Il riconoscimento della Francia

Perché Macron ha riconosciuto la Palestina, Trump sprezzante: “Quel che dice non conta”

L’esercito di Tel Aviv nega d’aver affamato la Striscia: “non c’è carestia” ok ai lanci di cibo su Gaza. Arrestato Gran Muftì di Gerusalemme

Esteri - di Umberto De Giovannangeli

26 Luglio 2025 alle 09:00

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Ludovic Marin/Pool via AP


ASSOCIATED PRESS / LAPRESSE
ONLY ITALY AND SPAIN
Ludovic Marin/Pool via AP ASSOCIATED PRESS / LAPRESSE ONLY ITALY AND SPAIN

Per una volta almeno, Vive la France. La Francia riconoscerà lo Stato di Palestina in occasione dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite, che si terrà a settembre a New York.

«Fedele al suo impegno storico per una pace giusta e duratura in Medio Oriente, ho deciso che la Francia riconoscerà lo Stato di Palestina. Ne farò l’annuncio solenne all’Assemblea generale delle Nazioni Unite, nel prossimo mese di settembre», scrive il capo dello Stato francese Emmanuel Macron su X e Instagram. E aggiunge: «L’urgenza oggi è che cessi la guerra a Gaza e che la popolazione civile sia soccorsa. La pace è possibile. Occorre immediatamente un cessate il fuoco, la liberazione di tutti gli ostaggi e un aiuto umanitario massiccio alla popolazione di Gaza. Bisogna anche garantire la smilitarizzazione di Hamas, proteggere e ricostruire Gaza. Bisogna infine costruire lo Stato di Palestina, assicurarne la vitalità e permettere che, accettando la sua smilitarizzazione e riconoscendo pienamente Israele, esso partecipi alla sicurezza di tutti in Medio Oriente. Non ci sono alternative. I francesi vogliono la pace in Medio Oriente. Spetta a noi francesi, insieme agli israeliani, ai palestinesi, ai nostri partner europei e internazionali, dimostrare che è possibile. Alla luce degli impegni che il Presidente dell’Autorità palestinese ha assunto nei miei confronti, gli ho scritto la mia determinazione ad andare avanti. Fiducia, chiarezza e impegno. Vinceremo la pace».

Durissima la reazione di Tel Aviv. Il primo ministro Benjamin Netanyahu ha dichiarato di «condannare fermamente la decisione del presidente Macron di riconoscere uno Stato palestinese in seguito al massacro del 7 ottobre». In una dichiarazione rilasciata dal suo ufficio, Netanyahu afferma che «premia il terrore e rischia di creare un altro rappresentante dell’Iran, proprio come è successo a Gaza. Uno stato palestinese in queste condizioni sarebbe un trampolino di lancio per annientare Israele, non per vivere in pace al suo fianco». «Sia chiaro: i palestinesi non cercano uno Stato accanto a Israele. Cercano uno Stato al posto di Israele», aggiunge il premier. «Gli Stati Uniti respingono fermamente il piano» del presidente francese «Emmanuel Macron di riconoscere uno Stato palestinese all’Assemblea generale delle Nazioni Unite», afferma il segretario di Stato americano Marco Rubio. «Questa decisione sconsiderata non fa che alimentare la propaganda di Hamas e ostacola la pace. È uno schiaffo in faccia alle vittime del 7 ottobre», aggiunge Rubio su X. Più soft il commento di Trump: «Quello che dice non importa, non ha alcun peso». Così si è espresso il presidente Usa sulla decisione di Emmanuel Macron di riconoscere lo Stato di Palestina. Ma «è un bravo ragazzo», ha aggiunto.

Riconoscendo lo Stato di Palestina, la Francia non ricompensa Hamas, come accusano i detrattori della decisione annunciata dal presidente Emmanuel Macron, ma anzi dà loro ‘’torto’’: è quanto dichiarato dal ministro francese degli Esteri, Jean-Noel Barrot. In un messaggio pubblicato su X, il capo della diplomazia d’Oltralpe ricorda che ‘’Hamas ha sempre rifiutato la soluzione a due Stati. Riconoscendo la Palestina, la Francia dà torto ad un movimento terrorista. E dà ragione al campo della pace contro quello della guerra’’. Con Parigi si schiera Madrid. «Celebro che la Francia si unisca alla Spagna e ad altri Paesi europei nel suo riconoscimento dello Stato di Palestina». Con questo messaggio su X, il premier spagnolo, Pedro Sánchez, ha salutato l’annuncio del presidente francese. «Tutti noi dobbiamo proteggere quello che Netanyahu sta cercando di distruggere», scrive Sánchez nel messaggio. «La soluzione dei due Stati è l’unica soluzione», conclude nel testo con cui ha condiviso la lettera inviata da Macron al presidente palestinese. «Quello che è accaduto ieri (giovedì, ndr) con la dichiarazioni del ministro israeliano su deportazione e colonizzazione di Gaza è inaccettabile, questi crimini vanno fermati», ha affermato la segretaria del Partito democratico Elly Schlein. Intervenendo a un convegno sul lavoro, la leader dem è tornata sulla crisi in Medio Oriente per esprimere soddisfazione per la decisione della «Francia che finalmente ha deciso di riconoscere lo Stato di Palestina». «Dobbiamo ottenere che anche l’Italia lo riconosca», ha detto Schlein giudicando «incomprensibili le dichiarazioni del ministro Tajani» sulla soluzione due popoli due Stati: «Uno Stato – ha sottolineato – già esiste; perciò, riconoscere l’altro è un passo necessario per contribuire al percorso di pace».

Resta l’immane tragedia di Gaza (59.676 morti e 143.965 feriti). «Non riesco a spiegare il livello di indifferenza e inazione che vediamo da parte di troppe persone nella comunità internazionale: la mancanza di compassione, la mancanza di verità, la mancanza di umanità». Con queste parole, il segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, ha criticato duramente coloro che ignorano la sofferenza dei palestinesi affamati nella Striscia di Gaza durante un discorso in videocollegamento all’assemblea globale di Amnesty International. La situazione nella Striscia è una «crisi morale che mette alla prova la coscienza globale», ha aggiunto. Da aprile, a Gaza 80 bambini sono morti per malnutrizione, denuncia l’Unicef. Dal 7 Ottobre 2023, sempre secondo l’Unicef, sono oltre 50mila i bambini palestinesi uccisi o feriti. A gettare altra benzina sul fuoco è quanto avvenuto ieri a Gerusalemme. L’agenzia di stampa palestinese Wafa riporta che le forze israeliane hanno arrestato ieri il Gran Muftì di Gerusalemme e della Palestina, il predicatore della moschea di Al-Aqsa, lo sceicco Mohammad Hussein, all’interno dei cortili della moschea nella Gerusalemme occupata. Lo rende noto il Dipartimento per le dotazioni islamiche, secondo cui lo sceicco Muhammad Hussein è stato arrestato dopo la preghiera del venerdì ed è stato portato alla Porta Mughrabi della Città Vecchia di Gerusalemme.

26 Luglio 2025

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