Il ricorso dei "volenterosi"

Intercettazioni da abolire, Nordio annuncia la riforma: “Eliminare questa vergogna”

I giudici dovranno pronunciarsi sulla richiesta di annullare la deliberazione del Cdm sulla data del voto. Il ministro: “Ricorso inutile”.

Giustizia - di Angela Stella

18 Gennaio 2026 alle 15:47

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Foto Mauro Scrobogna / LaPresse
Foto Mauro Scrobogna / LaPresse

Si terrà il 27 gennaio l’udienza camerale al Tar sulla richiesta di annullamento della deliberazione del Cdm e del conseguente decreto del Presidente della Repubblica, con cui è stata decisa la data del referendum costituzionale sulla separazione delle carriere per il 22 e 23 marzo, presentata dagli avvocati Pietro Adami e Carlo Contaldi La Grotteria per conto dei 15 “volenterosi”. La decisione è attesa già per il giorno successivo.

Ma il Ministro della Giustizia Carlo Nordio è convinto del risultato, come ha spiegato a margine della presentazione ieri alla Camera del suo libro Una nuova giustizia (Guerini editore): “non credo vengano accolti. Da un punto di vista tecnico il ricorso è inutile perché la Costituzione prevede condizioni alternative: raccolta firme, iniziativa parlamentare o dei consigli regionali. Quando ce n’è una, le altre diventano superflue. Anche perché il quesito non si può cambiare”. A lui ha replicato il portavoce dei 15 ‘volenterosi’, l’avvocato Carlo Guglielmi:Nordio ha dichiarato che non “teme” il ricorso. E fa bene. Un processo rientra nella normalità repubblicana e ciò di cui occorre avere paura non è il rischio che le proprie tesi vengano accolte o respinte ma solo se chi dovrà decidere non senta adeguatamente tutelata la propria autonomia di giudizio. Il fatto quindi che il Ministro si sia un poco tranquillizzato ed abbia abbandonato i timori che lo hanno sin qui contraddistinto è un‘ottima notizia per tutti”.

Intanto le firme sono giunte a 448 mila, pari all’89% del totale. Quindi l’obiettivo sarà facilmente raggiunto prima della scadenza del 30 gennaio. Tuttavia Debora Serracchiani, responsabile giustizia del Partito democratico, ha tenuto a ribadire: “In attesa che il tribunale amministrativo si pronunci è importante firmare e continuare a far firmare. Raggiungere 500mila firme significa costituire il comitato promotore, significa avere spazi per informare, significa avere spazi sui media e significa soprattutto poter mettere i cittadini italiani nelle condizioni di esprimere un voto libero, consapevole e informato”. Comunque sempre ieri Nordio ha dichiarato: “Io sono rispettoso di tutte le posizioni, come è ovvio, il dissenso è il sale della democrazia. Sono solo disgustato quando alcune, soprattutto da parte di alcuni magistrati, arrivano alla volgarità di accusarci di piduismo e di realizzazione del progetto di Gelli” e ha annunciato una riforma delle intercettazioni: “Stiamo lavorando per ridurre se non eliminare questa vergogna. Le comunicazioni sono inviolabili”.

Nella campagna referendaria scende ancora in campo “Chi Accusa Non Giudica, Comitato per il Giusto Processo” che sostiene con “determinazione” il Sì al referendum sulla giustizia. Il comitato, fondato tra gli altri da Gabriele Elia, vittima di un’ingiusta detenzione, è stato presentato sempre ieri mattina nella sala stampa della Camera, alla presenza dell’ex senatore del Pd, Stefano Esposito, vicepresidente del comitato, dell’ex sottosegretario alla Giustizia, Luigi Vitali, della ex senatrice Francesca Scopelliti, compagna di Enzo Tortora, di Francesca Pascale, attivista per i diritti civili e portavoce del comitato e dell’ex magistrato, Luca Palamara. Sempre ieri e sempre alla Camera il deputato di Forza Italia Enrico Costa ha presentato il libro “‘Alle 4 del mattino, storie di vite stravolte”, una pubblicazione-rassegna stampa di 100 casi di ingiuste detenzioni, curata dallo stesso parlamentare.

“Perchè questo titolo? Perché le 4 del mattino ricorrono nella stragrande maggioranza dei casi. Ti piombano in casa a quell’ora e la vita è stravolta”. “Ho calcolato – ha detto Costa – che dal 1992 ad oggi gli innocenti arrestati e poi assolti siano stati almeno 100mila. Perchè alle 32.262 persone che hanno ottenuto dallo Stato la riparazione per ingiusta detenzione, bisogna aggiungere gli innocenti che il risarcimento se lo sono visti respingere per una giurisprudenza vergognosa che rigetta oltre il 50% delle domande E a tutti costoro vanno aggiunti, e sono tantissimi, gli innocenti che la domanda di risarcimento neanche l’hanno presentata, per le ragioni più svariate E soprattutto, chi sbaglia non paga mai”.

18 Gennaio 2026

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