Libia

Ucciso Saif al-Islam Gheddafi, il secondogenito del Colonnello freddato nel giardino di casa da un commando

L'operazione a Zintan, il figlio del dittatore ucciso a colpi d'arma da fuoco. Per i collaboratori era un "riformista" che "sognava la rinascita della Libia". Da delfino a condannato a morte

Esteri - di Redazione Web

4 Febbraio 2026 alle 12:12

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© CRISTIANO LARUFFA / LAPRESSE 24-09-2002 ROMA CULTURA MUSEO DI CASTEL SANT’ANGELO MOSTRA SULL’ARTE LIBICA “IL DESERTO NON E’ SILENTE” NELLA FOTO SAIF-EL-ISLAM GHEDDAFI CON MASSIMO D’ALEMA
© CRISTIANO LARUFFA / LAPRESSE 24-09-2002 ROMA CULTURA MUSEO DI CASTEL SANT’ANGELO MOSTRA SULL’ARTE LIBICA “IL DESERTO NON E’ SILENTE” NELLA FOTO SAIF-EL-ISLAM GHEDDAFI CON MASSIMO D’ALEMA

Ucciso in casa, finito da un commando Saif al-Islam Gheddafi, figlio del dittatore della Libia Muammar Gheddafi. A dare la notizia l’Associated Press che aveva citato due funzionari libici che avevano voluto mantenere l’anonimato. L’omicidio è stato confermato dall’avvocato francese di Gheddafi, Marcel Ceccaldi. Sconosciuta l’identità dei sicari. “Abbiamo chiesto al Procuratore generale di aprire un’indagine sull’omicidio e di inviare una squadra nella città di Zintan per avviare le indagini”, la richiesta dei collaboratori della vittima.

Una sorta di esecuzione, un’operazione condotta da un commando di quattro uomini nel giardino della sua abitazione di Gheddafi a Zintan. L’avvocato ha aggiunto all’agenzia Associated France Press che la sicurezza del suo assistito era compromessa da tempo e che già pochi giorni fa erano emersi dei problemi per la sua incolumità. Il consigliere politico di Saif, Abdullah Othman, ha definito l’omicidio come un atto di tradimento e ha chiesto l’apertura di un’inchiesta. Anche Mohammed Abdulmuttalib al-Huni, ex consigliere del defunto, ha rincarato la dose su Facebook definendo l’accaduto come l’opera di una “mano del tradimento” che ha colpito un uomo che “sognava la rinascita della Libia”.

I collaboratori lo definivano “un riformista”, Saif al-Islam Gheddafi aveva 53 anni. Secondo figlio del Colonnello che aveva governato con pugno duro e da battitore libero sullo scacchiere internazionale, era una figura controversa della politica in Libia. Si era formato in nel Regno Unito, dove aveva conseguito un dottorato presso la London School of Economics. Al ritorno in Libia aveva promosso iniziative di apertura politica e sociale, tra cui il rilascio di detenuti politici, nell’ambito del progetto noto come “Libia del domani”. Aveva guadagnato notorietà come erede politico del padre negli anni 2000 ma con l’esplosione delle Primavere Arabe era diventato uno dei principali bersagli dei rivoltosi.

Era stato catturato nel 2011 nel deserto, nei pressi di Bani Walid, durante la rivolta che aveva rovesciato il regime del padre. Era stato condannato a morte in contumacia da un tribunale nazione per i crimini commessi durante le proteste ed era ricercato anche dalla Corte Penale Internazionale per crimini contro l’umanità. Era stato rilasciato nel 2017 per una legge di amnistia generale approvata dalla Camera dei Rappresentanti di Tobruk. Aveva provato la scalata politica candidandosi alle elezioni presidenziali del 2021: era stato escluso dal voto dall’Alta Commissione Elettorale, l’organo che dovrebbe supervisionare il voto, prima che quelle elezioni venissero annullate dopo lo scioglimento dei comitati elettorali.

Aveva comunque conservato un seguito significativo in alcune aree tribali e nel sud della Libia. La 444esima Brigata di Combattimento, milizia affiliata alle forze di governo di Tripoli, ha negato qualsiasi coinvolgimento che era stato invece ipotizzato dal Libya Observer. La Libia resta ancora oggi spaccata tra il Governo di Unità Nazionale di Tripoli guidato da Abdulhamid Dabaiba e il campo orientale del generale Khalifa Haftar. Gheddafi figlio rappresentava un terzo polo, rappresentativo dei cosiddetti “verdi” dell’area gheddafiana.

“Un team investigativo che include medici legali ed esperti in balistica, impronte digitali, tossicologia e altri ambiti tecnico scientifici, si è recata sul posto e ha proceduto all’esame del corpo. La verifica, aggiunge l’ufficio del procuratore generale, ha stabilito che la vittima è morta in seguito a ferite da arma da fuoco”. La procura precisa che la fase successiva delle indagini riguarderà “la ricerca e le analisi delle prove, l’identificazione dei sospetti e la formalizzazione degli atti necessari per l’eventuale avvio dell’azione penale”.

4 Febbraio 2026

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