Torture nelle prigioni europee

Ilaria Salis è innocente, anche io darei un paio di pugni a un nazista che inneggia alle SS

Le condizioni inumane delle carceri europee non esistono solo in Ungheria e Romania. Anche in Italia. Appena qualche mese fa le autorità politiche e giudiziarie italiane hanno deciso che Alfredo Cospito, potesse essere messo al rischio della vita pur di non sospendere la tortura del 41 bis.

Editoriali - di Piero Sansonetti - 31 Gennaio 2024

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Ilaria Salis è innocente, anche io darei un paio di pugni a un nazista che inneggia alle SS

Finalmente qualcosa si muove, forse, per Ilaria Salis. Dopo le immagini scioccanti viste in Tv l’altra sera, con il guinzaglio e le catene ai piedi, si è mosso il ministro degli Esteri, Antonio Tajani. Forse si è mosso persino l’ambasciatore italiano a Budapest Manuel Jacoangeli che, a quanto sostiene il padre di Ilaria, sapeva tutto da qualche mese e se ne restava zitto rincantucciato nella sede dell’ambasciata.

A me sembra molto più grave la sua mancanza, che ha prodotto ingiustizia e dolore, rispetto a quella di quel povero carabiniere che non vuole riconoscersi nelle parole di Mattarella (e per questo è stato punito con una rapidità senza precedenti).

Meno attivo il ministro Carlo Nordio, che sembra sempre di più un pugile suonato. Frastornato dalla vecchia idea di se stesso garantista e moderno, in contrasto fragoroso con la nuova idea di meloniano e quindi amante della repressione. L’altro giorno, poverello, ha tirato in mezzo Silvia Baraldini per cercare di smarcarsi dal caso Salis. Vabbè, con lui c’è poco da sperare.

Chi ha scosso un po’ il sonnolento ambiente del governo è stato Antonio Tajani, seppure con un buon ritardo, che sta cercando di far capire all’Ungheria che Budapest è in Europa e che siamo nel 2024, non siamo in uno sperduto paese di qualche tribù nel primo medioevo.

Vedremo se avrà qualche successo. Intanto torniamo subito ad attivarlo (rinunciando all’inutile passaggio da via Arenula, cioè da Casa Nordio) perché l’on. Roberto Giachetti e Rita Bernardini ci hanno informato che in Romania sta succedendo anche di peggio di quel che avviene in Ungheria.

Da maggio hanno messo in una prigione fetida, con comportamenti dei carcerieri che configurano vere e proprie torture, un ragazzo di 29 anni, Filippo M., che hanno beccato a un festival di musica con un po’ di erba in tasca. La mamma è disperata.

L’Italia dorme. Anche la Romania non è un paese sperduto ma è membro dell’Unione europea. Chissà, stavolta il caso di Ilaria Salis è stato preso a cuore anche dalla grande stampa. Magari qualcosa succede. Forse anche per Filippo.

E già che ci siamo vorremmo far notare ai nostri governanti che le condizioni inumane delle carceri europee non esistono solo in Ungheria e Romania. Anche in Italia. E che il 41 bis è un regime carcerario inumano che getta la vergogna sulla nostra civiltà.

E che appena qualche mese fa le autorità politiche e giudiziarie italiane hanno deciso che un anarchico, Alfredo Cospito, potesse essere messo al rischio della vita pur di non accettare la sua semplice richiesta di applicare la Costituzione e di farlo tornare al carcere normale, sospendendo la crudele tortura del 41 bis.

E che oltre a Cospito ci sono alcune migliaia di prigionieri torturati al 41 bis. E che in queste cose l’Italia non è molto meglio dell’Ungheria e i partiti politici e i loro dirigenti sembrano tutti complici (escluso Giachetti e un pugno esile esile di garantisti veri).

P.S. Ilaria Salis è accusata di avere tirato un paio di cazzotti a un nazista che inneggiava alle SS e alla Gestapo. Non sappiamo se è innocente o colpevole. Sappiamo che è innocente. Scusate il paradosso. Anch’io, se incontro un nazista che inneggia alle Ss gli tiro un pugno sul naso. Se ci riesco anche due.

31 Gennaio 2024

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