Il volto della protesta

Chi è Franca Caffa, la manifestante del “dialogo” col carabiniere a Milano: l’attivista premiata con l’Ambrogino

Cronaca - di Redazione - 29 Gennaio 2024

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Chi è Franca Caffa, la manifestante del “dialogo” col carabiniere a Milano: l’attivista premiata con l’Ambrogino

Si è detta “sconcertata” per le parole che le ha rivolto quel carabiniere che, durante la manifestazione pro Palestina di sabato scorso a Milano, le ha detto che “Mattarella non è il mio presidente“. Questo lo stato d’animo di Franca Caffa, 93enne volto storico della sinistra milanese diventata protagonista di un caso ormai nazionale.

Il carabiniere che “non riconosce” Mattarella

È infatti Caffa che, in un faccia a faccia con i carabinieri in assetto antisommossa in via Padova, parla con un militare. All’agente Caffa si rivolge così: “Cos’ha detto il vostro presidente?”, con un rimando al discorso tenuto al Quirinale dal capo dello Stato proprio in occasione delle celebrazioni per la Giornata della Memoria in cui Mattarella aveva invitato Israele a non negare il diritto della popolazione palestinese ad avere un proprio Stato.

La risposta ricevuta è però spiazzante. “Con tutto il rispetto, signora, non è il mio presidente”, le parole del militare dell’Arma a Caffa. “E di che Paese è?”, risponde ancora la 93enne. Il carabiniere, manifestando delle gravi lacune, a partire dalla modalità di elezioni del capo dello Stato, replica così: “Io non l’ho votato, non l’ho scelto io, non lo riconosco”.

Chi è Franca Caffa

Perché si è azzardato a dire così? Anche se non è d’accordo nel modo di Mattarella di fare il presidente, e questo è legittimo, resta il fatto che è il presidente di tutti“, spiega all’Ansa la 93enne Caffa.

Ex consigliera comunale di Rifondazione Comunista e fondatrice nel 1979 del comitato inquilini Molise-Calvairate-Ponti, le case popolari milanesi, o scorso mese era stata premiata dal Comune di Milano con l’Ambrogino d’oro perché si è distinta come “un modello di cittadinanza attiva e di impegno sociale per la centralità dei quartieri popolari”.

Lei sabato scorso in piazza è scesa nonostante le prescrizioni del Viminale lo vietassero in ossequio al Giorno della Memoria. Perché “si tratta di volere politiche giuste“, anche “in coerenza con la tragica vicenda della persecuzione degli ebrei” che ora “non va ripetuta a danno dei palestinesi“, spiega all’Ansa Caffa. “Nel giorno della memoria, siamo coerenti con la memoria: basta persecuzioni“. Per questo assicura che sarà in corteo anche sabato prossimo e per questo il 27 gennaio si è messa in prima fila davanti al cordone delle forze dell’ordine e ha iniziato a parlare con loro.

Ho stabilito un certo rapporto con loro, di colloquio. Ho pensato che si potesse parlare e provare a ragionare. E credo che abbia funzionato. Ho persino accarezzato uno di loro“, dice sottolineando che “uno solo” le ha risposto prendendo le distanze dal Capo dello Stato. “Mi dispiace per quell’uomo – conclude senza commentare il suo trasferimento annunciato dall’Arma – Forse il mio modo di propormi per un colloquio aperto gli ha fatto effetto“.

Il carabiniere trasferito dall’Arma

Dopo lo scoppiare del caso nazionale, è arrivata la “risposta” dell’Arma. Il Comando Generale dei carabinieri ha reso noto che il militare sarà trasferito. “È stata già informata l’Autorità Giudiziaria Ordinaria e quella Militare, e nei confronti del militare, con immediatezza, saranno tempestivamente adottati tutti i provvedimenti necessari, sia di natura disciplinare sia d’impiego, trasferendolo in incarico non operativo”, scrive il Comando generale dei carabinieri in un comunicato.

La procura di Milano, inoltre, è pronta ad aprire un fascicolo di indagine: prima però si attende però l’informativa del comando provinciale di Milano. Dalla lettura e dall’analisi dei video circolati in rete il procuratore Marcello Viola valuterà quale eventuale ipotesi di reato si possa contestare al militare. Si può ipotizzare al momento il reato di “offesa all’onore o al prestigio del presidente della Repubblica”, ma i pm dovranno fare valutazioni a seguito dell’informativa.

di: Redazione - 29 Gennaio 2024

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