La sentenza che fa da precedente

Trasferito nel Cpr in Albania, per la prima volta governo Meloni condannato a risarcirlo: violati i suoi diritti

Politica - di Redazione

16 Febbraio 2026 alle 12:46

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AP Photo/Vlasov Sulaj
AP Photo/Vlasov Sulaj

Se il governo Meloni, spalleggiato da una Commissione europea che sull’immigrazione sposa da tempo ormai la retorica e soprattutto le politiche dell’estrema destra, sta puntando a nuove strette contro i migranti e le Ong, l’esecutivo deve ancora una volta fare i conti col disastro compiuto col Patto Italia-Albania e la costruzione dei due centri costruiti a Gjader e Shengjin nel Paese guidato da Edi Rama.

Per la prima volta infatti il governo dovrà risarcire un uomo trasferito nei centri per migranti in Albania. Lo ha stabilito il 10 febbraio scorso il tribunale di Roma con una sentenza in cui il giudice Corrado Bile ha condannato il ministero dell’Interno a risarcire un 50enne originario dell’Algeria e residente in Italia da 19 anni, dove ha una compagna italiana e due figli.

L’uomo non aveva mai regolarizzato la sua posizione e nella primavera del 2025 era stato trasferito a Gjader, uno dei due centri che il governo Meloni aveva costruito a carissimo prezzo e di fatto mai piamente entrato in funzione perché in contrasto con le norme europee secondo la giustizia italiana.

Il ricorrente nell’aprile del 2025 era stato trattenuto in un centro di permanenza per il rimpatrio (Cpr) a Gradisca d’Isonzo, in Friuli Venezia Giulia, quindi gli venne comunicato il trasferimento in un Cpr a Brindisi: invece fu trasportato in Albania, a Gjader, senza ricevere una comunicazione formale e senza avere la possibilità di contattare il suo avvocato né la sua famiglia, in violazione di almeno due diritti fondamentali, quello all’informazione e quello alla difesa.

Nella sua denuncia aveva sottolineato che il trasferimento in Albania era avvenuto in condizioni degradanti, tra le altre cose era stato costretto con delle fascette ai polsi, per il Viminale una “questione di sicurezza”.

Giunto a Gjader, dove gli era stato ancora una volta impedito di chiamare la famiglia, era riuscito a presentare richiesta d’asilo e dopo un mese liberato e riportato in Italia. Qui ha dunque trascinato in tribunale il Ministero dell’Interno per ottenere un risarcimento attraverso l’avvocato Gennaro Santoro: la sua richiesta era stata di 5mila euro, i giudici gliene hanno riconosciuti 700 più il rimborso delle spese processuali.

Al di là del risarcimento, la sentenza di Roma potrebbe diventare un precedente importante dato che il trasferimento dei migranti è stato giudicato illegittimo molte altre volte.

di: Redazione - 16 Febbraio 2026

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