Le elezioni
Colombia, alle presidenziali il “trumpiano” de la Espriella avanti: Cepeda contesta il risultato, decisivo il ballottaggio
Sarà una sfida tra l’estrema destra di stampo trumpiano e la sinistra, che per la prima vota dopo quasi 70 anni era riuscita a conquistare il governo del Paese, il confronto che si terrà nel ballottaggio in programma il 21 giugno in Colombia.
Le elezioni presidenziali si sono conclude come previsto senza alcun candidato in grado di ottenere più del 50 per cento dei voti, ma i risultati sono stati sorprendenti: il vincitore del primo turno è l’avvocato Abelardo de la Espriella, del movimento Difensori della Patria, partito di estrema destra, col senatore Ivan Cepeda, candidato della sinistra di Patto Storico, giunto secondo.
De la Espriella ha ottenuto 10 milioni di voti e oltre il 43%, con Cepeda che si è fermato al 40 per cento. Il senatore ed erede designato dell’attuale presidente Gustavo Petro, in carica dal 2022 e primo presidente di sinistra dopo quasi 70 anni di governi di destra e centrodestra, ha però dichiarato che non riconoscerà i risultati delle elezioni presidenziali finché non saranno chiariti i dubbi relativi al registro elettorale e le contestazioni in diversi seggi. “C’è una discrepanza che vogliamo verificare riguardo al registro elettorale, e non si tratta di una discrepanza qualsiasi: stiamo parlando di 885.000 persone”, ha detto ai suoi sostenitori nella capitale Bogota.
Durissima e poco rassicurante la risposta di De la Espriella: “Non osate insistere a ignorare questi risultati perché il popolo si ribellerà e vi punirà. Siete un paio di banditi che stiamo per cacciare. La democrazia deve essere mantenuta con la ragione o con la forza”, le sue dichiarazioni esplosive”.
Parole che fanno parte del personaggio. De la Espriella ha come modello Donald Trump e Nayib Bukele, il presidente salvadoregno di estrema destra noto per i suoi metodi brutali per reprimere la criminalità e anche il dissenso civile. La campagna elettorale di “El Tigre”, come è conosciuto nel Paese, si è basata su una retorica militarista e patriottica, non disdegnando dichiarazioni sessiste e misogine.
Al contrario Cepeda è un senatore che ha fondato la sua campagna elettorale sull’obiettivo di una “pace totale”, il piano di riconciliazione con tutti i gruppi armati del Paese iniziato da Gustavo Petro. Cepeda è figlio di un senatore comunista ucciso dai gruppi paramilitari che nei decenni di lotta alle FARC accompagnarono spesso l’azione dell’esercito. Una sinistra che a questa tornata elettorale ha pagato un’astensione elevata, visto che l’affluenza si è fermata al 57 per cento, ma anche il clima generale di sfiducia verso i partiti tradizionali.