La "decana delle paste"

Quando l’Italia era il paese della Luisona: Stefano Benni e il racconto dei bar e della provincia nell’indimenticabile “Bar Sport”

Quella pastarella era il simbolo di un microcosmo scalcagnato e affascinante che forgiò l'immaginario dello scrittore morto a 78 anni. "Adesso che ti ho trovato te lo posso dire: sono 40 anni che mi stai sui co****ni". Ma quel dolce era magico

Cultura - di Redazione Web

9 Settembre 2025 alle 18:25

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Foto Piero Cruciatti / LaPresse 24-03-2016 Milano, Italia Cronaca 90esimo compleanno di Dario Fo al Piccolo Teatro di Milano Nella foto: Stefano Benni Photo Piero Cruciatti / LaPresse 24-03-2016 Milano, Italy Cronaca 90th Birthday of Dario Fo at Piccolo Teatro In the Photo: Stefano Benni
Foto Piero Cruciatti / LaPresse 24-03-2016 Milano, Italia Cronaca 90esimo compleanno di Dario Fo al Piccolo Teatro di Milano Nella foto: Stefano Benni Photo Piero Cruciatti / LaPresse 24-03-2016 Milano, Italy Cronaca 90th Birthday of Dario Fo at Piccolo Teatro In the Photo: Stefano Benni

Decana delle pastarelle e simbolo dello stesso Bar Sport, un luogo mitico e familiare dal Nord e Sud Italia che fece conoscere e rese celebre e amato Stefano Benni, il romanziere e umorista, sceneggiatore e poeta morto oggi a 78 anni, malato da tempo, amato da almeno una cinquantina d’anni, da quando appunto pubblicò quel romanzo che non ha soltanto forgiato l’immaginario del suo autore ma anche restituito quello scalcagnato e magico della provincia italiana spesso dimenticata ma non per questo meno affascinante delle grandi città. E che nella “decana delle paste” era riflesso, rappresentato.

Bar Sport era il primo romanzo di Benni, pubblicato nel 1976: il racconto di un microcosmo di provincia, riassunto dell’Italia appassionata e caciarona, un’umanità improvvisata e socievole sempre con un bicchiere in mano, la chiacchiera sulla partita e sulla politica, il discorso su qualsiasi piccolo o massimo sistema dell’universo-mondo, la sfida al biliardino, i virtuosi del flipper, i fissati del juke-box. Si agitavano su quel palcoscenico pittoresco e grottesco, familiare e inedito i personaggi più strampalati e si raccontavano e si verificavano gli accadimenti più improbabili già pronti per diventare aneddoti. E su tutti e tutto vegliava la Luisona, la “decana di tutte le paste”. Una “pastona bianca e nera, con sopra una spruzzata di quella bellissima granella in duralluminio che sola contraddistingue la pasta veramente cattiva”.

Era il dolce che nessuno comprava, immobile e intoccabile in vetrina da tempi immemori, diventato ormai un oggetto di culto e come tale raccontato, al tempo stesso presenza onnipresente e simulacro metaforico del bar stesso, una sineddoche zuccherosa. “Guardando il colore della sua crema i vecchi riuscivano a trarre le previsioni del tempo”, la descrizione nello stile che avrebbe reso Benni uno scrittore tradotto in una trentina di lingue. Quella reliquia esposta dal 1959 che nessuno aveva osato mangiare venne mangiata da un ignaro rappresentate di Milano di passaggio. Subito si sparse la voce: “Hanno mangiato la Luisona!”. Quell’ignaro rappresentante venne “trovato appena un’ora dopo, nella toilette di un autogrill di Modena, in preda ad atroci dolori. La Luisona si era vendicata”.

A Bar Sport fece seguito nel 1997 Bar Sport Duemila, nel quale compariva una sorta di erede della leggendaria Luisona: la Palugona, una torta tipica del paese immaginario di Monzurlo. La Luisona avrebbe continuato a vivere nell’immaginario collettivo e anche nelle fantasie letterarie di altri scrittori, seppur in altra forma e altra pasta zuccherosa, per l’appunto. Nel 2016, Feltrinelli Editore, per celebrare la pubblicazione di un’edizione speciale di Bar Sport, pubblicò un video in cui si verificava l’incontro tra Benni e la mitica “decana delle paste”.

E lo scrittore che rivelava: “L’ho travata, erano 40 anni che la cercavo. Qualcuno diceva che era in un bar in Costa Rica, qualcun altro che si era travestita da panettone e si trovava a Milano, qualcuno che era stata mangiata. Adesso che ti ho trovato te lo posso dire: sono 40 anni che mi stai sui co****ni, io ho scritto decine di libri ma per migliaia di lettori io sono ‘quello della Luisona’”. Un video umoristico, auto-ironico, nello stile dello scrittore che infine rivelava che il rappresentante di Milano era “l’eletto da dio, che per 20 anni ha massacrato il Paese. Abbiamo scoperto che a mangiarla fu lui, perché la Luisona o ti uccide o ti dà un grande potere”. Era magica insomma, la leggendaria Luisona.

9 Settembre 2025

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