La guerra Israele-Palestina

Biden stufo di Netanyahu, sì a due stati per fermare la guerra

Quella che viene definita la nuova «dottrina Biden» includerebbe anche il rafforzamento dei legami con l’Arabia Saudita insieme alla normalizzazione dei legami tra Riad e Israele, e il mantenimento di una dura posizione militare contro l’Iran e i suoi delegati.

Esteri - di Umberto De Giovannangeli - 2 Febbraio 2024

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Biden stufo di Netanyahu, sì a due stati per fermare la guerra

La pazienza è finita. “Sleepy Joe” si è svegliato. Alla grande. Ha capito che con Benjamin Netanyahu non c’è niente da fare e che una soluzione alla guerra di Gaza, che rischia sempre più di trasformarsi in un conflitto regionale, passa per una forzatura politica. E che forzatura: il riconoscimento di uno Stato palestinese.

A darne conto è il più autorevole giornalista di esteri americano: Thomas L.Friedman. L’amministrazione Usa si sta concentrando su una nuova dottrina per il Medio Oriente, che comporta una spinta senza precedenti per promuovere immediatamente la creazione di uno Stato palestinese smilitarizzato, scrive Friedman sul New York Times.

Il piano, secondo Friedman, «implicherebbe una qualche forma di riconoscimento da parte degli Stati Uniti di uno Stato palestinese smilitarizzato in Cisgiordania e Striscia di Gaza che potrebbe realizzarsi solo una volta che i palestinesi avessero sviluppato una serie di istituzioni definite e credibili e di capacità di sicurezza per garantire che questo stato era vitale e che non avrebbe mai potuto minacciare Israele».

Quella che viene definita la nuova «dottrina Biden» includerebbe anche il rafforzamento dei legami con l’Arabia Saudita insieme alla normalizzazione dei legami tra Riad e Israele, e il mantenimento di una dura posizione militare contro l’Iran e i suoi delegati. L’assalto di massa di Hamas del 7 ottobre in Israele sta «imponendo un ripensamento fondamentale sul Medio Oriente all’interno dell’amministrazione Biden», sostiene Friedman.

«Se l’amministrazione riuscisse a mettere insieme tutto ciò, un enorme `se´, la dottrina Biden potrebbe diventare il più grande riallineamento strategico nella regione dai tempi del trattato di Camp David del 1979», secondo Friedman.

La macchina diplomatica si è messa in moto. Il Dipartimento di Stato americano sta esaminando le opzioni per un possibile riconoscimento dello Stato palestinese. Lo riferisce Axios citando fonti informate secondo le quali il segretario di Stato Antony Blinken ha chiesto al suo team un’analisi di tutte le possibilità a disposizione degli Stati Uniti tra le quali: riconoscere lo Stato della Palestina; non usare il proprio veto per impedire al Consiglio di Sicurezza di ammettere la Palestina come stato membro dell’Onu; di incoraggiare altri paesi a riconoscere la Palestina.

D’altro canto, di fronte all’intransigenza manifestata da Netanyahu e dai ministri colonizzatori dell’ultradestra, quella del riconoscimento di uno Stato palestinese, per Biden sembra essere sempre più una strada obbligata. Se non intende far esplodere la polveriera mediorientale. E se vuole ritornare alla Casa Bianca. Quanto a “Bibi”, lui non attende altro che il ritorno alla presidenza del suo grande amico e sodale Donald Trump.

Anche per questo, nei suoi propositi c’è il prolungamento della guerra, a vari gradi d’intensità, fino al fatidico novembre 2024. Biden rischia di pagare caro il suo essere stato troppo filoisraeliano. La sinistra Dem, è da tempo in fermento, il rapporto con la comunità musulmana d’America è ai minimi storici, C’è bisogno di una svolta, netta, radicale. Lo Stato di Palestina.

2 Febbraio 2024

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