La rubrica

Bambini social, l’artista Nicola Verlato: “Il mondo non è un Grande Fratello, i genitori devono costruire un’oasi”

L'artista veneto, in mostra al Palazzo della Triennale a Milano con "Hostia": "Non voglio che la contabilità dei like accumulati sia il modo in cui mia figlia conosca il mondo e sulla quale imposterà poi il suo futuro". L'intervento nel dibattito "Bambini social – Un giorno questo like sarà tuo"

Cultura - di Antonio Lamorte - 24 Novembre 2023

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Frame dal film Orwell 1984 ispirato al romanzo di George Orwell
Frame dal film Orwell 1984 ispirato al romanzo di George Orwell

Non abituare all’idea di un Grande Fratello costante, alla spettacolarizzazione della vita quotidiana tramite i social network, preservare la sacralità delle prime esperienze. Riceviamo e pubblichiamo un testo di Nicola Verlato, artista di livello internazionale, pittore, scultore, architetto e musicista nato a Verona. Dal 24 novembre il suo progetto “Hostia”, ispirato alla morte di Pier Paolo Pasolini, è esposto a Milano al Palazzo della Triennale in una grande mostra sulla pittura italiana degli ultimi trent’anni.

Quello di Nicola Verlato è il primo intervento della rubricaBambini social – Un giorno questo like sarà tuo”, un dibattito sullo sharenting de L’Unità.it. 

Uno dei motivi per i quali non pubblico mai foto di mia figlia sui social su cui sono presente (Facebook e Instagram) è perché non voglio abituarla all’idea che la vita possa diventare (come per molti è già) esclusivamente un’opportunità di produrre immagini da diffondere sui media. L’idea che il mondo sia una specie di scena del Grande Fratello per cui ogni nostro atto, anche minimo, debba essere spettacolarizzato è qualcosa che trovo insopportabile. Il fatto che ormai moltissimi vivano ogni singolo momento della loro esistenza in funzione di una sorta di sceneggiatura modellata su parametri narrativi che vanno via via consolidandosi con l’evoluzione dei media digitali, lo ritengo fortemente lesivo verso la possibilità di poter esperire una vita il quanto più possibile autentica.

Si potrebbe obbiettare che l’autenticità della propria esperienza di vita non sia un dato esperibile da alcuno, ma sono sicuro che i social media per come sono usati sono i mezzi che ci allontanano più di tutto nella storia umana da questa possibilità. È chiaro che il problema sta nel fatto che ciò che dovrebbe documentare il reale, diviene invece l’occhio in funzione del quale il reale viene trasformato in una messinscena. Sono concetti banali che però con la diffusione estrema dei social e soprattutto con il fatto che la riproduzione di immagini e suoni avviene in tempo reale la sovrapposizione fra reale e la sua rappresentazione non è più discernibile. Si può ritenere che un fenomeno di questo genere non sia arrestabile e assolutamente inevitabile?

Probabilmente sì, ma credo che sia compito dei genitori di creare, almeno per i primi anni di vita del bambino, una sorta di oasi protetta dove esperire il mondo con il minimo possibile di interferenze mediatiche. Le esperienze dell’infanzia sono insostituibili e preziosissime proprio perché vengono accolte in noi secondo modalità che di lì a poco spariranno completamente durante il nostro farci adulti. Quelle esperienze sono il sacro della vita, sono quelle che ci permettono di opporci ad ogni manipolazione futura perché in quel momento le abbiamo esperite come degli eventi primigeni, ecco perché non vanno confuse con una brodaglia di pseudo esperienze che rendono ogni cosa uguale ad ogni altra, indifferente e interscambiabile.

Io sono cresciuto in campagna arrampicandomi sugli alberi e guardando libri d’arte che avevo in casa. Mai figlia sta vivendo a Roma a contatto con le opere d’arte più belle del mondo distribuite per piazze e chiese e musei. Sia io che mia moglie non vogliamo che sia la contabilità del numero di like che accumula su di una immagine digitale il modo con cui ha conosciuto il mondo e sulla quale imposterà poi il suo futuro.

Gli altri interventi nel dibattito Bambini social – Un giorno questo like sarà tuo” su L’Unità.it. 

24 Novembre 2023

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