Guerra in Medio Oriente

Chi sono gli ostaggi israeliani liberati da Hamas, l’incognita della tregua e i bambini tornati a casa

Liberati 17 ostaggi, tra cui tre thailandesi. Per la maggior parte sono donne e bambini. Lo scambio con 39 detenuti palestinesi. Pronta una seconda lista di nomi fornita da Hamas. L'accordo prevede la liberazione di 10 ostaggi per ogni giorno di tregua. L'accordo mediato dal triangolo Egitto-Qatar-Usa. Netanyahu: "Dopo il cessate il fuoco temporaneo riprenderà il conflitto: distruggeremo Hamas e porteremo a casa gli ostaggi"

Esteri - di Redazione Web - 27 Novembre 2023

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Chi sono gli ostaggi israeliani liberati da Hamas

Il terzo giorno di sospensione delle ostilità fra Israele e Hamas, dopo le tensioni di sabato che avevano fatto temere la ripresa del conflitto, si è concluso senza intoppi: 14 israeliani e 3 thailandesi sono stati rilasciati e in cambio sono usciti dal carcere 39 detenuti palestinesi. E adesso si profila anche un’estensione del cessate il fuoco, che sarebbe dovuto scadere domani. Beyamin Netanyahu, parlando con Joe Biden, ha detto che “c’è un piano di intesa che prevede la liberazione di 10 ostaggi per ogni giorno ulteriore di tregua“. La giornata è iniziata con i migliori auspici, perché Hamas ha consegnato a Israele la nuova lista di ostaggi da rilasciare. Nelle ore successive 14 israeliani e 3 cittadini thailandesi sono stati consegnati alla Croce Rossa, per poi essere trasferiti in territorio israeliano. Tra i nomi spicca quello di Avigail Idan, bimba israelo-americana di 4 anni rimasta orfana dopo l’attacco del 7 ottobre.

Chi sono gli ostaggi israeliani liberati da Hamas

Gli altri sono Elma Avraham (84), Aviva Adrian Siegal (62), Hagar Brodetz (40), Ofri Brodetz (10), Yuval Brodetz (8), Uriah Brodetz (4), Hen Goldstein-Almog (48), Agam Goldstein-Almog (17), Gal Goldstein-Almog (11), Tal Goldstein-Almog (8), Dafna Elyakim (15), Ela Elyakim (8). E c’è anche un 25enne con doppia nazionalità russa, Ron Kriboy: un “omaggio” a Vladimir Putin per la posizione russa nella questione palestinese, ha tenuto a sottolineare Hamas, decisa a puntellare la sua rete di protezione. Stanno tutti bene tranne la donna più anziana, Elma, che è stata ricoverata in ospedale ma non rischia la vita. Stavolta Hamas non ha separato i nuclei familiari come era accaduto il giorno prima, ed anche questo è stato un segnale di non voler creare ostacoli. Quanto a Israele, ha rispettato la sua parte dell’accordo liberando 39 palestinesi, tutti minorenni. Nel frattempo 237 camion di aiuti e 7 cisterne di carburante sono entrati a Gaza dall’Egitto. Il numero più alto finora.

Ostaggi israeliani liberati da Hamas

Tre giorni senza combattimenti e raid hanno dato un pò di sollievo agli oltre 2 milioni di abitanti di Gaza, la maggior parte dei quali sono stati costretti a lasciare le proprie case. Per questo motivo gli sforzi per un prolungamento della tregua sono più vivi che mai. Egitto e Qatar hanno continuato a parlare con Hamas e secondo una fonte vicina al movimento palestinese ci sarebbe la disponibilità ad un’ulteriore pausa da “due a quattro” giorni per “garantire il rilascio dai 20 ai 40 prigionieri israeliani“. Il pressing su Israele è portato avanti soprattutto dagli Stati Uniti. Biden ha sottolineato che “l’accordo” tra le parti “sta funzionando” ed ha spiegato che il suo obiettivo è “estendere la pausa dei combattimenti oltre domani“. Poi ha telefonato a Netanyahu e i due leader, ha riferito la Casa Bianca, “hanno convenuto che continueranno a lavorare per garantire il rilascio di tutti gli ostaggi“. Mentre il premier israeliano ha fatto sapere che si stanno facendo passi avanti, con “un piano di intesa che prevede la liberazione di 10 ostaggi per ogni giorno ulteriore di tregua“. Netanyahu, in ogni caso, ha chiarito che i piani generali di Israele per Gaza non cambiano.

Quanti sono gli ostaggi israeliani liberati da Hamas

Dopo il cessate il fuoco, ha spiegato a Biden, “riprenderemo con tutta la forza per conseguire gli obiettivi della guerra”. Concetto ribadito anche in precedenza, durante una visita alle truppe dislocate nel nord della Striscia: “Noi andremo fino in fondo”. Che vuol dire non soltanto la liberazione di tutti gli ostaggi, ma anche “la distruzione di Hamas” e ottenere “la garanzia che Gaza non possa più rappresentare una minaccia per Israele”. Una minaccia ancora forte, secondo l’esercito. Perché alti funzionari militari ritengono che i miliziani della Striscia stiano sfruttando questa tregua per rinnovare le proprie forze e migliorare i piani per la prossima fase della guerra. La tensione d’altra parte resta alta anche in Cisgiordania: 6 palestinesi sono stati uccisi tra la notte e l’alba, secondo il ministero della Sanità palestinese.

