Acque marroni
Napoli, perché il mare di Posillipo diventa una fogna dopo la pioggia: le immagini da Marechiaro a Trentaremi passando per la Gaiola
L'impianto e i tubi di scarico che danneggiano l'ambiente. Le segnalazioni e le denunce
Ambiente - di Redazione Web
Troppa pioggia che ha causato il sovraccarico dell’impianto fognario che ha scaricato in mare le acque reflue. Ecco cosa è accaduto per l’ennesima volta a Posillipo rendendo il mare marrone da Mergellina fino a Trentaremi, passando per Marechiaro e la Gaiola. Proprio la pagina Facebook ‘CSI Gaiola Onlus‘ ha pubblicato un post di denuncia: “Ecco la situazione ora nella Zona Speciale di Conservazione Europea Gaiola-Nisida… avvilente. Non degna di una città europea… non degna del XXI Secolo…e la cosa ancora più indegna é che é stato progettato ed approvato il raddoppio di questo scarico, invece di eliminarlo“.
Perché il mare di Posillipo a Napoli diventa marrone dopo la pioggia
Sempre sui social il manager della biodiversità Roberto Braibanti ha consigliato di non fare il bagno nel mare di Posillipo per almeno cinque giorni per poi lanciare una petizione su Change.org dal nome: “NO a nuovi scarichi fognari nella Zona Speciale di Conservazione Natura 2000 Gaiola-Nisida“. Ecco cosa ha scritto il professionista: “Perché -se non piove più- più o meno questo sarà il tempo necessario al mare per smaltire tutti colibatteri fecali che questa pioggia gli ha sversato stamattina dopo la pioggia, tramite il troppo pieno fognario di cala badessa“.
Il problema dello scarico delle fogne
Questo invece il post pubblicato sulla pagina ‘Mare libero e gratuito‘: “Evitiamo di immergerci nelle acque del nostro golfo per qualche giorno. A seguito delle precipitazioni odierne, gli impianti di sollevamento fognario di Napoli sono andati in sovraccarico, riversando in mare reflui non trattati. La direttiva 91/271/CEE impone agli Stati membri sistemi di raccolta e depurazione con trattamenti secondari (rimozione di sostanze organiche biodegradabili) e terziari (rifinitura delle acque) prima dello scarico in mare. L’Italia ha cumulato quattro procedure di infrazione (2004, 2009, 2014, 2024) e dal 2018 versa:
– 25 milioni di euro di multa una tantum, più
– 30 milioni ogni semestre di ritardo nel mettere in regola oltre 100 agglomerati urbani, tra cui Napoli!
Il post sulla pagina Facebook ‘Mare libero e gratuito Napoli’
È stimato che il Comune di Napoli stia pagando circa 25 000 € al giorno per continuare a scaricare reflui non depurati nel golfo, soldi di tutti noi, i contribuenti. Aumentano i livelli di coliformi fecali e batteri patogeni, mettendo a repentaglio i bagnanti. Inoltre l’eccesso di azoto e fosforo favorisce fioriture algali (classico mare verde), sottraendo ossigeno alle specie marine.
Mentre l’ARPAC si attiene scrupolosamente ai campionamenti calendarizzati per monitorare la qualità delle acque urbane, il sindaco, distratto dai grandi eventi e dagli eventi mediatici, trascura la salute pubblica degli abitanti e dei turisti di Napoli.
Il focus sull’immagine della città, tra festival, concerti e appuntamenti internazionali, ha portato a trascurare interventi basilari per il benessere collettivo, lasciando in secondo piano la prevenzione di criticità ambientali e sanitarie. L’unica grande opera realmente da pianificata è l’ammodernamento dell’infrastruttura fognaria, con la divisione delle reti di raccolta di acque bianche e nere, sistemi di depurazione e programmi di riutilizzo delle acque trattate“.