Il caso del Ministro

Politica-pm, Crosetto invoca il parlamento

Nell’informativa in Aula il ministro ribadisce le sue preoccupazioni e dice: “Non è possibile che da 30 anni ci sia uno scontro: riportare la discussione in Parlamento”. E Musolino (Magistratura democratica) lo invita a un confronto pubblico

Editoriali - di Angela Stella - 20 Dicembre 2023

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Politica-pm, Crosetto invoca il parlamento

Ieri il Ministro della Difesa Guido Crosetto è tornato in Aula alla Camera per una informativa urgente in merito alle sue dichiarazioni a proposito dell’esistenza di correnti della magistratura che spingerebbero per assumere un ruolo di opposizione giudiziaria al governo e alla maggioranza.

Chi si aspettava rivelazioni choc è rimasto deluso perché il responsabile di via XX Settembre ha semplicemente letto, come già fatto qualche settimana fa rispondendo ad una interpellanza di +Europa, alcune dichiarazioni pubbliche di Eugenio Albamonte, ex Segretario di AreaDg, e di Stefano Musolino, Segretario di Md. Nulla di nuovo sotto il cielo.

Come ha sottolineato Devis Dori (Avs) in pratica Crosetto ha fatto “Zelig: prima ha lanciato un allarme all’esterno, poi è venuto qui a fare l’istituzionale. Ha fatto la sua rassegna stampa, peraltro striminzita. Cosa c’è di eversivo in quelle frasi? Inoltre non ha fornito nessun elemento oggettivo per cui la magistratura vorrebbe condizionare le elezioni europee”.

Però il Ministro ha voluto anche ribadire quale sia secondo lui il ruolo che deve avere la magistratura, ossia quello di bouche de la loi: “La volontà popolare risiede qui, la volontà popolare e le Camere fanno le leggi. I cittadini, i Governi, ognuno di noi rispetta le leggi. La magistratura vigila perché le leggi siano rispettate e, quando non vengono rispettate, commina le sanzioni necessarie. Questo è lo schema molto semplice che la nostra Costituzione definisce”.

Allo stesso tempo ha voluto far intendere che una maggioranza relativa del Governo non vuole uno scontro con la magistratura: “Sarebbe l’ora di costruire un tavolo di pace nel quale si definiscono le regole per la convivenza nei prossimi anni. Non è possibile che ci sia uno scontro dal ‘94 a oggi senza riportare la discussione e la composizione all’interno di quest’aula, che per la Costituzione è il luogo dove le regole vengono fatte”.

L’informativa è stata l’occasione per aprire in Aula un dibattito sulla giustizia. Serracchiani, responsabile giustizia del Pd: “Immaginate rischi per il vostro governo per un’azione della magistratura, probabilmente per coprire i fallimenti emersi clamorosamente con la manovra finanziaria”.

Della Vedova, +Europa: “Un governo con un magistrato come sottosegretario alla presidenza del Consiglio, e cioè Mantovano, che secondo articoli di stampa mai smentiti avrebbe bloccato la nomina di un giudice di Bologna ‘’reo’’ di aver archiviato un caso relativo al suicidio assistito. Un governo che, a fronte di 30mila innocenti in carcere, si inventa nuovi reati che aumenteranno gli innocenti in carcere. Dov’è il garantismo del Governo?”.

Giachetti (Iv): “Nelle rivelazioni del ministro Crosetto non vedo alcuno scandalo bensì la descrizione di una realtà che va avanti ormai da trent’anni: una parte della magistratura condiziona la vita dei governi e in parte anche della politica”.

Mentre Stefano Musolino, Segretario di Md, invita il Ministro ad un incontro pubblico: “Non ci riconosciamo in un confronto tra avversari, ma solo in un dialogo tra esponenti istituzionali, mosso dalla ricerca di soluzioni comuni ai molti problemi che attanagliano la giustizia. A questo scopo, però, è necessario che sia chiaro quale sia il piano di confronto disegnato dalla Costituzione ed il ruolo in questo della magistratura. Per questo sarei onorato di incontrare, anche pubblicamente, il Ministro Crosetto per chiarire questi profili preliminari e da qui avviare una discussione sulle proposte volte a migliorare l’efficienza del servizio giustizia”.

20 Dicembre 2023

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