Ai pm solo un buffetto

Tanto clamore per Crosetto, ma il governo tende la mano ai Pm

Il presidente dell’Anm Santalucia irritato per le “pagelle” ai magistrati, ma il provvedimento è all’acqua di rose. Nel cestino anche i test psico- attitudinali

Politica - di David Romoli - 29 Novembre 2023

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Il presidente Anm Giuseppe Santalucia
Il presidente Anm Giuseppe Santalucia

Il presidente dell’Anm Giuseppe Santalucia non ha tutti i torti nel risentirsi per quelle “pagelle” dei magistrati veicolate dal decreto attuativo della riforma Cartabia approvato lunedì. “Come se fossimo scolari di una scuola”, sbotta Santalucia e in effetti, per come la ha messa il governo, le pagelle sembrano proprio la parodia grottesca di quelle che si danno agli studenti imberbi.

Le “materie”, al secolo i criteri sui quali basare la valutazione, sono da commedia all’italiana, con voci come “produttività”, “laboriosità” e persino “puntualità”. Quello che Santalucia tralascia di segnalare è che, forma imbarazzante a parte, il decreto attuativo svuota di fatto il senso della Cartabia riducendola a farsa. La valutazione, per come la ha attuata il governo, semplicemente non esiste.

Come non esiste la regolamentazione degli incarichi ai magistrati fuori ruolo, oggetto del secondo decreto: è stata ridotta a una spuntatina nel numero dei fuori ruolo nella magistratura ordinaria, da 200 che erano a 180. Insomma, le proteste della magistratura e dell’Anm sono da copione ma la realtà è che nell’attuazione di una riforma detestata dai togati il governo ha cercato di ridurne quanto più possibile il significato.

Più sul piano simbolico che su quello concreto sarebbe stato più pesante l’inserimento del “test psico-attitudinale per gli ingressi in magistratura” proposto di sorpresa e all’ultimo momento dal sottosegretario Mantovano. A bocciarli peraltro è stato il ministro della Giustizia Nordio in persona, cioè l’ex magistrato che passa per il mangiamagistrati per eccellenza.

È vero che Renzi e il forzista Mulè provano a raccoglierla dal cestino della spazzatura nella quale è stata precipitata con la garbata formula dell’ “accantonamento” ma il primo si limita a cercare spazio e visibilità come può, il secondo è da sempre l’anima della fronda fredda quando non gelida nei confronti del governo e non si può proprio dire che parli a nome del vertice azzurro.

Peraltro lo stesso Sisto, che pure spezza quotidianamente un’inutile lancia a favore della separazione delle carriere, cioè della riforma che Giorgia ha promesso senza alcuna intenzione di dar seguito all’impegno, quando gli chiedono di commentare la proposta peregrina di una commissione d’inchiesta sull’attività della magistratura, avanzata dal forzista Pittalis, liquida la trovata con un drastico “Non mi sembra pensabile”.

Insomma, nonostante la frecciata di Crosetto, il governo tutto sembra intenzionato a fare tranne che una crociata contro la magistratura. La stessa denuncia del ministro della Difesa più che un attacco sembra in effetti una sorta di difesa preventiva. “È il governo dei complotti immaginari e dei nemici a tutti i costi”, infierisce Schlein. “Crosetto attribuisce alla magistratura addirittura finalità eversive”, rincara Conte.

Sono in buona misura strilli da copione. In realtà tutti sanno che Crosetto non è tipo da intemerate alla cieca e la stessa richiesta di essere audito in Parlamento e di incontrare i vertici dell’Anm confermano che al ministro qualcosa da qualche fonte deve essere arrivato davvero, il che ovviamente non significa che l’informazione sia fondata o che non sia stata ingigantita.

Qualcosa di più si capirà dopo l’audizione, anche se probabilmente il ministro la chiederà a porte chiuse. La presidenza dell’Antimafia, dove il Pd aveva chiesto che Crosetto riferisse, ha declinato l’incombenza e in effetti non si capiva bene cosa c’entrassero Cosa Nostra e la ‘ndrangheta con l’eventuale ostilità nei confronti del governo di qualche togato. Probabilmente il ministro riferirà al Copasir.

Ma per quanto possano essere state ingigantite, le voci arrivate al ministro segnalano comunque un irrigidimento dell’area più combattiva della magistratura nei confronti del governo. Uno slittamento, dopo mesi di sostanziale tregua, difficilmente spiegabile a fronte di un governo che in realtà cerca di evitare lo scontro.

L’ipotesi più probabile è che a innervosire una parte dei togati non sia stata questa o quella legge sgradita ma la riforma costituzionale, la proposta di premierato. Oggi la destra non attacca perché non ne avrebbe la forza ma con un premier irrobustito di moltissimo grazie all’elezione diretta, con una maggioranza comunque larga grazie al premio di maggioranza, le cose potrebbero cambiare e probabilmente cambierebbero.

29 Novembre 2023

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