La piccola Hila separata dalla madre

Hila corre verso lo zio che l’avvolge in un abbraccio infinito in attesa di ritrovare la sua mamma e la piccola Abigail troverà anche lei gli zii e il nonno, ma non potrà più rifugiarsi nel calore rassicurante delle braccia che l’hanno accolta da quando è venuta alla luce. Sono riemerse dal buio dei tunnel di Hamas da sole le bimbe ostaggio che i miliziani avevano promesso di non separare dai genitori. La mamma di Hila, Raya Rotem, non è stata rilasciata, i genitori di Abigail invece non ci sono più, uccisi nell’attacco del 7 ottobre nel kibbutz di Kfar Aza. E se l’incubo del rapimento e della prigionia è finito, è ancora lunga la via verso una normalità che forse non sarà mai più veramente tale. Non si sa cosa sia accaduto alla mamma di Hila, 13 anni, liberata sabato notte. La versione di Hamas è che non è stata rilasciata perché non si trovava. Forse in mano ad altre fazioni come la Jihad, forse perduta nel dedalo del sottosuolo e nella confusione . Ma è stata proprio Hila a smentire i terroristi: “La mamma è stata sempre con me per tutta la prigionia. Hamas ci ha divise due giorni prima della liberazione“.

Abigail, i genitori uccisi e l’abbraccio con il nonno e gli zii

Abigail Mor Edan, che ha compiuto 4 anni venerdì, a casa non voleva mai stare da sola, ha raccontato uno zio dopo il rapimento. Le foto sui social ci restituiscono una cascata di riccioli e un faccino sorridente, prima della fine del mondo, prima che vedesse uccidere i suoi genitori. La bimba ha doppia nazionalità, statunitense e israeliana, ed è la prima dei 3 ostaggi americani ad essere liberata. Per lei era ripetutamente intervenuto anche il presidente Joe Biden che oggi ha confermato la sua liberazione. Un nuovo inizio per la piccola orfana che ha ancora un fratellino, Michael di 9 anni, e una sorellina, Amalia di 6, che il 7 ottobre si sono salvati per miracolo chiusi in un armadio. Il nonno Carmel la aspetta, cercando di nascondere una “tristezza cronica che non guarirà mai“. I miliziani con il volto coperto dai passamontagna hanno restituito alla Croce Rossa, nel pomeriggio di domenica, nove bambini, due madri, due anziane, un cittadino russo-israeliano e tre thailandesi. Famiglie intere, o quel che ne resta, scampati per caso al massacro.

L’omaggio a Vladimir Putin

Una sfilata dolente ma anche un ritorno alla vita, dopo 51 giorni di prigionia, seguita dai media minuto per minuto, dal passaggio ai valichi di Rafah e Kelem Shalom, alla consegna di alcuni nella mani della sicurezza egiziana e infine al trasferimento di tutti in Israele. Tra i rilasciati di oggi ci sono i quattro membri della famiglia Goldstein-Almog: la madre Chen, 48 anni, la figlia Agam, 17 anni, e i figli Gal e Tal, di 11 e 9 anni. Nadav, padre e marito di 48 anni, e la figlia maggiore Yam, 19 anni, non ci sono più, uccisi il 7 ottobre. Hagar Brodetz, 40 anni, e i figli Ofri, Yuval e Oriya di 10, 8 e 4 anni, potranno invece riabbracciare il padre e marito, Avihai Brodutch. Quel giorno, Avihai era uscito a difendere il kibbutz mentre la sua famiglia si nascondeva. Ma quando è tornato a casa, ferito, non c’erano più. Ad attendere Adrienne ‘Aviva’ Siegel, 62 anni, rapita dal kibbutz Kfar Aza ci saranno i quattro figli e i nipoti. Ma sarà una gioia a metà: il marito Keith, 64 anni, resta nelle mani dei miliziani. E c’è apprensione per Elma Avraham, 84 anni, presa in ostaggio dal kibbutz Nahal Oz, rilasciata “in gravi condizioni” e trasportata in elicottero in un ospedale del Negev.

Gli abbracci, la festa

Ella Elyakim, 8 anni, e sua sorella Dafna, 14 , sono state rapite dalla casa del padre nel kibbutz Nahal Oz, dove si trovavano in vacanza: hanno assistito all’omicidio del padre Noam, della sua compagna Dikla e di suo figlio Tomer. Ma hanno ancora la mamma, Maayan Zin. Libero anche Roni Kariboi, un russo-israeliano che lavorava al festival Nova. Un rilascio extra, ha annunciato Hamas, in “omaggio agli sforzi del presidente Vladimir Putin“. Un applauso liberatorio, le urla di gioia, le lacrime. Centinaia di persone hanno accolto così la notizia della liberazione degli ostaggi israeliani nel terzo giorno di tregua, in una sala eventi a Shefayim, nel centro di Israele. La maggior parte sono sfollati dal Kibbutz Kfar Aza, da dove provengono molti dei 14 rilasciati oggi dopo 51 giorni di prigionia di Hamas. Per loro, l’annuncio di oggi resta però una gioia a metà, al pensiero che altri di quella comunità restano nelle mani dei miliziani palestinesi a Gaza.

I sopravvissuti

Shachar Tzuk-Bazak, 32 anni, è scampata al massacro del 7 ottobre perché era in vacanza, ma ha perso due membri della sua famiglia. “Sono felicissima, ma con ogni persona rilasciata ce n’è un’altra in prigionia“, ha detto citata dal Times of Israel, sottolineando che 19 persone sono state rapite a Kfar Aza. “Metà di loro verrà rilasciata oggi, e l’altra metà è ancora al freddo, al buio“, ha poi affermato, per poi attaccare il governo israeliano. “Sento che coloro che vengono liberati oggi sono stati, in molti sensi, lasciati in attesa di un aiuto che non è arrivato” da parte dei leader israeliani, ha dichiarato. “Il peso dei leader mondiali ha contribuito a negoziare questo accordo. Il mio governo non era sufficiente, il mio esercito non era sufficiente a proteggermi“.

27 Novembre 2023

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