L'escalation
Iran, l’appello all’Europa a non unirsi alla guerra di Israele e Usa, Meloni preoccupata: “Teheran fermi attacchi ingiustificati”
La premier: "Crisi del diritto internazionale che è inevitabilmente figlia della guerra in Ucraina". Il Viminale ha innalzato la vigilanza su 28mila obiettivi sensibili
Esteri - di Redazione Web
Al quarto giorno di guerra è chiaro che l’Iran si era preparato a rispondere a un attacco di Stati Uniti e Israele più volte minacciato e preventivato nelle ultime settimane. E mentre il conflitto si allarga in tutto il Medio Oriente, i mercati temono le conseguenze come i traffici e i prezzi delle materie prime, il ministero degli Esteri di Teheran ha lanciato un appello agli Stati Europei a non unirsi alla guerra. La posizione della premier italiana Giorgia Meloni è quella di condanna verso gli attacchi dell’Iran. Si è detta preoccupata dall’escalation che potrebbe coinvolgere l’Europa. “Noi non possiamo permetterci che l’attuale regime iraniano abbia missili a lungo raggio con testate atomiche”.
Lunedì mattina un drone aveva colpito la base militare britannica di Akrotiri, a Cipro, che fa parte dei 27 Paesi membri dell’Unione Europea ma non della NATO. Il Presidente Nikos Christodoulides ha dichiarato che il Paese non sta partecipando in alcun modo al conflitto. Annullata una riunione Consiglio Affari generali informale dei ministri UE previsto sull’isola. “Ho parlato con il presidente Christodoulides che mi ha informato sull’unico incidente avvenuto poco dopo mezzanotte, che ha coinvolto un drone che ha preso di mira la base britannica di Akrotiri”, ha scritto la Presidente della Commissione Ursula von der Leyen su X. “Sebbene la repubblica di Cipro non fosse l’obiettivo, vorrei essere chiara: siamo tutti uniti, fermi e inequivocabili al fianco dei nostri Stati membri di fronte a qualsiasi minaccia”.
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Anche se il governo ha dichiarato in più modi che l’isola non era un obiettivo diretto e che l’attacco ha riguardato soltanto la base militare britannica, sull’isola si è alzata l’allerta, ieri sono arrivati e sono stati schierati presso la base aerea Andreas Papandreou di Paphos quattro caccia F-16 greci mentre le fregate greche Kimon e Psara hanno fatto rotta verso Cipro e arriveranno nelle acque territoriali dell’isola nella giornata odierna. Alla luce dell’attacco, la Grecia ha deciso di trasferire una batteria dei propri sistemi missilistici Patriot sull’isola di Karpathos, nel sud-est del Mar Egeo.
“Mi preoccupa, mi preoccupa il contesto generale, una crisi del diritto internazionale che è inevitabilmente figlia della guerra in Ucraina, quando un membro del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ha deliberatamente attaccato un suo vicino. Era inevitabile che avrebbe portato a una stagione di caos”, ha detto la premier Meloni in un’intervista al Tg5. “Mi preoccupa ovviamente perché sarebbe stupido ritenere che quello che accade anche lontano dai nostri confini non ci coinvolga è la ragione per la quale l’Italia si era molto spesa perché si arrivasse a un accordo serio sul nucleare iraniano, particolarmente in un momento nel quale vacilla il diritto internazionale”.
La premier ha parlato di “una crisi del diritto internazionale che è inevitabilmente figlia della guerra in Ucraina, quando un membro del Consiglio di sicurezza delle Nazioni unite ha deliberatamente attaccato un suo vicino”, ha confermato che Washington e Tel Aviv hanno deciso di attaccare dopo il fallimento di un accordo sul nucleare senza coinvolgere i partner europei, ha rinnovato l’impegno a contrastare il terrorismo islamico anche tramite il Comitato Nazionale Ordine e Sicurezza convocato dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi: il Viminale ha innalzato la vigilanza su oltre 28mila obiettivi ritenuti sensibili. Neanche una parola sull’offensiva scatenata dagli alleati Trump e Israele.
Il Presidente degli Stati Uniti si è detto molto deluso dal comportamento dell’alleato britannico, il premier Keir Starmer. “Non è stato d’aiuto. Non avrei mai pensato di vedere una cosa del genere dal Regno Unito. È molto triste vedere che il rapporto non è più quello di una volta”, ha detto intervistato da The Sun. Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Esmaeil Baqaei ha ricordato: “Abbiamo avvertito in modo responsabile che questa guerra sarebbe diventata regionale”. Sono migliaia gli italiani bloccati nella regione in questi giorni, in particolare nei Paesi del Golfo. Una “grande svolta e una grande vittoria” sono in arrivo, ha dichiarato un portavoce dei Guardiani della Rivoluzione citato dall’agenzia di stampa Fars.