La guerra
Bombe del Pakistan sull’Afghanistan: l’escalation dopo il fallimento del cessate il fuoco, un conflitto fuori controllo
Islamabad rivendica le operazioni: "I talebani hanno riunito tutti i terroristi del mondo e hanno iniziato a esportare il terrorismo". Kabul annuncia ritorsione. Stime impossibili da verificare, situazione in continua evoluzione. Comunità internazionale allarmata
Esteri - di Redazione Web
Esplode ancora una volta in tutta la sua ferocia e pericolosità la guerra tra Pakistan e Afghanistan. Attacchi alla capitale Kabul, a Kandahar e a Paktika, vicino al confine. “La nostra pazienza è finita. Ora è guerra aperta tra noi e voi”, ha scritto su X il ministro della Difesa del Pakistan, Khawaja Asif. “I talebani hanno riunito tutti i terroristi del mondo in Afghanistan e hanno iniziato a esportare il terrorismo, privando la loro stessa popolazione dei diritti umani basilari”. Appena lo scorso ottobre, dopo gli scontri che avevano portato a decine di morti tra soldati e civili, le parti avevano raggiunto un cessate il fuoco. Il governo di Kabul ha annunciato “operazioni di ritorsione su larga scala contro i centri militari pakistani nelle direzioni di Kandahar ed Helmand”. E adesso la situazione è caotica e confusa, in continua evoluzione e difficile da decifrare per quello che sta accadendo in queste ore e per gli sviluppi futuri.
“È stata confermata la morte di 133 talebani afghani e il ferimento di oltre 200. Si stima che le vittime siano molte di più negli attacchi contro obiettivi militari a Kabul, Paktia e Kandahar”, la nota pubblicata nella notte italiana di Mosharraf Zaidi, portavoce del primo ministro Shehbaz Sharif. “Due quartier generali di corpo d’armata, tre quartier generali di brigata, due depositi di munizioni, una base logistica, tre quartier generali di battaglione, due quartier generali di settore e più di 80 carri armati, artiglieria e mezzi di trasporto truppe sono stati distrutti”. Il ministero della Difesa dei talebani ha rivendicato l’uccisione di una cinquantina di soldati e la conquista di una ventina di postazioni militari pakistane.
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Al momento si tratta di informazioni non verificabili. Afghanistan e Pakistan condividono un confine lungo circa 2.600 chilometri. Secondo le accuse di Islamabad, Kabul ospita e non fa niente contro alcuni gruppi terroristici, come i talebani pakistani, che agiscono all’interno del suo territorio e che attaccano il Pakistan. L’Afghanistan nega ogni accusa. A inizio febbraio a Islamabad erano morte 31 persone in un attacco suicida in una moschea che era stato rivendicato dal sedicente Stato Islamico (ISIS), organizzazione molto legata ai talebani pakistani. Appena domenica scorsa il Pakistan ha compiuto attacchi lungo il confine, l’esercito aveva fatto sapere di aver colpito di campi di addestramento dei talebani pakistani (TTP) e del gruppo Khorasan dell’ISIS.
Alle tensioni terroristiche si aggiunge la pressione dei profughi: centinaia di migliaia di migranti afghani che il Pakistan ha espulso a partire dal 2023. I colloqui di pace falliti a novembre avevano cancellato la fragile tregua raggiunta grazie alla mediazione del Qatar. Anche questa volta è successo quello che succede ogni volta tra i due Paesi, che si sono accusati a vicenda di aver attaccato l’altra parte. La notizia dei bombardamenti è arrivata a poche ore dalle accuse del Pakistan ai talebani afghani che avrebbero ucciso alcuni soldati. L’operazione militare su vasta scala è stata denominata dal governo pakistano “Ghazab-lil-Haq”. Anche il portavoce militare dei talebani, in un post su X successivamente cancellato, aveva parlato di “un’operazione di ritorsione” contro alcuni attacchi da parte di Islamabad.
Gli attacchi intanto hanno provocato la fuga dei civili, evacuate le aree di Torkham e Waziristana causa dei continui lanci di mortaio che colpiscono i villaggi rurali. In un villaggio nei pressi del valico di Torkham erano morte almeno 13 persone, tra cui anche donne e bambini. Allarme nella comunità internazionale. Il segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres ha lanciato un appello a cessare le ostilità, intraprendere la strada della democrazia e proteggere i civili. Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha dichiarato che Teheran è disposta alla mediazione. La portavoce del ministero degli Esteri della Cina, Mao Ning, ha parlato di Pechino “profondamente preoccupata per l’escalation del conflitto tra Pakistan e Afghanistan” e ha invitato le parti a un cessate il fuoco. Al momento gli sforzi di mediazione sono al palo.