A Milano Ovest

Neonato abbandonato in una cesta, il messaggio del padre: “La madre è morta, non posso occuparmene”

A ritrovare la cesta con il piccolo di circa un mese di vita un inquilino del caseggiato nel quartiere Giambellino. Accanto alla cesta un biglietto

Cronaca - di Redazione Web - 1 Febbraio 2024 alle 18:42

Neonato abbandonato in una cesta, il messaggio del padre: “La madre è morta, non posso occuparmene”

Ritrovato un neonato nell’androne di un caseggiato alla periferia ovest di Milano, nel quartiere Giambellino. Accanto alla cesta con dentro il piccolo è stato ritrovato un biglietto scritto in arabo. “Abito qui vicino. La mamma è morta di parto e io non mi posso occupar di lui”. Sul posto sono intervenuti carabinieri e soccorritori del 118 che lo hanno portato alla clinica De Marchi in condizioni che sembrano essere buone.

Il ritrovamento poco dopo le 16:00, al piano terra di un palazzo in via degli Apuli alla periferia ovest di Milano, a opera di un inquilino del caseggiato. Si è ritrovato la cesta davanti la porta di casa. Il bambino, di circa un mese di vita, è stato trasportato in codice giallo al Pronto Soccorso della clinica De Marchi di Milano, dagli operatori di Areu e dai carabinieri che stanno coordinando le indagini per ritrovare i genitori del piccolo.

L’anno scorso, nella domenica di Pasqua, un altro neonato era stato ritrovato nella cosiddetta Culla per la Vita della Mangiagalli di Milano. “Mi chiamo Enea – si leggeva anche in quel caso in un messaggio ritrovato vicino al piccolo – sono nato in ospedale perché la mia mamma voleva essere sicura che era tutto ok e stare insieme il più possibile”. A maggio il neonato era stato adottato da una coppia lombarda e gli era stato cambiato il nome.

Lo scorso 26 gennaio l’ultimo caso era esploso intorno a un neonato, di circa sei mesi, abbandonato da una donna al pronto soccorso dell’ospedale di Aprilia, in provincia di Latina, dove non esiste la cosiddetta Culla per la vita. Le polemiche in quel caso erano esplose perché le immagini dell’abbandono erano state diffuse “in esclusiva” dal Tg1 e da altri telegiornali e giornali online. Il Garante della Privacy aveva stigmatizzato la pubblicazione. I carabinieri avevano avviato delle indagini e informato il Tribunale per i minori.

1 Febbraio 2024

Condividi l'articolo