La rubrica

Elezioni Europee, perché è necessaria una lista unitaria a sinistra

Anziché buttare al vento qualcosa come un 7-8 per cento complessivo di voti in caso di presentazione frastagliata, è solo con la lista unitaria che si possono mandare a Strasburgo eletti che rappresentino spinte di rinnovamento nell’Ue.

Editoriali - di Mario Capanna - 28 Gennaio 2024

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Elezioni Europee, perché è necessaria una lista unitaria a sinistra

La creatività, l’ingegno, la capacità di rialzarsi e di uscire dai propri limiti appartengono all’anima dell’Europa.
(Papa Francesco)

Elevato è il rischio che alle elezioni europee di giugno vadano dispersi alcuni milioni di voti. L’eventualità diverrebbe certezza se ognuna delle forze politiche, che compongono la galassia a sinistra del Pd, si presentasse da sola. Ciascuna difficilmente potrebbe superare la soglia del 4 per cento, al di sotto della quale non ci sarebbe nessun eletto.

Certo, lo sbarramento contraddice l’abc della democrazia rappresentativa, che si basa sul principio “una testa, un voto”. Tant’è. Poiché la ghigliottina esiste, ha senso fare ogni sforzo per aggirarla. E l’unico modo per riuscirci è che i raggruppamenti, alla sinistra del Pd, si uniscano per presentare una sola lista unitaria.

Un appello in tal senso, pubblicato di recente su il manifesto, è stato rivolto da Emilio Molinari e Basilio Rizzo (due miei “vecchi” compagni di Democrazia Proletaria) ad Acerbo, Bonelli, De Magistris, Fratoianni, Lucano e Santoro. Condivido il richiamo, di buon senso e saggio. (Aggiungo, a scanso di equivoci, che non ambisco a candidature).

Anziché buttare al vento qualcosa come un 7-8 per cento complessivo di voti in caso di presentazione frastagliata, è solo con la lista unitaria che si possono mandare a Strasburgo eletti che rappresentino spinte di rinnovamento nell’Ue.

In presenza di guerre catastrofiche, è importante che, nella rappresentanza italiana al Parlamento europeo, ci siano deputati capaci di battersi con vigore per le ragioni della pace, per porre riparo ai mutamenti climatici, per le energie alternative e rinnovabili, per la dignità dei lavoratori e dei giovani, per una politica di intelligente integrazione verso gli immigrati, per un’Europa autonoma in grado di svolgere un ruolo di equilibrio nel mondo.

Ed è importante mettere nel conto che quei deputati italiani potranno stabilire forme di unità d’azione con quelli analoghi di altri Paesi, costituendo una forza non trascurabile nel Parlamento.
La lista unitaria, inoltre, potrebbe rappresentare un forte richiamo nei confronti dell’astensionismo, permettendo a molti di riavvicinarsi alla “buona politica”, e riaccendere speranze.

Poiché si possono dare preferenze ai candidati, queste evidenzieranno il peso di ogni raggruppamento, la cui specificità viene così salvaguardata. Il percorso, è ovvio, non sarà facile ma, se c’è buona volontà ci si può riuscire. E, magari nel suo piccolo, potrebbe costituire una svolta. A sinistra. E non solo. Perciò al bando i settarismi. Questo è il tempo della generosità, della determinazione e della lungimiranza.

28 Gennaio 2024

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