Il Mattino e Il Corriere dello Sport. Era considerato un punto di riferimento, un maestro di un’altra epoca del giornalismo. Cordoglio da parte dell’Ordine dei Giornalisti e da parte della Federazione Pugilistica Italiana, espresso direttamente dalle parole del Presidente FPI Flavio D’Ambrosi.

Esposito era nato a Napoli nel 1940. Da giovane aveva lavorato anche come libraio, aveva cominciato a scrivere come corrispondente di riviste di pugilato, collaboratore per Il Corriere di Napoli, Sport Sud e Sport nel Mezzogiorno. Per 17 anni nella redazione de Il Mattino, anche come inviato, era passato al Corriere dello Sport-Stadio nella veste di inviato prima e di responsabile della redazione napoletana. Reportage e cronache tra stadi, palazzetti, spogliatoi per tutta Italia e oltre.

Cinque Olimpiadi estive, cinque Mondiali di calcio, mondiali di ciclismo, atletica leggera, nuoto e pallanuoto. Per decenni aveva seguito in mezzo mondo alcuni dei più importanti incontri di pugilato. Sua la biografia di Elio Cotena, Una vita di sogni e pugni (Tullio Pironti Editore), scugnizzo di Mergellina cresciuto nell’iconica palestra Fulgor di Geppino Silvestri, campione italiano dilettanti, oro ai Giochi del Mediterraneo, Olimpionico a Messico 1968, campione professionista italiano ed europeo nei pesi piuma, allenatore, organizzatore.


“Il mondo della boxe piange la scomparsa di Franco Esposito, decano del giornalismo italiano e partenopeo – si legge in una nota della Federazione Pugilistica Italiana – Firma tra le più prestigiose de Il Corriere dello Sport e de Il Mattino, è sempre stato in prima linea, da inviato speciale, per raccontare storie e imprese leggendarie come quella del nostro Campione, Ambassador e Maestro Patrizio Oliva, che a lui deve il soprannome di ‘Lo Sparviero’. Interprete inestimabile dello sport e grande appassionato della nobile arte – si legge ancora nella nota Fpi – ha vissuto dentro e fuori dal ring con grande competenza e sensibilità. La Federazione Pugilistica Italiana si stringe con commozione attorno alla famiglia, agli amici, ai colleghi, nel ricordo indelebile del suo impegno e della sua passione”.

Non solo boxe comunque, nella carriera decennale di Franco Esposito. Altre sue pubblicazioni sono state Protagonisti di un anno – La storia del Napoli dalle origini a Maradona (Corriere dello Sport-Stadio) e Opus Maradona (Kraken Sport&Media). “Ripenso a quel suo stile di scrittura così originale e intenso, quel modo di inserire verbi e aggettivi in una prosa che sapeva di poesia anche nella descrizione di un pugno o di un calcio di punizione, che nessuno potrà mai imitare – il ricordo del giornalista Fausto Narducci – Rimarrà il suo marchio di fabbrica. E nella sua produzione sconfinata prima da giornalista e poi da scrittore non posso non pensare che la mia passione per il pugilato a Napoli scaturì proprio dalla lettura dei suoi pezzi fra i banchi del liceo”.


Alla cronaca, alla documentazione, alla testimonianza, Esposito poteva aggiungere nelle sue decine di pubblicazioni il racconto diretto di epoche ed episodi che aveva vissuto in prima persona, sul campo, in circa sessant’anni di vita professionale. Si era trasferito da tempo a Grosseto. “Oggi ho ricevuto una notizia che mi ha profondamente colpito – il post dell’oro olimpico e campione del mondo Patrizio Oliva – la scomparsa di un grande amico, di un uomo straordinario. Un giornalista sportivo di talento, uno scrittore appassionato, ma soprattutto una persona che ha creduto in me fin dal primo match, quando ero solo un ragazzo. È lui che mi ha dato il soprannome ‘Lo Sparviero’, è lui che ha seguito ogni passo della mia carriera, senza mai smettere di sostenermi, di spronarmi, di scommettere su di me. Oggi il dolore è grande. Mi mancheranno le sue parole, il suo sguardo attento, la sua fiducia incrollabile. Grazie di tutto. Non ti dimenticherò mai”.

14 Aprile 2026

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