Il Pontefice conferma le aperture di Bergoglio

La lezione di Papa Leone XIV ai reazionari Usa: no a crociate contro gay e Islam

Nell’intervista peruviana il Papa resta prudente su donne nella Chiesa, Gaza e persone lgbt, ma allo stesso tempo conferma le aperture di Francesco

News - di Fabrizio Mastrofini

21 Settembre 2025 alle 13:00

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Foto Vatican Media/LaPresse
Foto Vatican Media/LaPresse

Papa Leone XIV scopre le carte di una linea prudente. La pubblicazione in Perù della sua biografia e dell’intervista esclusiva che l’accompagna, apre ora una prospettiva sul governo del pontefice, sulle sue intenzioni, sulle riforme che non farà.

Sulla questione Lgbt, la Chiesa continua ad essere aperta, come diceva papa Francesco, però “trovo altamente improbabile, certamente nel prossimo futuro, che la dottrina della Chiesa, in termini di ciò che insegna sulla sessualità, ciò che la Chiesa insegna sul matrimonio, cambierà”. “Ho già parlato di matrimonio, come ha fatto Papa Francesco quando era Papa, di una famiglia composta da un uomo e una donna in un impegno solenne, benedetti nel sacramento del matrimonio. Ma anche solo dirlo, capisco che alcuni lo prenderanno male”. Niente spiragli per il diaconato alle donne. “Al momento non ho intenzione di cambiare l’insegnamento della Chiesa sull’argomento” anche perché “ci sono parti del mondo che non hanno mai veramente promosso il diaconato permanente, e questo di per sé è diventato una domanda: perché dovremmo parlare di ordinare donne al diaconato se il diaconato stesso non è ancora adeguatamente compreso, sviluppato e promosso all’interno della Chiesa?”.

Sul capitolo abusi c’è molto da lavorare. “Ci vorrà ancora tempo perché le vittime devono essere trattate con grande rispetto e con la consapevolezza che coloro che hanno subito ferite molto profonde a causa degli abusi, a volte le portano con sé per tutta la vita”. Ma anche, aggiunge, uno dei fattori che complica la situazione, e su cui le persone stanno iniziando a parlare sempre di più, è che anche gli accusati hanno dei diritti e molti di loro credono che tali diritti non siano stati rispettati. Sulla politica Usa verso i migranti qualcosa sta cambiando. Il Papa reputa “molto significativa” la lettera inviata da papa Francesco ai vescovi Usa a inizio anno, chiedendo loro di intervenire. “E alcuni sono stati abbastanza coraggiosi da seguire l’indicazione. Penso che questo approccio, in generale, sia migliore, ovvero che mi impegni principalmente con i vescovi”, piuttosto che intervenire sulla questione direttamente come Papa”. Con una chiosa: “gli Stati Uniti sono un attore potente a livello mondiale, dobbiamo riconoscerlo, e a volte le decisioni vengono prese più in base all’economia che alla dignità umana”, anche se sulla situazione in Medio Oriente gli stessi Stati Uniti non sono in grado di fermare il governo israeliano. Ma “in qualche modo, dobbiamo continuare a insistere, per cercare di apportare un cambiamento”.

Il tono rassicurante di papa Leone XIV si inserisce nel tentativo di smorzare la polarizzazione ecclesiale molto forte negli Usa, che si ripropone ciclicamente e alcuni giorni fa è schizzata in alto dopo l’udienza al gesuita James Martin, capofila nella pastorale verso il mondo Lgbtq. Dopo l’uccisione di Charlie Kirk, il mondo evangelico ha ripreso grande visibilità nel chiedere un ritorno ai valori cristiani nella vita pubblica. E i media conservatori cattolici hanno ripreso fiato, hanno intervistato il cardinale Mueller, già in prima fila tra gli oppositori di papa Francesco, che chiede di tornare alla messa in latino, all’ostracismo verso l’Islam e il mondo Lgbtq. Né mancano le forti spinte affinché Leone XIV sconfessi apertamente il suo predecessore, che la Chiesa Usa e i tradizionalisti non hanno mai bene compreso.

21 Settembre 2025

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