Aveva 78 anni

È morto Stefano Benni: addio allo scrittore indefinibile, autore di “Bar Sport” e de “La compagnia dei Celestini”

I suoi libri tradotti in oltre 30 lingue. Aveva collaborato con riviste come "L’Espresso", "Panorama", "Linus", "Repubblica" e "Il Manifesto". Si era ritirato da anni a vita privata a causa di una grave malattia

Cultura - di Redazione Web

9 Settembre 2025 alle 11:09

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Foto Piero Cruciatti / LaPresse 24-03-2016 Milano, Italia Cronaca 90esimo compleanno di Dario Fo al Piccolo Teatro di Milano Nella foto: Stefano Benni Photo Piero Cruciatti / LaPresse 24-03-2016 Milano, Italy Cronaca 90th Birthday of Dario Fo at Piccolo Teatro In the Photo: Stefano Benni
Foto Piero Cruciatti / LaPresse 24-03-2016 Milano, Italia Cronaca 90esimo compleanno di Dario Fo al Piccolo Teatro di Milano Nella foto: Stefano Benni Photo Piero Cruciatti / LaPresse 24-03-2016 Milano, Italy Cronaca 90th Birthday of Dario Fo at Piccolo Teatro In the Photo: Stefano Benni

Con le sue storie spesso comiche, ambientate in contesti fantastici e magici, frutto di invenzioni linguistiche e narrative Stefano Benni era diventato uno degli scrittori italiani più amati, conosciuti e letti degli ultimi decenni. È morto a 78 anni. Si era ritirato da anni a vita privata, era malato da tempo. L’anno il critico e fondatore di riviste Goffredo Fofi, morto lo scorso luglio, aveva scritto sulla rivista online Lucy che Benni da tempo non riusciva più a comunicare.

Carriera lunghissima, quella di Benni. “Benni nasce nel 1947 a Bologna ma la sua infanzia è sulle montagne dell’Appennino, dove fa le prime scoperte letterarie, erotiche e politiche” aveva scritto di sé stesso sul suo blog”. Lo avevano soprannominato Lupo. “Per l’abitudine di girare di notte ululando insieme ai miei sette cani”. Aveva ammesso in un’intervista a Repubblica di aver inventato gran parte della sua biografia. “È un modo di difendere la mia privatezza”.

È stato romanziere, poeta, umorista, drammaturgo, sceneggiature per il cinema. Intensa anche la sua collaborazione con giornali e riviste come L’Espresso, Panorama, Linus, Repubblica e Il Manifesto. I suoi libri sono stati tradotti in oltre trenta lingue. Ha scritto molti romanzi di successo come Bar Sport, Margherita Dolcevita, Elianto, Terra!, La compagnia dei celestini. Blues in sedici il suo preferito. Nel 2012 aveva debuttato al Festival di Spoleto alla regia teatrale con Le Beatrici, tratto da un suo testo, l’anno successivo aveva diretto e interpretato Il poeta e Mary. A teatro aveva lavorato con Dario Fo, Franca Rame e Angela Finocchiaro.

Benni è stato anche autore televisivo, tra le sue collaborazioni più importanti quella con un giovane Beppe Grillo per cui era battutista. “Non mi piace il restringimento simbolico e culturale che le parole sinistra e destra hanno subito, fino a immiserirsi, pietrificate in risse e slogan elettorali – aveva detto in un’intervista a Repubblica – Non è vero che non hanno più senso, non lo cercano più. Per un pugno di voti sembrano dimenticare la loro parte migliore, la complessità e le contraddizioni, che hanno accompagnato la loro storia. Nella parola sinistra ci sono totalitarismi ma anche grandi battaglie per la libertà, ci sono sacrifici e lotte sacrosante, opportunismi e tradimenti”.

Fu lui a proporre alla sua casa editrice, Feltrinelli, di pubblicare lo scrittore francese Daniel Pennac, suo grande amico. I due per anni avrebbero presentati i libri dell’altro. Grazie! di Pennac è dedicato a Benni. Nel 2018 rifiutò il premio Vittorio De Sica, attribuito a personalità italiane e straniere nel mondo delle arti, in protesta contro i tagli a cultura e scuola del governo Renzi. La sua vita era stata raccontata in un documentario biografico, presentato nell’ottobre del 2018 al Festival del Cinema di Roma, intitolato Le avventure del Lupo – La storia quasi vera di Stefano Benni, diretto da Enza Negroni.

L’annuncio della morte di Stefano Benni

“Sono il figlio di Stefano. È con grande dispiacere che devo dare notizia della scomparsa di mio padre – si legge in un post sui social – Era affetto da tempo da una grave malattia che lo aveva tenuto lontano dalla vita pubblica. Su questa pagina daremo più avanti informazioni su come si svolgeranno le esequie. Una cosa che Stefano mi aveva detto più volte è che gli sarebbe piaciuto che la gente lo ricordasse leggendo ad alta voce i suoi racconti. Come alcuni di voi sapranno, Stefano era molto affezionato al reading come forma artistica, lettura ad alta voce – spesso accompagnato da musicisti. Quindi, se volete ricordarlo, vi invito in questi giorni a leggere le opere di Stefano che vi stanno più a cuore a chi vi sta vicino, ad amici, figli, amanti e parenti. Sono sicuro che, da lassù, vedere un esercito di lettori condividere il loro amore per ciò che ha creato gli strapperebbe sicuramente una gran risata. Grazie”.

9 Settembre 2025

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