Il Digital Markets Act (DMA)

L’Europa avvia indagini contro Meta, Google e Amazon: “Sospetta non conformità alla legge sui mercati digitali”

News - di Redazione Web - 25 Marzo 2024

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A pop-up message to choose a browser is displayed on the screen of an iPhone, in Brussels, Belgium, Wednesday March 6, 2024. Europeans this week will get new choices for default browsers and search engines. They’re part of changes required under the Digital Markets Act, a set of European Union regulations that six tech companies classed as “gatekeepers” — Amazon, Apple, Google parent Alphabet, Meta, Microsoft and TikTok owner ByteDance — will have to start following by midnight Wednesday. (AP Photo/Sylvain Plazy)
A pop-up message to choose a browser is displayed on the screen of an iPhone, in Brussels, Belgium, Wednesday March 6, 2024. Europeans this week will get new choices for default browsers and search engines. They’re part of changes required under the Digital Markets Act, a set of European Union regulations that six tech companies classed as “gatekeepers” — Amazon, Apple, Google parent Alphabet, Meta, Microsoft and TikTok owner ByteDance — will have to start following by midnight Wednesday. (AP Photo/Sylvain Plazy)

La Commissione Europea ha avviato una indagine per capire se i colossi del web, Apple, Alphabet (Google), meta e Amazon, stiano rispettando la nuova normativa europea sulla concorrenza nei mercati digitali. Se i sospetti dovessero essere confermati le aziende rischiano multe fino al 20% del fatturato.

Perché l’Europa ha avviato un’indagine su Alphabet, Apple, Meta e Amazon

La Commissione europea ha avviato indagini per non conformità ai sensi del Digital Markets Act (DMA) sulle regole di Alphabet sullo sterzo in Google Play e sull’auto-preferenza su Ricerca Google, sulle regole di Apple sullo sterzo nell’App Store e sulla schermata di scelta per Safari e Meta’s “modello di pagamento o consenso”. La Commissione sospetta che le misure messe in atto da questi guardiani non siano in grado di garantire l’effettivo rispetto degli obblighi previsti dalla DMA. Inoltre, la Commissione ha avviato indagini relative alla nuova struttura tariffaria di Apple per gli app store alternativi e alle pratiche di classificazione di Amazon sul suo mercato. Infine, la Commissione ha ordinato ai gatekeeper di conservare alcuni documenti per monitorare l’effettiva attuazione e il rispetto dei loro obblighi.

Gli obblighi relativi all’App Store

Secondo quanto riportato da LaPresse, la Commissione ha avviato un procedimento per valutare se le misure attuate da Alphabet e Apple in relazione ai loro obblighi relativi agli app store violano la DMA. L’articolo 5, paragrafo 4, del DMA impone ai gatekeeper di consentire agli sviluppatori di app di “orientare” i consumatori verso offerte esterne agli app store dei gatekeeper, gratuitamente. La Commissione teme che le misure di Alphabet e Apple potrebbero non essere pienamente conformi poiché impongono varie restrizioni e limitazioni. Questi limitano, tra l’altro, la capacità degli sviluppatori di comunicare e promuovere liberamente offerte e di concludere direttamente contratti, anche imponendo vari oneri.La Commissione ha avviato un procedimento contro Alphabet, per determinare se la visualizzazione da parte di Alphabet dei risultati di ricerca di Google possa portare ad auto-preferenze in relazione ai servizi di ricerca verticale di Google (ad esempio, Google Shopping; Google Voli; Google Hotels) rispetto a servizi concorrenti simili.La Commissione teme che le misure di Alphabet attuate per conformarsi alla DMA possano non garantire che i servizi di terzi presenti nella pagina dei risultati di ricerca di Google siano trattati in modo equo e non discriminatorio rispetto ai servizi di Alphabet.

Rispetto da parte di Apple degli obblighi di scelta dell’utente La Commissione ha avviato un procedimento contro Apple in merito alle misure adottate per conformarsi agli obblighi di consentire agli utenti finali di disinstallare facilmente qualsiasi applicazione software su iOS, modificare facilmente le impostazioni predefinite su iOS e fornire agli utenti schermate di scelta che devono consentire loro in modo efficace e semplice di selezionare un servizio predefinito alternativo, come un browser o un motore di ricerca sui propri iPhone. La Commissione teme che le misure di Apple, inclusa la progettazione della schermata di scelta del browser web, possano impedire agli utenti di esercitare realmente la loro scelta di servizi all’interno dell’ecosistema Apple.

Il modello “paga o acconsenti” di Meta

Il modello “paga o acconsenti” di Meta. Infine, la Commissione ha avviato un procedimento contro Meta per indagare se il modello “paga o consensi” recentemente introdotto per gli utenti nell’UE sia conforme all’articolo 5, paragrafo 2, del DMA che impone ai gatekeeper di ottenere il consenso degli utenti quando intendono combinare o utilizzare in modo incrociato i propri dati personali tra diversi servizi principali della piattaforma.La Commissione teme che la scelta binaria imposta dal modello “paga o acconsenti” di Meta possa non fornire una vera alternativa nel caso in cui gli utenti non acconsentano, non raggiungendo così l’obiettivo di prevenire l’accumulo di dati personali da parte dei gatekeeper.

Amazon potrebbe far preferire i prodotti del proprio marchio sullo Store

La Commissione sta inoltre adottando altre misure investigative per raccogliere fatti e informazioni per chiarire se: Amazon potrebbe preferire i prodotti del proprio marchio sull’Amazon Store. La nuova struttura tariffaria di Apple e altri termini e condizioni per app store alternativi e distribuzione di app dal web (sideloading) potrebbero vanificare lo scopo dei suoi obblighi. La Commissione ha inoltre adottato cinque ordini di conservazione indirizzati ad Alphabet, Amazon, Apple, Meta e Microsoft, chiedendo loro di conservare documenti che potrebbero essere utilizzati per valutare la loro conformità agli obblighi DMA, in modo da preservare le prove disponibili e garantire un’applicazione efficace. Infine, la Commissione ha concesso a Meta una proroga di 6 mesi per ottemperare all’obbligo di interoperabilità (articolo 7 DMA) per Facebook Messenger. La decisione fa seguito ad una richiesta motivata presentata da Meta. Facebook Messenger rimane soggetto a tutti gli altri obblighi DMA.

25 Marzo 2024

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