Lo stallo tra alleati

Netanyahu-Biden, l’ultima offerta Usa a Bibi: “Stato palestinese smilitarizzato”, in Israele piazze contro il governo

Esteri - di Carmine Di Niro - 21 Gennaio 2024

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Netanyahu-Biden, l’ultima offerta Usa a Bibi: “Stato palestinese smilitarizzato”, in Israele piazze contro il governo

Rapporti mai così tesi. Tra Israele e Stati Uniti, sin dalla nascita dello Stato ebraico il più grande alleato e sponsor del Paese, il conflitto è palese. Colpa delle posizioni di Benjamin Netanyahu, primo ministro di Tel Aviv che non cede di un millimetro sulle sue posizioni su un possibile Stato palestinese.

Posizioni irrigidite dopo il 7 ottobre, con l’attacco di Hamas in territorio israeliano che ha provato oltre mille vittime e soprattutto la sproporzionata reazione israeliana che ha praticamente demolito la Striscia di Gaza, con oltre 25mila vittime civili.

Di fronte al massacro a Gaza, l’amministrazione Usa di Joe Biden ha chiesto non solo di evitare le vittime civili, ma soprattutto di garantire in un futuro prossimo, quando l’operazione militare israeliana nella Striscia finirà, di creare un “nuovo” Stato palestinese.

La soluzione dei “due Stati”

Venerdì notte, dopo 27 giorni di silenzio, Biden e Netanyahu sono tornati a sentirsi in un colloquio telefonico di circa 40 minuti in cui da Washington si è reso noto la posizione di Israele non contraria a varie soluzioni che comprendono i due Stati. “Ci sono numerosi tipi di soluzioni a due Stati. Ci sono Paesi che sono membri dell’Onu e non hanno le loro forze armate. Penso che ci sono modalità in cui potrebbe funzionare“, ha messo in evidenza Biden.

In pratica la proposta di Washington è quella di uno Stato palestinese demilitarizzato. Un piano – riporta stamane Repubblica – a cui lavorano gli Stati Uniti per fermare la guerra su Gaza, con il benestare di Paesi arabi, Unione Europea e Onu. Cessate il fuoco, liberazione degli ostaggi, normalizzazione delle relazioni tra sauditi e Israele, isolando l’Iran. In cambio Biden chiede a Netanyahu un nuovo Stato palestinese, senza spazio per Hamas e con la guida dell’Autorità di Ramallah.

Parole sostanzialmente smentite dall’ufficio di Netanyahu. “Israele deve mantenere il pieno controllo della sicurezza della Striscia per garantire che Gaza non rappresenti più una minaccia per Israele, e questo è in conflitto con la richiesta di sovranità palestinese“, questa la posizione espressa dal leader israeliano.

Le proteste in Israele

Netanyahu che intanto deve fare fronte alle proteste di massa sempre più numerose nel Paese. Anche sabato sera migliaia di persone sono scese in piazza per protestare contro il governo a Tel Aviv e Cesarea, sotto la residenza di Netanyahu.

La sono sempre le stesse: riportare a casa gli ostaggi ancora nelle mani di Hamas e dei gruppi radicali nella Striscia di Gaza ormai dal 7 ottobre scorso.

A parlare davanti ai manifestanti anche i familiari di chi ha perso un parente quel giorno. Come Sigalit Tchernihovsky, il cui figlio, Or Tchernihovsky, è stato ucciso durante il rave il 7 ottobre. “Chiedo accordi più saggi, un pensiero unitario“, dice Tchernihovsky. “Vogliamo un diverso tipo di leadership“, chiede.

21 Gennaio 2024

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