La leader dem

Un anno di Schlein, dalle primarie all’Abruzzo il sondaggio sul Pd: sale il partito, scivola la segretaria

Il sondaggio YouTrend a un anno dalle primarie: la leader dem è più nota ma non più popolare. Elly Schlein tra contrasti interni, elezioni europee, campo largo e armocromia

Politica - di Redazione Web - 13 Marzo 2024

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La segretaria del Partito Democratico Elly Schlein durante la presentazione del prossimo congresso del Partito socialista europeo, Roma, giovedì 29 febbraio 2024 (Foto Roberto Monaldo / LaPresse) Secretary of the Democratic Party Elly Schlein during the presentation of the next congress of the Party of European Socialists, Rome, thursday 29 February 2024 (Photo by Roberto Monaldo / LaPresse)
La segretaria del Partito Democratico Elly Schlein durante la presentazione del prossimo congresso del Partito socialista europeo, Roma, giovedì 29 febbraio 2024 (Foto Roberto Monaldo / LaPresse) Secretary of the Democratic Party Elly Schlein during the presentation of the next congress of the Party of European Socialists, Rome, thursday 29 February 2024 (Photo by Roberto Monaldo / LaPresse)

Poco più di un anno fa Elly Schlein veniva eletta alle primarie del Partito Democratico. “Ancora una volta non ci hanno visto arrivare”, diceva citanto Lisa Levenstein, autrice di They didn’t see us coming – La storia nascosta del femminismo negli anni 90. La prima sfida era quella di tenere unito il Partito Democratico, la seconda quello di rilanciarlo dopo la sonora débâcle alle politiche del settembre 2022. A fare un punto sull’operato della segretaria è il sondaggio YouTrend pubblicato oggi.

Schlein, la prima segretaria dem ai tempi della prima Presidente del Consiglio donna, diventava ufficialmente segretaria del Partito Democratico il 12 marzo del 2023. Un risultato a sorpresa, che aveva ribaltato il favore dei pronostici e del voto degli iscritti a favore dello sfidante, governatore dell’Emilia Romagna, Stefano Bonaccini. Era finita 53,8% a 46,2%. Una sorpresa forse anche per la stessa Schlein.

Schlein prima segretaria donna del Pd

“Saremo un problema per il governo di Giorgia Meloni. Daremo un contributo a organizzare le opposizioni a difesa dei poveri, contro un governo che li colpisce, saremo a difesa della scuola pubblica nel momento in cui il governo tace davanti a una aggressione squadrista. Staremo a fare e barricate contro ogni taglio alla sanità”. Aveva detto Schlein nel suo discorso dopo la vittoria ai gazebo. È andata davvero così, quanto ci è riuscita?

Il sondaggio su Elly Schlein

Stando all’ultima Supermedia YouTrend/Agi il Partito Democratico è risalito nei sondaggi: oggi sarebbe al 20,1%. Alle politiche del 2022 aveva ottenuto il 19%. Il successo in Sardegna, dove i dem hanno appoggiato la candidata del Movimento 5 Stelle Alessandra Todde, è stato bilanciato dalla sconfitta del Campo ancora più Largo – perché appoggiato anche dai partiti dell’ex Terzo Polo, Azione di Carlo Calenda e Italia Viva di Matteo Renzi – in Abruzzo, dove è stato confermato il governatore uscente di centrodestra Marco Marsilio.

 

Rispetto ai primi sondaggi di YouTrend per SkyTG24, la percentuale di italiani che dichiara di avere fiducia in Schlein intanto è scesa in un anno dal 31% al 27%. Nel frattempo si è anche dimezzata la quota di coloro che dichiarano di non conoscerla. Uno dei picchi di attenzione su Schlein si era verificato dopo un’intervista in cui la segretaria confessava di far ricorso a una specialista di armocromia: apriti cielo, una risposta di poche righe in un’intervista lunghissima divenne un caso. A pesare anche tanti contrasti interni al partito. Tra questi quello con Vincenzo De Luca, il Presidente della Regione Campania, che non ha risparmiato nessuna occasione per colpire la segretaria, e con diverse fronde interne che in diverse fasi hanno fatto emergere malumori.

 

Secondo gli stessi sondaggi per negli ultimi 12 mesi la fiducia in Schlein è stata ben lontana da quella in Conte e Meloni, mantenendosi sempre sul livello di quella in Salvini, Berlusconi e Tajani. Il rischio per Schlein è quello di risultare accessoria, a rimorchio dell’ex premier ed “avvocato del popolo” Giuseppe Conte. E questo è valso per le battaglie sul salario minimo, sul reddito di cittadinanza, sulla linea in politica estera. Le opposizioni fanno fatica a unirsi a livello nazionale, discorso diverso a livello locale dove tra programmi e candidati è più possibile una sintesi anche se specifica, un’alleanza da discutere e costruire caso per caso insomma.

Al voto in Abruzzo, tuttavia, il Pd ha fatto registrare una performance all’altezza delle aspettative: una crescita importante dall’11% del 2019 a sostegno di Giovanni Legnini, passando per il 16,6% delle politiche del 2022, fino al 20,29% di domenica scorsa. Risultato positivo, per vincere però era necessario un exploit. Flop invece del M5s passato dal 19,7% con Sara Marcozzi nel 2019 al 7% di domenica scorsa.

Il futuro di Schlein e del Pd

Schlein però è convinta. “Io continuo a pensare che uniti si vince e che occorra testardamente costruire le ragioni dell’unità sui temi”, ha detto in una recente intervista a Il Corriere della Sera. “Ogni territorio ha una sua storia ma soprattutto là dove si è fatta opposizione insieme gli argomenti per stare insieme non mancano. Il Partito democratico continuerà a lavorare in questa direzione”.
Delle alleanze a livello nazionale se ne parlerà più avanti. Alle elezioni europee del prossimo giugno si voterà con il proporzionale, soglia di sbarramento al 4%. Un test per i partiti e per i loro leader.

 

13 Marzo 2024

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